Pinacoteca Comunale di Faenza - Faenza

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Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi

Archi A., La Pinacoteca di Faenza : guida-catalogo, Faenza, Lega, 1957.

Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.


Casadei S., Casadio C., Pinacoteca comunale di Faenza, Ravenna, Provincia di Ravenna, 2007.

Vitali M., La Pinacoteca, in "Faenza Novecento", Faenza, Edit Faenza, 2004, vol. III, pp. 675-701.

Oltre il cenacolo, Faenza, 2004, pp. 79.

Guarino M., Ospiti a palazzo: a Faenza (Ravenna) i capolavori della pinacoteca comunalesono esposti in palazzo Milzetti ..., in IBC: informazioni, commenti, inchieste sui beni culturali, Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, A. 10., n. 4 (ott.-dic. 2002), p. 20-21.

Masetti Biteli L., Pinacoteca Comunale, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 151, n. 16.

Paolucci A., La pinacoteca di Faenza: piccolo pantheon della pittura romagnola, Faenza, Sezione di Italia Nostra, 1998.

Incisori del XVI secolo nella Pinacoteca di Faenza, Faenza, 1995, pp. 215.

Il museo nascosto - Arte moderna nella Pinacoteca di Faenza, Faenza, 1994, pp. 153.

Pittura di natura morta nelle collezioni pubbliche e private di Faenza, Faenza, 1993, pp. 48.

Casadei S., Pinacoteca di Faenza, Bologna, Edizioni Calderini, 1991, pp. 194.
Via S. Maria dell'Angelo, 9
48018 Faenza (RA)
Tel: 0546 680 251
Fax: 0546 660 760
Arte
Arte medievale (XI-XV secolo)
Arte moderna (XVI-XIX secolo)
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)
Arte figurativa
Arte astratta
Arte informale
E' il più antico istituto museale faentino. Sorto nel 1797 in seguito all'acquisizione della collezione d'arte di Giuseppe Zauli, fu incrementato con dipinti provenienti dalle chiese e dai conventi soppressi. Nel 1879 ebbe luogo il primo ordinamento espositivo della raccolta, in autonomia dalla Scuola di Disegno fondata da Zauli. Allestita nell'ex convento dei gesuiti, ampliò la propria consistenza in seguito al deposito di opere provenienti dalla Congregazione di Carità, da donazioni private e dall'oculata campagna di acquisti promossa dall'allora direttore F. Argnani, che raggruppò un nucleo consistente di reperti archeologici rinvenuti nella zona e di maioliche faentine, primi esemplari del futuro museo delle ceramiche. Negli anni Venti il museo fu caratterizzato quasi esclusivamente come quadreria. Attualmente la Pinacoteca è ripartita in sezione antica e galleria d'arte moderna.

Nella sezione antica è documentata la cultura dall'età romana all'alto medioevo con mosaici, lapidi, sculture ed epigrafi, mentre la produzione artistica successiva è rappresentata da un nucleo cospicuo di dipinti e sculture dal XIII al XVIII secolo. La produzione figurativa d'ambito romagnolo è rappresentata da opere di Giovanni da Rimini, Biagio d'Antonio da Firenze, Marco Palmezzano, Innocenzo da Imola, Bagnacavallo, Giovanni Battista e Jacopo Bertucci, Ferraù Fenzoni, Luca Scaletti, Niccolò Paganelli, cui si aggiungono dipinti di Battista e Dosso Dossi, Alessandro Allori, Francesco Furini, Rutilio Manetti, Albani, Tiarini, Bigari, Gaetano Gandolfi, Landi e Giani. Tra i settori tematici di rilievo figurano la pregevole raccolta delle nature morte di Recco, Ruoppolo, Boselli, Resani, Magini, Levoli e la serie delle vedute, nella quale la critica ha identificato un paesaggio di Francesco Guardi. Consistente il nucleo delle sculture, che annovera opere di Donatello, Lombardi, Francesco di Simone, Rossellino. La galleria d'arte moderna raggruppa opere che vanno dal neoclassicismo al purismo, al romanticismo, al realismo. Di recente acquisizione alcuni dipinti di scuola francese dell'Ottocento, cui si affiancano due sculture di Rodin. Notevole importanza riveste il nucleo delle tele di Baccarini e di altri maestri del Novecento italiano, tra i quali Morandi, de Pisis, Martini. Il fondo di grafica assomma a 20.000 fogli.

The oldest museum in Faenza was established in 1797, when the municipality purchased Giuseppe Zauli’s art collection. The collections were augmented by paintings from suppressed churches and convents. In 1879, the collections were exhibited for the first time, autonomously from the School of Drawing founded by Zauli. The exhibition was staged in the former Jesuit convent, and the collections were further augmented by works from the Congregazione di Carità charity institute, private donations, and a sensible purchasing campaign launched by the then-director F. Argnani, who put together a large collection of local archaeological finds and Faenza majolica pottery, the initial nucleus of the future museum of ceramics. In the 1920s the museum was known almost exclusively as a painting gallery. Currently, the pinacotheque has an antique section and a modern art gallery.

The antique section documents a timeframe from the Roman Era to the Early Middle Ages with mosaics, tombstones, sculptures and epigraph, while art from the 13th to 17th centuries is represented by a large collection of paintings and sculptures. Figurative art in Romagna is represented by works by Giovanni da Rimini, Biagio d'Antonio da Firenze, Marco Palmezzano, Innocenzo da Imola, Bagnacavallo, Giovanni Battista and Jacopo Bertucci, Ferraù Fenzoni, Luca Scaletti, Niccolò Paganelli, along with paintings by Battista and Dosso Dossi, Alessandro Allori, Francesco Furini, Rutilio Manetti, Albani, Tiarini, Bigari, Gaetano Gandolfi, Landi and Giani. Theme-based displays include a valuable collection of still lifes by Recco, Ruoppolo, Boselli, Resani, Magini, and Levoli and a series of landscape paintings, which according to art critics includes one by Francesco Guardi. The museum also houses numerous sculptures by artists including Donatello, Lombardi, Francesco di Simone, and Rossellino. The modern art gallery displays works that range from Neo-Classicism to Purism, Romanticism, and Realism. The pinacotheque recently purchased several 19th century paintings from the French school, to go along with two sculptures by Rodin. The collection of paintings by Baccarini and other masters of the Novecento Italiano, including Morandi, de Pisis, and Martini, is of particular importance. The graphic art collection amounts to 20,000 folios.

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