Museo della Linea dei Goti - Montegridolfo

Orari e Tariffe
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Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi

Maffei T., Museo della Linea dei Goti 1943-44 : cimeli, armi, fotografie, modelli militari, propaganda, giornali: guida catalogo, Collana delle guide dei Musei della Provincia, Rimini, 2005.

Maffei T., Museo della Linea dei Goti 1943-44: cimeli, armi, fotografie, modelli militari, propaganda, giornali: guida catalogo, Collana delle guide dei musei della Provincia, 10, Rimini, Provincia di Rimini, 2005.
Via Borgo
47837 Montegridolfo (RN)
Tel: 0541 161 309 3, 0541 855 054 (Comune)
Fax: 0541 855 042
Storia
Resistenza e II Guerra Mondiale
Il museo, il cui nucleo originario è ospitato in un bunker ricostruito secondo il modello di quelli edificati nella Seconda Guerra Mondiale, documenta con testimonianze e reperti il passaggio del fronte. Il nome del museo, infatti, riprende quello dato da Hitler alla linea di difesa tedesca costruita lungo gli Appennini nel 1943-44: Goten Linie, ossia la Linea dei Goti, detta in seguito la Linea Gotica. Gli oggetti esposti, donati o concessi dagli abitanti del luogo, sono costituiti da materiale di propaganda politica come giornali, manifesti, cartoline, foto e vignette, che risalgono agli anni 1943 - '44 e da materiale bellico come armi, bossoli, bombe a mano e maschere antigas; a questi si aggiungono gli accessori personali del soldato. E' possibile consultare riviste e visionare filmati dell'epoca. E' possibile, inoltre, visitare alcuni degli undici rifugi che i civili scavarono nel 1944 per ripararsi durante la battaglia. Un complesso progetto di ristrutturazione e ampliamento, tuttora in corso, donerà nuovo volto e ulteriori spazi alla struttura museale.

Il nucleo originario del museo si compone di due emicicli, che corrispondono a due sezioni. Nella prima sono esposti cimeli bellici in gran parte donati dai cittadini di Montegridolfo (bossoli, schegge, scatole di sigarette, maschere antigas ecc.); seguono fotografie relative al passaggio del fronte e armi che erano in dotazione agli eserciti contrapposti. Si segnala, all'inizio del percorso, un "vangelo" militare inglese collocabile nel taschino superiore dell'uniforme, all'altezza del cuore. Nella seconda sezione è presentata una raccolta di modelli di noti mezzi militari, alleati e tedeschi; spicca un "Liberator", il temuto bombardiere alleato. Sulle pareti sono poste ampie bacheche che mostrano stampati di propaganda di guerra decifrandone i codici comunicativi ed evidenziando gli strumenti sia linguistico-lessicali che di impostazione grafica. Analogamente, altre bacheche presentano una serie di giornali di guerra che scandiscono le tappe cruciali del periodo; una bacheca è dedicata ai giornali della Resistenza. Il percorso museale termina con un oggetto di significato simbolico: un bossolo metallico che è stato tagliato per rendere visibile il nido deposto al suo interno da una cinciallegra.
Il progetto di ampliamento, prevede la realizzazione di una struttura concepita come una serie di portali disposti in sequenza, in cui gli ambienti, come ampie scatole sfalsate e affiancale l'una all'altra, si snodano collegati da una lunga rampa interna di lieve pendenza, in quanto disposti a varie quote, secondo la topografia del terreno. Il nuovo volume dell'edificio va a colmare il dislivello esistente fra il museo e la Piazza del Monumento.

The Museum, whose original collections are housed in a replica WWII bunker, uses exhibits and eyewitness accounts to document the breaching of the Gothic Line. Indeed, the Museum takes its name from that given by Hitler to the defensive line built across the Apennines in 1943-44: Goten Linie, or the Line of the Goths, known subsequently as the Gothic Line. The items on display, which were donated or loaned by local citizens, include political propaganda material – such as newspapers, posters, postcards, photos, and cartoons – from 1943-44, as well as military hardware such as weapons, cartridges, hand grenades, and gas masks, along with soldiers’ kits. Magazines and videos from that time can be viewed. Finally, some of the eleven bomb shelters dug by civilians in 1944 can be visited. An extensive, ongoing renovation and enlargement effort will provide the museum with additional space and a new look.

The original museum comprises two hemicycles, each containing a separate section. The first displays war mementos (spent cartridges, shrapnel, cigarette packs, gas masks) that were in large part donated by the citizens of Montegridolfo, along with photographs documenting the breaching of the Gothic lines and the weaponry used by the two opposing armies. The beginning of the exhibit features an English military Bible that fit in the chest pocket of a soldier’s uniform. The second section displays a collection of Allied and German military craft, of which the most notable is an example of the feared B-24 Liberator heavy bomber used by the Allies. Large display cabinets showcase wartime propaganda material, and discuss their communication codes, highlighting both their graphic layout and the code words and language they used. Other cabinets display wartime newspapers that discuss the war’s crucial events as they unfolded; one cabinet is dedicated to Resistance newspapers. The visit ends with a symbolic object: a spent metal cartridge that has been cut open to reveal a Great Tit’s nest inside it.
The enlargement project calls for creating a structure designed as a sequence of portals, whose large staggered rooms are linked together by a long indoor ramp that slopes slightly in order to follow the lay of the land. This building annex would bridge the slight change in elevation between the Museum and Piazza del Monumento.

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