Museo Amedeo Bocchi - Parma

Orari e Tariffe
Per orari di visita e costi del biglietto consultare il sito web o contattare telefonicamente.
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.


Caramel L. (a cura di), Amedeo Bocchi. La luce della bellezza e della "vita vera", Parma, Mup editore, 2007

Collina C. (a cura di), "I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo", Bologna, Compositori, 2004, pp. 42-43

Delsante U., Gonizzi G. (a cura di), Amedeo Bocchi e la sala del Consiglio della Cassa di risparmio : 1916-1976, Parma, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, 1994
Palazzo Sanvitale
Strada Cairoli, 12
43121 Parma (PR)
Tel: 0521 228 289
Fax: 0521 386 452
Arte
Arte moderna (XVI-XIX secolo)
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte figurativa
Sito nel tardosettecentesco Palazzo Sanvitale, sede della Fondazione Monte di Parma, il museo trae origine dalla donazione delle opere di Amedeo Bocchi (1883-1976) da parte delle eredi Rina Cabassi e Emilia Bocchi, rispettivamente cognata e nipote dell’artista. Si compone di dipinti, acquarelli, pastelli, studi, disegni, bozzetti e sculture che permettono di ricostruire il percorso artistico di uno dei più grandi protagonisti del Novecento italiano. La visita si snoda attraverso cinque sale ove sono conservati tre cicli pittorici cari all'artista: i ritratti della figlia Bianca, gli studi e le prove d'affresco per la decorazione della sala consiliare della Cassa di Risparmio di Parma, nonché i paesaggi, i ritratti di famiglia e studi, disegni e bozzetti, in parte inediti, raccolti nell’ ultima sala che completa il museo monografico grazie all’ulteriore donazione delle eredi, avvenuta nel 2003.

Amedeo Bocchi (1883-1976) ha vissuto tra la città emiliana e Roma, ma è rimasto fedele alle istanze internazionali recepite negli anni della sua formazione nella capitale, ossia a quella linea di confine tra simbolismo e secessionismo, non esente dalla ricezione del francese fauvisme post impressionista, variamente decifrato dagli artisti più aggiornati della regione come Garzia Fioresi e Carlo Corsi; e in seguito tali istanze stilistiche sono rimaste, in filigrana, nei successivi lavori suggestionati dal “ritorno all’ordine” della pittura di Novecento. La sua predilezione verso l’interpretazione di tematiche sociali e della figura umana, in particolare la femminile, fu costante nel corso del lungo percorso testimoniato dalle opere del Museo: Fior di loto, Bianca, La famiglia, Nudo femminile, Il tè, La trebbia ed Esodo dimostrano la sensibilità e la qualità di questo artista emiliano, nell’aggiornare la pittura del territorio nel delicato passaggio tra il XIX e il XX secolo.
Negli ultimi anni, l’intensa attività espositiva del Museo è stata volta ad approfondire, attraverso un ricco calendario di mostre temporanee, la conoscenza di quegli autori e movimenti artistici che sono stati legati al tessuto della provincia parmense; inoltre è stata organizzata la mostra monografica del pittore bolognese Vasco Bendini, L’immagine accolta (2003). Nel 2004, con la collaborazione dell'Università di Parma e grazie al materiale prestato dallo C.S.A.C. - Centro Studi Archivio della Comunicazione – si sono poi succedute due esposizioni intitolate La parola all'immagine, riguardanti Illustrazione e satira a Parma tra le due guerre, con lavori di Giovannino Guareschi, Carlo Bisi, Erberto Carboni e di Cesare Gobbo. La seconda, era incentrata su Il segno satirico di Giovannino Guareschi. La stagione estiva 2005 si è svolta con l’esposizione Sotto il colore dei quadri, disegni del parmense Bocchi, che ha messo in luce la sua versatilità di disegnatore attraverso un iter cronologico snodato nelle cinque sale del Palazzo. Oltre all’attività espositiva, il Museo ha offerto altri eventi culturali come letture pubbliche di autori contemporanei: nel gennaio 2006, per accompagnare i testi dello scrittore Vittorio Sereni, l’astrattista Enrico Della Torre, amico e profondo conoscitore del poeta, ha realizzato quindici acquerelli, esposti per la prima volta nella Sala Polifunzionale di Palazzo Sanvitale. Ricordiamo anche, nello stesso anno, la mostra fotografica itinerante W Nairobi W di Francesco Fantini, fotogiornalista che ultimamente si è dedicato al reportage sociale.
La città di Parma, nel 2007, ha poi dedicato al nativo Amedeo Bocchi una grande retrospettiva (La luce della bellezza e della ‘vita vera’; I bozzetti di Amedeo Bocchi per il Duomo di Messina) a cura di Luciano Caramel dislocata, oltre che nell’omonimo museo, anche in altre sedi cittadine (Palazzo Pigorini, Sala del Consiglio della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Sala Bocchi della Galleria Nazionale di Parma). Due tele che erano esposte in mostra, Due vecchi e Studio per viaggio di un’anima, sono poi divenute parte integrante della collezione del Museo trovando una loro collocazione stabile all’interno del percorso espositivo, che conta anche su nuove acquisizioni.

