Musei Civici d'Arte Antica: Museo Civico Medievale - Bologna

Orari e Tariffe
Martedì - venerdì 9-15, sabato, domenica e festivi 10-18.30, chiuso lunedì, Natale, 1° gennaio e 1° maggio. Intero € 5,00
Ridotto € 3,00 Accessibile
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi

Libri miniati del Museo Medievale, testi di M. Medica, Bologna, Comune di Bologna Musei civici d'arte antica, 1997.


Van der Meer J. H. (a cura di), Strumenti musicali europei del Museo Civico Medievale di Bologna, Collana Cataloghi delle collezioni del Museo civico medievale di Bologna, Bologna, Nuova Alfa Editoriale,1993.


Boccia G.L. (a cura di), L'armeria del Museo Civico Medievale di Bologna, Busto Arsizio, Bramante, 1991.


Museo Civico Medievale: Il lapidario: sezione di via Porta di Castello, testi di B. Breviglieri, S. Neri, C. Bernardini, Bologna, Comune di Bologna Museo Civico Medievale, 1990.


Ravanelli Guidotti C. (a cura di), Ceramiche occidentali del Museo Civico Medievale di Bologna, Collana Cataloghi delle collezioni del Museo civico medievale di Bologna, Bologna, Grafis, 1985.

Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.

Museoi Civici d'Arte Antica: Museo Civico Medievale, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 6.

Museo Civico Medievale, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 21.

Guarino M., Museo Civico Medievale, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 85, n. 6.

Introduzione al Museo Civico Medievale. Palazzo Ghisilardi-Fava, Bologna, Comune di Bologna, 1985 (e succ. rist.).
Palazzo Ghisilardi-Fava
Via Manzoni, 4
40121 Bologna (BO)
Tel: 051 219 391 6, 051 219 393 0
Fax: 051 232 312
Arte
Arte medievale (XI-XV secolo)
Arti applicate
Dal 1985 il Museo ha sede all'interno del Palazzo Ghisilardi-Fava, le prime due sale illustrano la storia del museo con i nuclei principali che contribuirono alla sua formazione: la stanza delle "meraviglie" del marchese Ferdinando Cospi, allestita nel Palazzo pubblico nel 1675, e la raccolta "sperimentale" del generale Luigi Ferdinando Marsili, formata nell'ambito dell'Istituto delle Scienze (1714). Tra il 1742 e il '43 i due nuclei furono trasferiti in palazzo Poggi e incrementati dalla donazione di Benedetto XIV. Fu da quei fondi, aumentati nel tempo da patrimoni soppressivi, lasciti, acquisizioni, che si scelsero i materiali destinati a formare il primo museo civico (1881). Le opere esposte nelle due sale risultano dalla selezione tipologica delle diverse collezioni: tra le testimonianze esotiche figurano uova di struzzo e noci di cocco impreziosite da incisioni, oggetti di provenienza o di gusto orientale. Largo spazio è dedicato agli strumenti scientifici tra i quali un orologio notturno del XVI secolo e lastre di incisioni (1756). Una sala raccoglie parte dei materiali esotici della collezione Palagi.

Il percorso museale prosegue con il nucleo medievale e del primo Rinascimento, costituito da opere collegate alla storia cittadina come nel caso della 'Statua di Bonifacio VIII', eseguita nel 1301 per il Palazzo pubblico dall'orafo Manno Bandini da Siena con lastre di rame dorate su anima lignea, il 'S. Pietro Martire' di Giovanni di Balduccio, già in S.Domenico, e le sculture provenienti dalla loggia della Mercanzia. La cultura dello Studio è documentata dai monumenti funebri dei dottori, come quello attribuito a Jacopo Lanfrani, e quelli eseguiti da Pier Paolo delle Masegne e da Andrea da Fiesole. Tra le altre opere scultoree si segnala la 'Lastra Garganelli', unica opera scultorea di Francesco del Cossa. Nella raccolta dei bronzetti figurano il modello per la 'Fontana del Nettuno' del Giambologna, il 'Busto di Gregorio XV' del Bernini e il 'S. Michele Arcangelo' dell'Algardi. Tra gli avori un 'Trittico' della bottega degli Embriachi e gli esemplari della Sierra Leone (sec. XV-XVI). Le arti decorative sono rappresentate da esemplari di oreficeria e medaglistica, vetri, tessuti, armi, alcune di provenienza Bentivoglio, molte dalla collezione Marsili; da segnalare l'armatura da torneo della famiglia Cospi (sec. XVI). Rilevante, in ambito regionale, il nucleo degli strumenti musicali.Nel 1995 si sono aggiunte al percorso espositivo un'importante collezione di codici miniati bolognesi dei secoli XIII-XVI e una ricchissima raccolta di ceramiche composta da 300 pezzi dal XIII al XIX secolo di varia produzione.

Since 1985 the Museum has been housed in Palazzo Ghisilardi-Fava. Its first two halls document its history, and that of its core collections: the Marquis Ferdinando Cospi’s Wunderkammer first exhibited in the town hall in 1675, and General Luigi Ferdinando Marsili’s experimental collection, which he acquired through his affiliation with the Istituto delle Scienze (1714). Between 1742 and 1723 both collections were transferred to Palazzo Poggi and augmented by Benedict XIV’s donations. The material for the first civic museum (1881) was selected from these core collections, which were augmented over time with endowments, donations, and acquisitions. The works displayed in the two halls were selected from these collections; some of the exotic items on display include decorated coconuts and ostrich eggs, which either came from the East or were inspired by it. Scientific instruments are particularly well represented, and include a 16th century nocturnal clock and sheets used for engravings (1756). One hall displays some of the Palagi collection’s more exotic material.

The exhibition continues with items from the Middle Ages and the early Renaissance, most of which are linked to the city’s history, such as the statue of Pope Boniface VII, built in 1301 to decorate city hall by the goldsmith Manno Bandini da Siena using layers of gilded copper over a wooden core; Giovanni da Balduccio’s Saint Peter, the Martyr, formerly located in the Basilica of Domenico, and the sculptures from the Loggia della Mercanzia. Academic culture is documented by the funeral monuments of scholars, including one attributed to Jacopo Lanfrani, and others by Pier Paolo delle Masegne and Andrea da Fiesole. Other sculptures include the Lastra Garganelli, Francesco del Cossa’s only sculpture. The collection of bronzes includes the models for Giambologna’s Fountain of Neptune, Bernini’s Bust of Gregory XV and Algardi’s The Archangel Michael. Ivory items include a triptych from the Embriachi workshop and material from Sierra Leone (15th and 16th centuries). Decorative arts are represented by medals, gold objects, glass objects, textiles, and weapons, some of which come from Bentivoglio, and many from the Marsili collection. The Cospi family body armour (16th century) used in jousting tournaments is particularly noteworthy. The collection of musical instruments is one of the largest in the region. In 1995, the exhibition was enlarged to include an important collection of 13th-16th century illuminated manuscripts from Bologna, and a very rich collection of pottery, with about 300 pieces of various origins from the 13th to the 19th centuries.

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