Museo del Balsamico Tradizionale - Spilamberto

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Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
L'Aceto Balsamico cela, fra botti e mosti, i suoi segreti, in I Musei del Gusto dell'Emilia Romagna - a cura dell'Assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2008, pp. 18-23.

Museo del Balsamico Tradizionale Spilamberto - Guida al Museo, Modena, Ed. Artestampa, 2006.

Museo dell'Aceto Balsamico Tradizionale, in I luoghi delle idee. Musei e Raccolte della provincia di Modena, Modena, Provincia, 2005, pp. 116-117.
Villa Fabriani
Via Roncati, 28
41057 Spilamberto (MO)
Tel: 059 781 614
Fax: 059 786 191 3
Specializzato
Tematico
Ecomuseo
Cibo/enogastronomia
Inaugurato nel 2002, il museo del Balsamico Tradizionale racconta attraverso uno scenografico percorso espositivo le tecniche e le fasi di produzione dell'aceto balsamico, dal vigneto all'acetaia. Il visitatore è portato a scoprire la complessità che si cela dietro a questo prodotto, patrimonio culturale del territorio modenese, la cui produzione è frutto di una tradizione secolare che si tramanda fra le generazioni. Il museo raccoglie oggetti utili alla comprensione dei metodi di produzione del balsamico, alla sua storia e al suo legame col territorio. Di rilievo si segnala l'esposizione di una batteria di botti dei primi anni del XIX secolo. E' possibile anche effettuare una degustazione guidata del Balsamico in una sala apposita. Il museo è allestito all'interno di Villa Comunale Fabriani, elegante edificio del XVIII secolo.

Il percorso espositivo ha inizio con la proiezione, in una sala dedicata, di un cortometraggio informativo sulla produzione e le caratteristiche del Balsamico Tradizionale. Di particolare rilievo e suggestione la sala in cui è stato riprodotto l'interno di una botte; qui sono raccolti, in sezioni distinte, strumenti legati alle varie fasi di produzione e lavorazione del Balsamico. Segue l'esposizione di oggetti a carattere didascalico e pubblicazioni di valore storico e scientifico, utili a ricostruire la tradizione della produzione del prodotto, che viene menzionato per la prima volta nel 1747, ma con origini indubbiamente più remote. Anche la Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale, associazione culturale nata per la valorizzazione e la tutela del prodotto, trova spazio nel museo con l'esposizione di testimonianze significative della sua storia. Infine nel sottotetto è collocata l'Acetaia sociale, ambiente in cui si conservano i "vaselli" che formano le batterie per la produzione del Balsamico; in questo ambiente si trova anche un laboratorio di analisi e, in una sala attigua, uno spazio dedicato alla degustazione.

Inaugurated in 2002, the Museum of Traditional Balsamic Vinegar uses well-designed exhibits to trace the production phases and techniques used to make balsamic vinegar, from the vineyard to the attic where vinegar is aged. Visitors discover the complexity that lies behind this product, which is part of Modena’s cultural heritage and whose production is based on centuries-old traditions passed on from generation to generation. The museum displays objects that help visitors understand the methods used to produce balsamic vinegar, its history, and its ties to the local landscape. Of particular interest is a battery of barrels from the early 19th century. One of the museum’s rooms is especially dedicated to guided tastings of balsamic vinegar. The museum is housed in the Villa Comunale Fabriani, an elegant 18th century building.

The exhibits begin with a short informational video on the production and characteristics of traditional balsamic vinegar. The hall that replicates the interior of a barrel is particularly evocative and noteworthy; this hall also features separate sections displaying tools associated with the various balsamic vinegar production phases. It is followed by a display of objects that help visitors learn about balsamic vinegar, along with historic and scientific publications that detail the traditions behind the production of this vinegar, which was first mentioned in 1747 but undoubtedly has even older origins. One of the museum’s sections is dedicated to the Traditional Balsamic Vinegar Consortium, a cultural association established to protect and promote this product, and features material that traces its history. Finally, the attic houses a facility for aging vinegar, which includes the barrels that make up the batteries for producing balsamic vinegar, a laboratory for analysis, and an adjacent room for tastings.

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