Teatro Comunale Gonzaga Ilva Ligabue - Bagnolo in Piano

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta rettangolare con balconata
capienza totale della 300 posti
1980-1985
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
La rete teatrale nella provincia di Reggio Emilia, a cura dell'Archivio del Teatro Municipale, Reggio Emilia 1982, p. 11-12, ill. 1-2-3;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 191;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, Bologna 1995, p. 109-110.
Piazza Garibaldi, 2
loc. Bagnolo di Piano
42011 Bagnolo in Piano (RE)
ER Cultura - Teatri e sedi

Fondazione: XX (1900-1999)
L'edificazione di questo teatro, progettato nel 1919 dall'ingegner Aldo Govoni, fu avviata nel 1921, tre anni dopo nel 1924 fu inaugurato. Si tratta di un edificio autonomo sito sulla piazza principale del paese, impostato secondo un modello classico assai semplice e lineare.
La facciata presenta un corpo centrale, leggermente sporgente, sormontato da timpano con decori a bassorilievo di gusto liberty e due corpi posti simmetricamente ai lati con una fascia di coronamento in alto. Al piano terra si aprono tre porte d'ingresso con arco a tutto sesto (quella centrale è affiancata da due finestre e sormontata da un balconcino in muratura), al primo piano vi sono cinque finestre timpanate. I fianchi hanno una struttura pulita e ordinata, la tipologia della facciata continua per un breve tratto, quindi si susseguono una serie di lesene, finestre e uscite di sicurezza.
La sala teatrale è di forma rettangolare con una sola balconata che arriva fino all'arcoscenico, sorretta da dodici colonnine in muratura con capitelli che presentano una sobria decorazione, ripresa dalle lesene poste sulle pareti perimetrali in corrispondenza delle colonnine. Anche il fronte della balconata presenta un leggero ornato. Eleganti figure femminili di gusto liberty, ad altorilievo in gesso, si alternano a semplici lunette, costituendo un decorativo elemento di raccordo tra le pareti e il soffitto della sala; quest'ultimo è piatto e decorato con cassettoni in stucco. In origine la sala teatrale era dotata sia di un'illuminazione centrale costituita semplicemente da cinque globi, uno più grande al centro e quattro più piccoli agli angoli, e da altri globi più piccoli posti tra le luci delle colonne. Questo tipo di illuminazione è stato sostituito da elementi a parete.
Alla fine degli anni Quaranta questo teatro fu adibito a cinematografo ed ha rischiato di essere radicalmente trasformato, per fortuna la sala ha conservato la tipologia originaria, mentre fu purtroppo demolito il palcoscenico con il graticcio originale, a causa dell'arretramento del boccascena per guadagnare spazio in platea.
All'inizio degli anni Ottanta sono stati avviati i lavori di recupero e di risanamento diretti dall'architetto Cigarini. Sono state risanate le fondazioni, che presentavano cedimenti, e consolidate le strutture murarie lesionate. Il tetto risanato e ripristinato interamente conserva ancora le travature originali. E' stato ricostruito il palcoscenico con relativo arcoscenico. Nel retro del teatro è stato edificato ex-novo un elemento in cemento armato a forma absidale, ove hanno trovato posto i camerini e i servizi per gli artisti, nonché l'accesso dei materiali di scena. Altri camerini sono stati collocati nel sottopalco e vengono utilizzati in caso agiscano in teatro compagnie numerose.
Sono state ovviamente condotte tutte le necessarie opere di adeguamento dell'impiantistica richieste dalla vigente normativa. Non è stato necessario creare nuove uscite di sicurezza in quanto fin dalla sua origine la sala ne aveva a sufficienza.
Nell'atrio si conservano le originali scale di accesso alla balconata, mentre è stato ricavato un piccolo guardaroba e la biglietteria con elementi prefabbricati. E' stata inoltre collocata una moderna controsoffittatura che pare abbia celato alcune decorazioni pittoriche del soffitto, evidentemente giudicate di scarso interesse.
Le tappezzerie degli arredi sono in rosso come pure i tendaggi alle finestre e il sipario in velluto. Dietro la galleria vi sono i vani predisposti per la cabina di regia e di proiezione destinata all'attività cinematografica che continua ad alternarsi regolarmente alla programmazione teatrale, costituita da teatro dialettale, prosa, concerti e teatro ragazzi. Il sisma dell’ottobre 1996 ha causato al teatro ingenti danni ed è stato necessario procedere con opere di consolidamento. Il teatro è stato riaperto nel dicembre 1998.
Nel 2002 il teatro è stato intitolato a Ilva Ligabue, la celebre soprano originaria di Bagnolo aveva realizzato una brillante carriera artistica esibendosi con successo nei maggiori teatri del mondo. (Lidia Bortolotti)


Construction on this theater, which was designed in 1919 by the engineer Aldo Govoni, began in 1921; three years later, in 1924, the theater was inaugurated. The theater occupies an entire building that follows a classical, simple, and linear model and stands on the town’s main square.
The façade shows a slightly jutting central body, surmounted by a tympanum decorated with Art Nouveau-style bas-relief, and two symmetrical lateral bodies topped with a decorative band. The ground floor features three entrance doors with semi-circular arches (the central arch is flanked by two windows and surmounted by a small masonry balcony), while the first floor features five tympanum windows. The sides of the building have a clean, orderly structure, similar to the façade at first, then featuring a series of pilaster strips, windows, and security exits.
The theater hall is rectangular, with a single balcony that reaches the proscenium and is supported by twelve small, stonework columns whose capitals have simple decorations; these same decorations adorn the pilaster strips located on the peripheral walls in correspondence with the small columns. The front of the balcony also features simple decorations. Elegant, Art Nouveau-style female figures in high-relief chalk alternate with simple half-crescents, creating a decorative pattern that links the hall’s walls with its ceiling; the latter is flat and decorated with stucco coffers. Originally, the theater hall had central lighting from five globe lights, a large one in the middle of the hall and four smaller ones at the corners, plus other smaller globes located among the column lights.
In the late 1940s, this theater was used as a cinema and risked being radically transformed; luckily, the main floor retains its original appearance, while the stage was unfortunately torn down along with the original trellis, in order to bring the proscenium further back and make the stage roomier.
In the early 1980s, restoration and improvement efforts began under the architect Cigarini. The foundations, which showed signs of subsidence, were strengthened, and damaged walls consolidated. The roof, which was strengthened and entirely restored, still has its original beams. The stage and proscenium were rebuilt. In the back of the theater, a new, concrete structure, shaped like an apse, was built; it hosts dressing rooms and washrooms for the artists, and storage space for stage props. Other dressing rooms were built below the stage; they are used when particularly numerous theater troops are performing.
Obviously, the electrical system was brought in line with all existing norms. It was not necessary to build new safety exits since the theater already had enough.
The original staircase leading up to the balcony is still preserved in the atrium, while a small cloakroom and a ticket office were built with prefabricated material. Furthermore, a modern false ceiling was installed, which apparently concealed some of the original decorations painted on the ceiling, which were evidently deemed to be of little interest.
The carpeting is red, as are the window curtains and the velvet stage curtain.
Behind the gallery are the rooms for hosting the cinema projectors, since film screenings continue to alternate with theater activities, which include plays in dialect, prose, concerts, and theater for kids.
(Lidia Bortolotti)

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