Musei Civici - Museo di Storia della Psichiatria - Reggio Emilia

Orari e Tariffe
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Barriere architettoniche
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Il cerchio del contagio, catalogo della mostra, Reggio Emilia 1980. Alfieri L. M., La Chiesa di San Lazzaro: dalle origini ad oggi. L'altare di ringraziamento alla B.V. Della Ghiara, in “Bollettino Storico Reggiano”, XLII, marzo 2010, fasc. n.141, pp. 99-120 (con bibliografia precedente)

Biondi G., L'Ospedale di San Lazzaro. Da lebbrosario a frenocomio, in Ead., Povertà e malattia nel Ducato di Modena e Reggio, in Campanini G., Guarino M., Lippi G., Le arti della Salute, catalogo della mostra, Ginevra-Milano, Skira, 2005, pp. 68-69, p. 195, ill.10

Bonilauri F., Centro di Documentazione di storia della Psichiatria, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 55, n. 20.

Quaderni del Centro di documentazione di storia della psichiatria, Reggio Emilia, ASL, Area di salute mentale, 1998.
ex Ospedale Psichiatrico "San Lazzaro"
Via Amendola, 2
42121 Reggio Emilia (RE)
Tel: 0522 456 477
Fax: 0522 335 971
Tematico e/o specializzato
Storico monografico
Il museo è stato riallestito all’interno del padiglione Lombroso, nel complesso dell’ex ospedale San Lazzaro, al termine di un attento intervento di restauro dell’edificio. Il museo racconta la storia della psichiatria manicomiale a Reggio Emilia documentata dallo straordinario patrimonio bibliografico, archivistico, oggettuale ed iconografico esistente presso l’Istituto San Lazzaro, che comprende strumenti di contenzione e terapia, strumenti scientifici, fotografie che, a partire dal 1880, documentano la vita e la storia dell’Istituto, migliaia di cartelle cliniche, una collezione di video sulla malattia mentale e quasi 8000 opere figurative prodotte dai ricoverati nel corso di oltre cento anni. Il percorso di visita è suddiviso in due distinte sezioni e propone una selezione significativa di questo straordinario patrimonio. Le celle al piano terra trattano i temi della custodia e contenzione; della vita al San Lazzaro; del lavoro come terapia; della cura: il bagno di luce; delle idroterapie e delle terapie di shock; della ricerca scientifica. Tra i numerosi pezzi in mostra in queste sale si annoverano camicie di forza, macchine per l’elettroshock, i famigerati “caschi del silenzio”, un’urna di inizi Ottocento, utilizzata per far cadere una goccia d’acqua sulla testa del paziente a scopo calmante e un apparecchio per il cosiddetto “bagno di luce”, che nelle intenzioni degli ideatori avrebbe dovuto produrre sui pazienti un effetto analgesico. Nei tre saloni che precedono le celle invece è illustrata la storia del San Lazzaro e degli intrecci con la storia della psichiatria, della quale l’istituto reggiano fu per molti anni uno dei più significativi presidi in Italia. L’allestimento si caratterizza per l’ampio uso di sistemi e dispositivi multimediali, funzionali al percorso espositivo e di grande suggestione.


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