Museo dell'Arredo Contemporaneo - Russi

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Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi
Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.


Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo, Bologna, Compositori, 2004, p.167.

Guarino M., Museo dell’Arredo Contemporaneo, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 161, n. 34.

I maestri del design: Russi, museo dell'arredo contemporaneo, in Andar per musei: guida dei musei aderenti al Sistema della Provincia di Ravenna, 2. ed. - Ravenna, Provincia di Ravenna, 2000, p. 10-11.

Museo dell'Arredo Contemporaneo, in Zannier I. (a cura di), Viaggio nei musei della provincia di Ravenna, Ravenna, Longo, 1995, p. 185.

Brani di storia dell'arredo, 1880-1980, Ravenna, Essegi, Russi: Museo dell'arredo contemporaneo, 1988.
SS. San Vitale, 253
48026 Russi (RA)
Tel: 0544 419 299, 338 958 6837
Fax: 0544 416 119
Tematico e/o specializzato
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)
Tematico
Arti applicate
Arte oggettuale
A partire da aprile 2015, la collezione permanente del Museo dell'Arredo Contemporaneo è in mostra a Milano ed è disponibile per la visualizzazione a Museo del Design 1880-1980 . Ciò è stato reso possibile grazie alla Musei Italiani e Borsa Italiana.

Sorto nella seconda metà degli anni Ottanta per volontà di Raffaello Biagetti, pittore, artigiano e titolare di un negozio di arredamento, il museo si prefigge di illustrare la storia del design attraverso testimonianze ed opere che hanno scandito il percorso cronologico di questo fenomeno artistico e socio-culturale che ha caratterizzato il Novecento a livello globale. La collezione permanente, allestita con l’ausilio di esperti del settore come Giovanni Klaus Koenig, Giuseppe Chigiotti e Filippo Alison, è composta da trecento pezzi fra mobili, lampade e oggetti d’arredamento, esposti all’interno di una moderna struttura industriale, per rappresentare l’evoluzione del design, dal 1880 all’attualità, attraverso i maggiori protagonisti, relazionati alla cronologia dei movimenti e degli stili della storia dell’arte e del costume sociale.

Vi sono esempi di Art Noveau, rappresentati da Anton Gaudì, Michael Thonet e Charles R. Mackintosh; la Wiener Werkstätte da Joseph Hoffmann, De Stijl da Gerrit T. Rietveld e Keler, il costruttivismo russo da El Lissitskij, il Bauhaus da Walter Gropius, Marcel Breuer, Mies Van der Rohe, il funzionalismo razionalista francese e italiano degli anni Trenta, sfociato poi nella Decorative Arts, da Le Corbusier (Charles-Edouard Jeanneret), Jean Prouvè, Giò Ponti e Giuseppe Terragni, il modernismo organico di matrice nordica, espansosi a livello europeo ed intercontinentale significato da Alvar Alto, Charles Eames e Giò Ponti, il made in Italy, espressione del boom economico design industriale italiano negli anni Sessanta e Settanta, è testimoniato da lavori di Carlo Scarpa, Gae Aulenti, Bruno Munari, Marco Zanuso, Mario Bellini, sino ad arrivare alle idee di Ettore Sottsass e Vico Magistretti, strettamente interrelate alle altre discipline artistiche quali la moda, la grafica, la pittura, il cinema, l’architettura e le arti applicate.
L’attività espositiva del museo è assai dinamica: sono state realizzate diverse mostre a carattere monografico dedicate a designers ed artisti come Roger Kelly, Alice Guareschi, Lisa Ponti, Mattia Battistini, Pasquale Martini, Patrizia Piccino, Massimiliano Fabbri, Marco Neri, Bas Meerman, Gabriele Picco, Flavio Favelli, e Antonio Rovaldi in una doppia personale con Robert Vincent, ancora Franco Mello, il gruppo di designers Dorothy Gray, e, nell’ambito di Openstudiofaenza, la mostra di oggetti d’arredo fra arte, artigianato e design in ceramica della produzione faentina contemporanea, nonché L’Abitare e l’Argilla e la personale di Italo Zuffi a cura di Davide Ferri e la rassegna Advento.100 oggetti di design Tecali Puebla Mexico.

Established in the mid-1980s by Raffaello Biagetti, a painter and artisan who owned a furniture store, the museum aims to trace the history of design using works and items that marked the chronological evolution of this 20th century worldwide artistic and socio-economic phenomenon. The permanent collection, put together with the help of experts such as Giovanni Klaus Koenig, Giuseppe Chigiotti, and Filippo Alison, comprises three hundred items including furniture, lamps, and furnishings exhibited in a modern industrial facility and illustrating the evolution of design from 1880 to the present through the eyes of its main players, and in light of broader artistic and social trends.

There are examples of Art Nouveau, with works by Anton Gaudi, Michael Thanet and Charles R. Mackintosh; the Wiener Werkstätte, represented by Joseph Hoffmann, De Stijl da Gerrit T. Rietveld and Keler; Russian Constructivism by El Lissitskij; Bauhaus by Walter Gropius, Marcel Breuer, and Mies Van der Rohe; French and Italian Rational Functionalism from the 1930s, which set the stage for Decorative Arts, represented by Le Corbusier (Charles-Edouard Jeanneret), Jean Prouvè, Giò Ponti and Giuseppe Terragni; northern European Organic Modernism, which expanded throughout Europe and the world and is here represented by Alvar Alto, Charles Eames and Giò Ponti; the “Made in Italy” style, an expression of the Italian industrial design boom of the 1960s and 1970s is here represented by works by Carlo Scarpa, Gae Aulenti, Bruno Munari, Marco Zanuso, and Mario Bellini; and finally, the ideas of Ettore Sottsass and Vico Magistretti, which are closely interconnected to other artistic disciplines such as fashion, the graphic arts, painting, cinema, and applied arts.
The museum has a dynamic exhibition schedule: it has staged many monographic exhibitions dedicated to artists such as Roger Kelly, Alice Guareschi, Lisa Ponti, Mattia Battistini, Pasquale Martini, Patrizia Piccino, Massimiliano Fabbri, Marco Neri, Bas Meerman, Gabriele Picco, Flavio Favelli, Antonio Rovaldi in a double personal exhibition with Robert Vincent, Franco Mello, and the Dorothy Gray designers’ group. On the occasion of Openstudiofaenza, the museum hosted an exhibition of contemporary artisanal, artistic, and designer furniture from Faenza, as well as the L’Abitare e l’Argilla exhibition, a personal exhibition by Italo Zuffi curated by Davide Ferri and the exhibition Advento.100 design objects - Tecali Puebla Mexico.

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