Villa Braghieri - Castel San Giovanni

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Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Brigati E., Villa Braghieri, gioiello di Castel San Giovanni, Piacenza, LIR Edizioni, 2008.

Landi E., Villa Scotti Cadelbosco Braghieri, in Matteucci A.M., Manfredi C.E., Coccioli Mastroviti A., Ville piacentine, Piacenza, TEP Edizioni d'arte, 1991, pp. 524-528

Gandini G., Villa Braghieri a Castel San Giovanni, in Castel San Giovanni Ieri e oggi 1290-1990-, Piacenza, TEP edizioni, 1990.
Villa Braghieri
Via Emilia Piacentina, 31
29015 Castel San Giovanni (PC)
E-mail 
Tel: 0523 889 613, 0523 889 614
Fax: 0523 737 833
Storia
Casa-museo/dimora storica
Villa Braghieri ha origine alla fine del XVII secolo, come "casino di campagna" del conte Daniele Chiapponi: una dimora per la villeggiatura di cui la classe nobiliare piacentina sentiva fortemente l'esigenza a quel tempo. La villa è composta da ventitre stanze riccamente arredate a testimonianza del gusto dei proprietari che l'hanno abitata. Al suo interno è stata allestita un'esposizione di vestiti, arredi, suppellettili, fotografie, lettere, spartiti musicali, collezione di pietre e cristalli, cimeli delle famiglie e dei tanti personaggi famosi che vi sono stati ospitati, come Giuseppe Verdi nel settembre del 1859. Il progetto di riqualificazione dell'edificio ha previsto la trasformazione della parte rustica dell'edificio in archivio storico e nuova biblioteca comunale, mentre le cantine ospitano il Museo etnografico della Val Tidone. In altri locali invece sono stati sistemati i materiali donati dal cardinale Agostino Casaroli alla sua città natale.

Villa Braghieri was built at the end of the 17th century as a country home by the Count Daniele Chiapponi: these vacation homes were much in demand by Piacenza’s aristocracy at the time. The villa has twenty-three richly furnished rooms, which testify to the tastes of its owners. It houses a collection of clothes, furniture, furnishings, photographs, letters, sheet music, rocks and minerals, and heirlooms from its owners and their many famous guests, which included Giuseppe Verdi in September 1859. The renovation project called for turning the rustic part of the building into a historical archive and municipal library, while the cellar houses the Museum of Ethnography of the Tidone Valley. Other rooms house the material donated by Cardinal Agostino Casaroli to his native city.


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