Museo Carlo Zauli - Faenza

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Barriere architettoniche
Servizi
Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi
Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.


Zauli M., Museo Carlo Zauli di Faenza, Ravenna, Provincia di Ravenna, 2005.

Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo, Bologna, Compositori, 2004, pp. 157-158.

Erani G., Il Museo Zauli di Faenza, in Museo informa: rivista quadrimestrale della Provincia di Ravenna: notiziario del Sistema museale provinciale, 2003.16, a.7., n.16(mar. 2003), p. 14.

Museo Carlo Zauli, Faenza, Litografica Faenza, 2002.
Via della Croce, 6
48018 Faenza (RA)
Tel: 0546 221 23, 333 851 1042
Fax: 0546 221 23
Arte
Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)
Scultura
Arti applicate
Arte astratta
Arte concettuale
Parco artistico
Allestito dal 2002 in quello che fu il laboratorio del ceramista faentino Carlo Zauli (1926-2002), è gestito dalla famiglia dell'artista in sinergia con il Museo Internazionale delle Ceramiche. Offre uno spaccato antologico nell'opera di Zauli dai primi anni ‘50 agli anni ’90, svelando al visitatore la ricerca di un artista che da ceramista divenne scultore senza mai tradire le proprie radici. Tale percorso è arricchito da una visita attraverso gli storici ambienti dello studio-bottega: dalla cantina delle argille alla stanza degli smalti, dalla sala dei forni a quella dei grandi rilievi, dove la zolla di terra diventava scultura: sono illustrate le tecniche usate dal maestro testimoniate dagli arnesi, dai materiali e dalle stanze di lavoro dello studio-bottega, diversificate tra loro a seconda del procedimento necessitato dai materiali.

Allievo di Anselmo Bucci e Domenico Rambelli, egli affianca Angelo Biancini avviando una collaborazione che gli valse grande esperienza nell'arte ceramica; nel 1950, insieme a Umberto Zannoni, Averardo Giovannini e Renato Zama, avvia la "Nuova Cà Pirota", in nome della famosa tradizione rinascimentale locale, ma affrancandosi da qualsiasi rivisitazione stilistica inizia un'ottima carriera sensibile alle istanze più aggiornate dell'arte astratta spazialista ed informale, che lo portano ad una personale cifra artistica che esalta la forma in virtù della materia, la cui gamma cromatica sfuma tutte le tonalità monocrome del bianco (Bianco di Zauli); e lo condurrà alla frequentazione intellettuale e alla stima di numerosi artisti come Leoncillo Leonardi, Nanni Valentini, Enzo Brunori, Arnaldo e Giò Pomodoro, Giuseppe Spagnulo e Lucio Fontana solo per citarne alcuni, con i quali condividerà le espressioni più geometriche dell'arte concettuale.
Il Museo Carlo Zauli organizza un'attività espositiva mirata alla valorizzazione e promozione del proprio patrimonio figulino anche attraverso organizzazione di mostre, collettive e personali, come "Open studio Faenza. Terra viva. Scultura ceramica negli anni Settanta", il progetto "Residenza d'artista" ed avvalendosi di altre sedi espositive come il MIC e la Galleria d'arte moderna della Molinella. Invece, per il ciclo di incontri "I lunedì del contemporaneo", sono intervenuti Renato Barilli, Guido Bartorelli, Roberto Daolio, Luigi Ontani, Bojidar Bonchev.
Il Museo ha inoltre organizzato, in occasione del "Festival internazionale dell’arte contemporanea. Futuro Presente/Present Continuous" 2008, un palinsesto ricco di iniziative ed eventi a latere promossi da alcune istituzioni del luogo, al fine di dispiegare le potenzialità culturali del territorio attraverso un itinerario simbolico che ha incluso anche il progetto "Moto d’Idee: Faenza verso il distretto culturale evoluto". L'istituzione museale ha svolto un'importante ruolo anche in occasione dei successivi festival del contemporaneo intitolati "On Biennals/Tutto sulle Biennali" (2009), "Opere/Works" (2010) e "Forme della committenza/Forms of collecting" (2011).
Il Museo è stato promotore dell’esposizione "Uno, Singolare Plurale" dedicata ai giovani artisti della città, in sinergia con la Galleria Comunale d’Arte, dove hanno presentato le loro opere Angela Anzalone, Domenico Greci, Margherita Isola, Valentina Mancini, Lisa Martini, Francesco Savini e Marco Tofi.
Tra gli altri eventi che hanno avuto luogo presso il Museo si ricordano: la mostra itinerante "anar.C.ORD" e " 'Un probabile umore dell'idea'. Quattro scultori del dopoguerra: Fontana, Leoncillo, Valentini, Zauli" svoltesi nel 2008 mentre la video-proiezione di "Humans" di Stefania Galegati Shines e il workshop di Luca Trevisani, nell'ambito del progetto "Residenza d’Artista – workshop di ceramica nell’arte contemporanea ", accompagnato da numerosi eventi a latere e seguito da una personale dell'artista in cui sono state esposte le opere nate durante il workshop, hanno avuto luogo nel 2009. Il Museo ha inoltre ideato e coordinato dal 2010 il progetto "Angolo Uno. Giovani imprenditori per giovani artisti", mentre nel 2011 sono stati ospitati alcuni eventi inseriti nel programma del WAM – Weekly Arts Meetings, la prima rassegna a Faenza dedicata alle arti performative contemporanee, alcuni incontri all'interno del festival "Romagna contemporanea" e il workshop di Salvatore Arancio per il progetto "Residenze d'artista 2011-2012".
Sempre nel 2011 si è costituito, all'interno della sede museale, l'Archivio Ufficiale Carlo Zauli, atto a svolgere attività di ricerca sulla vita e le opere di Carlo Zauli, con l'obiettivo di tutelare e promuovere gli esiti del suo lavoro artistico. A tal fine l’Archivio raccoglie ogni informazione relativa al suo operato e si propone come finalità primaria la stesura di un Catalogo Generale, che sarà pubblicato in formato cartaceo e digitale.

