Raccolta Comunale d'Arte Contemporanea - Sant'Ilario d'Enza

Orari e Tariffe
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Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi
Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008. 

Collina C. (a cura di), "I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo", Bologna, Compositori, 2004, pp. 65-66

Masoni T. (a cura di), Sant'Ilario per l'arte, Sant'Ilario d'Enza, Comune di
Sant'Ilario, Castelnuovo di Sotto, Grafiche De Pietri, 1991.
Via Roma, 84
42049 Sant'Ilario d'Enza (RE)
Tel: 0522 671 858 (Centro Mavarta), 0522 902 861 (Comune)
Fax: 0522 902 890
Arte
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)
Arte figurativa
Arte astratta
Arte concettuale
Arte oggettuale
Si tratta una raccolta di circa 210 opere d'arte contemporanea acquisite dal Comune dagli anni '50 ad oggi e collocate nei locali della Pubblica Amministrazione e nelle sale del Centro Culturale Mavarta. Il primo nucleo è composto dalle opere più rappresentative e da quelle vincitrici del Premio di Pittura Sant'Ilario d'Enza. Il Premio venne inaugurato il 12 novembre 1953 e l'evento divenne, insieme alla Biennale di Sant'Ilario, un appuntamento sempre più importante, espandendo il proprio raggio d'azione ed evolvendosi e modellando le proprie caratteristiche sulle diverse tendenze pittoriche protagoniste in quel periodo.

Se le origini possono definirsi strettamente locali, basate su inviti diretti a pittori di Parma e Reggio Emilia, chiamati per dipingere "en plen air" gli scorci caratteristici e le scene di vita del paese, le edizioni successive si arricchirono aprendo l'ingresso a pittori di regioni diverse. Negli anni '60 la manifestazione divenne una valida vetrina delle molteplici e differenti tendenze rappresentanti il panorama artistico italiano. Anche la giuria era composta da critici militanti e personalità internazionali quali Mario de Micheli e Francesco Arcangeli. Questi critici stabilirono il tratto distintivo del concorso: l'orientamento verso artisti emergenti ma non ancora affermati. Proprio per questo il Premio è diventato un buon trampolino di lancio per molti pittori oggi famosi. Il premio chiuse i battenti al termine dell'edizione del 1966.Un secondo nucleo di opere attesta l'attività di acquisizione del Comune dagli anni '70 ad oggi. In parte allestita presso la Biblioteca comunale, la Raccolta d’Arte Moderna del Comune comprende oltre cento opere generalmente riferibili alla vicenda artistica emiliana compresa dal 1953 ad oggi. Hanno lasciato le loro opere d’arte, in seguito al premio, Angelo Austoni, Giorgio Azzaroni, Giulio Bagnoli, Lidia Bagnoli, Paolo Baratella, Eugenio Barbieri, Renzo Barilli, Roberto Barni, Valentina Berardinone, Luciano Bertoli, Bruna Boni, Aldo Borgonzoni, Franco Bruzzone, Marina Burani, Carlo Calzolari, Giovanni Cappelli, Luigi Cavallari, Vittorio Cavicchioni, Anna Cingi, Anna Coccoli, Giancarlo Colli, Carlo Crispini, Nino Crociani, Pirro Cuniberti, Carlo Debbri, Armando De Lanzaneis, Francesco Del Casino, Vincenzo De Moro, Omero Ettorre, Candida Ferrari, Stefano Ferrari, Giovanni Ferretti, Luigi Ferretti, Rina Ferri, Lella Fulgoni, Giuseppe Gagliardi, Remo Gaibazzi, Gino Gandini, Werther Ghidini, Fiorenzo Giacopini, Giuseppe Giannini, Maurizio Goldoni, Claudio Granaroli, Ginda Jannini, Luis Jaquet, Pietro Leddi, Nello Leonardi, Manfredi Lombardi, Riccardo Lumaca, Giorgio Malagoli, Iros Marpicati, Giuseppe Martinelli, Titina Maselli, Gustavo Mattioli, Marino Mazzacurati, Iler Melioli, Sergio Minero, Giordano Montorsi, Roberto Moriconi, Gianni Morini, Daniela Mugnaioli, Marielle Muheim, Bruno Munari, Pietro Mussini, Mario Nanni, Giuseppe Natali, Sonia Notari, Bruno Olivi, Osvaldo Piraccini, Dimitri Plescan, Concetto Pozzati, Liana Ranieri, Italo Ricciputi, Mario Rosati, Fabrizio Sabini, Arnaldo Scaccaglia, Lorenzo Scaravelli, Toti Scialoja, Carlo serafini, Sergio Sergi, Adriano Spatola, Claudio Spattini, Nani Tedeschi, Alessandro Trinchero, Bruno Vayenti, Enzo Vescovi, Alberto Vettori, Andrea Vettori e Donatella Violi.


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