Teatro Carlo Goldoni - Bagnacavallo

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
capienza totale della sala posti 373
parziale 1986-1987
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
F. Bubani, I sei medaglioni che adornano la bocca d'opera del Nuovo Teatro di Bagnacavallo, Lugo 1845;
Sul nuovo teatro di Bagnacavallo. Cenni descritttivi, Bagnacavallo 1845;
D. Vaccolini, Cenni storici e statistici sulla città di Bagnacavallo, in "L'Album. Giornale Letterario e di Belle Arti", XV (1848), p. 249, 286, 295, 298, 328, 336, 359;
M. Maylender, Storia delle Accademie d'Italia, Bologna 1926-1930;
G. B. Bezzi, Il Teatro Carlo Goldoni di Bagnacavallo, Bagnacavallo 1962;
Bagnacavallo. Cenni storici, a cura dell'Amministrazione comunale, Bagnacavallo 1968;
Bagnacavallo... ieri. Vicende di due secoli di vita bagnacavallese raccontate attraverso la fotografia, a cura del club Cinefotoamatori, Bagnacavallo 1975, pp. 20-21;
F. Farneti - S. Van Riel, L'architettura teatrale in Romagna 1757-1857, Firenze 1975, p. 181-182;
C. Polgrossi, Bagnacavallo. Guida al centro storico, Bagnacavallo 1980, p. 20;
M. C. Casali, Il Teatro Comunale, in Conoscere una città. Il patrimonio artistico e storico di Bagnacavallo, a cura di G. Agostini-L. Ciammitti, Bologna 1982, p. 115-120;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S.M. Bondoni, Bologna 1982, p. 231-232;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 105-106;
E. Vasumi Roveri, I teatri di Romagna, un sistema complesso, Bologna 2005, p. 113-116, 130, 177;
M. Marascio, Storia di un cantiere, il Teatro Carlo Goldoni di Bagnacavallo 1839-1845, Ravenna 2010.
Piazza Libertà 17
48012 Bagnacavallo (RA)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
Ernani di Giuseppe Verdi
Fondazione: XIX (1800-1899)
Nell'anno 1648 "Al lato destro della Porta d'entrata della Porta di sopra" (Bonoli ms.) fu costruita la Fabbrica dell'Abbondanza, dove avevano sede i magazzini di raccolta del frumento, che ospitò nel piano rialzato un teatrino tutto in legno a palchetti. Di questo teatro, si hanno notizie nella seduta del Consiglio dell'anno 1698 quando si parla di darlo in cessione durante il carnevale alle maestranze cittadine per alcune rappresentazioni a patto di trattenere il corredo scenografico. Nella seduta consigliare del Marzo 1791 si decide di far dipingere da Filippo Bibiena un telone e alcune scene di carattere marino. Nel Marzo del 1796, si delibera di acquistare il Palazzo Brandolini, dato che il teatro pubblico "non solo formato tutto di legname, ma internato ancora nella fabbrica di detti magazzeni per il prezzo di scudi tremila, dato che il teatro pubblico non solo formato tutto di legname, ma internato ancora nella fabbrica di detti magazzeni, a legno, che accadendo in esso teatro la troppo facile disgrazia di un incendio si è affatto impossibile salvarli" (Consiglio foglio 215-216). Nella successiva seduta del 1796 si approva il progetto dell'Architetto Pontificio Cosimo Morelli. Tuttavia occorre giungere al 29 Maggio 1839 per riprendere il discorso sul nuovo teatro, deliberando l'affidamento del progetto al professore Filippo Antolini. Nella seduta del maggio 1840 si accetta la proposta di erigere il portico di facciata come da progetto. Nel 1844, finalmente il teatro fu terminato ed inaugurato nel 1845 con l'Ernani di Giuseppe Verdi. Contribuirono alla sua realizzazione il capomastro faentino Galli, lo stuccatore Tognetti, il pittore Francesco Migliari di Ferrara, lo scenografo Giuseppe Badiali, il macchinista Michele Contarini. Il pittore Antonio Muzzi di Bologna eseguì il sipario tuttora esistente anche se in precarie condizioni che celebra la tradizione pittorica locale essendovi figurati Bartolomeo Ramenghi, in atto di ricevere il senatore bolognese Camillo Gozzadini che gli presenta il giovane Girolamo da Treviso. Tra gli altri personaggi spiccano la contessa Aldrovandi, moglie del Gozzadini e il Primaticcio, già allievo del Ramenghi.
Demolita la parte del palazzo Brandolini che guardava la Piazza, fu costruito il nuovo teatro a pianta rettangolare di fianco al Palazzo Comunale." La facciata con mattoni a vista è composta da un portico formato da cinque archi a tutto sesto, retti da pilastri ai quali sono addossati colonne con capitelli ionici" (Teatri storici, p. 231). Al di sopra del cornicione si aprono cinque finestre sormontate da mensole. Dall'atrio con soffitto decorato, si accede alla sala a ferro di cavallo molto allargato. Vi sono tre ordini di palchi (diciassette per ogni ordine), con parapetto continuo ed un loggione delimitato da archi a tutto sesto. Il soffitto con volta ad ombrello è affrescato come i parapetti dei palchi. Ai lati del proscenio sono collocati sei medaglioni di legno dorato con l'effigie di illustri personaggi legati alla storia locale: Cesare Ercolani, Bartolomeo Ramenghi, Giovanni Maria Guicciardini, Tiberio Brandolini (capitano di ventura), Carlo Goldoni e Luigi Valeriani Molinari (economista). L'ampio palcoscenico contiene ai lati camerini per gli attori ed un sottopalco. "L'intero complesso mostra anche nell'interno quella ordinata e lineare disposizione che ha ispirato l'impostazione architettonica generale dell'edificio e che costituisce una costante dell'attività di Filippo Antolini, tutta improntata a criteri di rigida fedeltà ai modi neoclassici" (Conoscere, p. 117).
Il teatro oggi funzionante, subì un breve restauro negli anni Venti e nel dopoguerra. Negli anni 1986-1987, fu fatto un intervento strutturale e l'adeguamento alle norme di sicurezza. Le scene del pittore Badiali furono distrutte, sono conservate ancora le graticciate, i tamburi per il movimento del sipario, alcune macchine per il rumore del tuono, della pioggia e della saetta ma in precarie condizioni. Il lampadario, secondo la tradizione orale, assomiglia all'originario, pur essendo di vetro. La gestione del teatro è affidata all'Accademia Perduta Romagna Teatro con spettacoli di prosa, teatro per ragazzi, e concerti di musica leggera.
(Caterina Spada)