Established in 2002 in the former workshop of the Faenza-born ceramics artist Carlo Zauli (1926-2002), the museum is managed by the artist’s family in synergy with the International Museum of Ceramics. It provides an anthology of Zauli’s work from the early 1950s to the 1990s, tracing the evolution of an ceramic artist who became a sculptor without ever betraying his roots. The exhibition also includes Zauli’s historic studio and workshop: from the cellar where the moulding clay was kept to the enamel room, from the kiln to the high-relief studio, where clumps of dirt become sculptures. The artist’s techniques are illustrated by his work tools, the materials he used, and the rooms of his workshop, each one different in accordance with the way the various materials were used.

A pupil of Anselmo Bucci and Domenico Rambelli, Zauli worked alongside Angelo Biancini, and through their collaborative efforts he acquired great experience in ceramic art; in 1950, along with Umberto Zannoni, Averardo Giovannini and Renato Zama, he launched the "Nuova Cà Pirota", named after the famous local Renaissance tradition. He managed to free himself from the shackles of revisiting other styles, and launched an excellent career at the cutting edge of abstract, spatialist, and informal art. His personal style used matter to extol form, using a palette that exploited every monochromatic shade of white (Bianco di Zauli). He earned the respect and friendship of numerous artists, including Leoncillo Leonardi, Nanni Valentini, Enzo Brunori, Arnaldo and Giò Pomodoro, Giuseppe Spagnulo and Lucio Fontana, just to mention a few, with whom he would share the most geometrical expressions of conceptual art.
The Carlo Zauli Museum organizes exhibitions that aim to valorize and promote its collections, including collective and personal exhibitions such as Open studio Faenza. Terra Viva. Ceramic Sculpture in the 1970s and the Artist’s Residence project, some of which are held in other venues such as MIC and the Molinella Modern Art Gallery. The cycle of seminars "I lunedì del contemporaneo" saw the participation of Renato Barilli, Guido Bartorelli, Roberto Daolio, Luigi Ontani, Bojidar Bonchev.
In 2008, during the "International Festival of Contemporary Art. Futuro Presente/Present Continuous" the museum organized a rich bill of events promoted by local institutions, in order to highlight local cultural attractions through a symbolic itinerary that also included the project "Moto d’Idee: Faenza verso il distretto culturale evoluto". The museum also played an important role during subsequent contemporary art festivals titled "On Biennals/Tutto sulle Biennali" (2009), "Opere/Works" (2010) and "Forme della committenza/Forms of collecting" (2011).
The Museum was one of the promoters of the exhibition "Uno, Singolare Plurale", which was dedicated to the city’s youth, in synergy with the Municipal Gallery of Art. The exhibition featured works by Angela Anzalone, Domenico Greci, Margherita Isola, Valentina Mancini, Lisa Martini, Francesco Savini and Marco Tofi.
Other events hosted by the museum included: the itinerant exhibition "anar.C.ORD" and " 'Un probabile umore dell'idea'. Quattro scultori del dopoguerra: Fontana, Leoncillo, Valentini, Zauli", both held in 2008, while 2009 saw "Humans", a video screening by Stefania Galegati Shines and Luca Trevisani’s workshop that was part of the project "Residenza d’Artista – workshop di ceramica nell’arte contemporanea ", paralleled by numerous side events and a personal exhibition by Trevisani which featured the works created during the workshop. Since 2010 the Museum has also conceived and coordinated the project “Corner One. Young entrepreneurs for young artists”, while in 2011, the museum hosted several events as part of WAM – Weekly Arts Meetings, the first event in Faenza to be dedicated to contemporary performance art, and other events as part of the "Romagna contemporanea" festival and Salvatore Arancio's workshop that was part of the project "Residenze d'artista 2011 - 2012". Also in 2011, the Official Carlo Zauli Archive was established in the museum, to carry out research activities on the life and works of Carlo Zauli, with the aim of safeguarding and promoting the results of his artistic work. For this purpose the Archive collects all information about his activity and has as its principal objective the drafting of a General Catalogue, which will be published in both printed and digital format.

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