Located in the late 18th century Palazzo Sanvitale, headquarters of the Fondazione Monte di Parma, the museum originates from the donation of the works of the artist Amedeo Bocchi (1883-1976) by his heirs Rina Cabassi and Emilia Bocchi, respectively his sister-in-law and niece. It comprises paintings, water colours, pastels, studies, drawings, bozzetti and sculptures which allow us to reconstruct the artistic career of one of the leading figures of 20th century Italian art. The exhibition is laid out in five rooms, containing three cycles of paintings that were dear to the artist: the portraits of his daughter Bianca, the studies and test frescoes for the decoration of the council room of the Parma Savings Bank, as well as landscapes, family portraits and studies, drawings and bozzetti, partly never shown before, now collected in the last room which completes this monographic museum thanks to a further donation by his heirs, in 2003.

Amedeo Bocchi (1883-1976) lived between Parma and Rome, but he remained faithful to the international principles he learned in the years of his training in the capital, that is to a line of demarcation between symbolism and secessionism, not without some influence of French post-Impressionist Fauvisme, variously absorbed from the most up-to-date artists in the region such as Garzia Fioresi and Carlo Corsi; these aspects of style then remained, in filigree, in his later works, suggested by the “return to order” of 20th century painting. His preference for representing social themes and the human figure, especially women, was constant during his long career, as testified by the works in the Museum: Lotus blossom, Bianca, The family, Female nude, The tea, The thresher and Exodus all demonstrate the sensitivity and quality of this Emilian artist, in updating the painting of the territory in the delicate moment of passage between the 19th and the 20th century. In recent years, the intense exhibiting activity of the Museum has aimed, with a rich calendar of temporary exhibitions, to encourage the knowledge of these artists and artistic movements that were linked to the fabric of the province of Parma; a monographic exhibition of the works of the Bologna painter Vasco Bendini has also been organised, with the title The accepted image (2003). In 2004, with the collaboration of Parma University and thanks to a loan of material from the C.D.A.C. - Communications Study Centre and Archive - two exhibitions were held, entitled From the word to image, concerning illustration and satire in Parma between the two wars, with works by Giovannino Guareschi, Carlo Bisi, Erberto Carboni and Cesare Gobbo. The second focussed on The satirical sign of Giovannino Guareschi. The summer season 2005 presented the exhibition Under the colour of the paintings and drawings of the Parma artist, Bocchi, which highlighted his versatility as a draughtsman with a chronological display in the five rooms of the Palazzo. As well as holding exhibitions, the Museum has offered other cultural events such as public readings by contemporary authors: in January 2006, to accompany the texts of the writer Vittorio Sereni, the abstract artist Enrico Della Torre, a friend with a close knowledge of the poet, painted fifteen water-colours, shown for the first time in the Multifunctional Room in Palazzo Sanvitale. In the same year, there was also the travelling photo exhibition, W Nairobi W, by Francesco Fantini, a photo journalist who has lately devoted his activity to social reporting.
In 2007, Parma held a large retrospective exhibition devoted to the town’s famous son, Amedeo Bocchi (The light of beauty and of ‘true life’; The bozzetti of Amedeo Bocchi for Messina Cathedral), organised by Luciano Caramel; this was presented both in the Amedeo Bocchi Museum and in other locations in the town (Palazzo Pigorini, the Council Room of the Savings Bank of Parma and Piacenza, the Bocchi Room in the National Gallery in Parma. Two paintings that were shown at the exhibition, Two old men and Study for the journey of a soul, then became an integral part of the Museum collection and have been permanently included in the exhibition, in which there are also new acquisitions.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, propri e di terze parti.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta l'informativa. Proseguendo la navigazione nel sito o cliccando su chiudi acconsenti all'uso dei cookie.