In 1648, "on the right-hand side of the entrance gate to the Porta di sopra" (Bonoli ms.), the Fabbrica dell'Abbondanza was built. It hosted a grain storage warehouse, and a mezzanine with a small, wood-paneled theater. News of this theater come from the Council session of 1698, which discussed the option of leasing it to the city’s corporations during Carnival for theatrical performances, on the condition that the set designs be kept intact. The Council session of March 1791 entrusted Filippo Bibiena with painting a large canvas and several marine scenes. In March 1796, the council decided to purchase Palazzo Brandolini, since the public theater [was] "not only entirely made of wood, but still contained within the warehouse for a price of three thousand scudos, since the public theater, not only was entirely made of wood, but still contained within the warehouse, made out of wood, it would be impossible to save those in attendance in the all too likely event of a fire " (Consiglio foglio 215-216). During the next session in 1796, the project submitted by the Pontifical Architecht Cosimo Morello was approved. However, it wasn’t until 29 May 1839 that the new theater was mentioned again, when the project was entrusted to Professor Filippo Antolini. During the session of May 1840, the proposal to build the façade’s portico was approved. In 1844, the theater was finally completed, and it was inaugurated in 1845 with Giuseppe Verdi’s Ernani. Some of those who contributed to its construction were the master builder Galli from Faenza, the stucco worker Tognetti, the painter Francesco Migliari from Ferrara, the scenographer Giuseppe Badiali, and the stage hand Michele Contarini. Antonio Muzzi from Bologna painted the stage curtain – which still exists, albeit in poor condition – celebrating the local painting tradition by depicting Bartolomeo Ramenghi as he receives a visit from Bologna’s senator Camillo Gozzadini, who introduces him to a young Girolamo da Treviso. Other characters include the Countess Aldrovandi, wife of Gozzadini, and Primaticcio, who was Ramenghi’s apprentice.
A part of Palazzo Brandolini that looked towards the main square was demolished, and a new theater, with a rectanglular floor plan, was built next to city hall. “The brick façade is made up of a portico with five semi-circular arches, supported by pillars leaning against columns with Ionic capitals" (Teatri storici in Emilia Romagna, p. 231). Above the cornice are five windows surmounted by mantles. The atrium, featuring a decorated ceiling, leads to the main floor, shaped like a very wide horseshoe. There are three orders of boxes (seventeen for each order), with continuous parapets and a gallery delimited by round arches. The umbrella vault ceiling is decorated with frescos, as are the boxes’ parapets. Six gilded wooden medallions are located on the two sides of the proscenium; they depict illustrious figures tied to local history: Cesare Ercolani, Bartolomeo Ramenghi, Giovanni Maria Guicciardini, soldier of fortune Tiberio Brandolini, Carlo Goldoni, and economist Luigi Valeriani Molinari. The large stage features side dressing rooms for the performers and an understage area. "The entire building, including its interior, shows the orderly, linear layout that inspired its overall architectural planning and which is a constant feature of Filippo Antolini’s work, which was based on rigid faithfulness to neoclassical criteria" (Conoscere, p. 117).
The theater, which is currently functioning, was briefly renovated in the 1920s and in the post-war period. In 1986-1987, structural interventions were made and the building was made compliant with safety regulations. The scenes painted by Badiali were destroyed, but trellises, the drums used for moving the curtains, and several machines used to make rain and thunder noises are still extant, albeit in poor condition. The chandelier corresponds to the oral descriptions of the original ones, although it is made of glass. The theater is managed by the Accademia Perduta Romagna Teatro, which organizes plays, theatrical performances for kids, and pop music concerts.
(Caterina Spada)

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