Museo Archeologico Ambientale - San Giovanni in Persiceto

Orari e Tariffe
Domenica 10-12 e 17-19. Lunedì-venerdì 10-13 e 15-18 previo appuntamento. Chiuso Agosto. Intero: € 2,00 Ridotto: € 1,00 Accessibile
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Museo Archeologico Ambientale, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 26.

Cattani M., Marchesini M., Marvelli S. (a cura di), Paesaggio ed economia nell’età del Bronzo, Bologna, 2010.

Marvelli S., Marchesini M., Lambertini F. (a cura di), Sui sentieri delle ombre. Antichi frammenti di vite ritrovate. le tombe villanoviane di S. Giovanni in Prsiceto. Guida, Bologna, 2009.

Museo Archeologico Ambientale, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 14.

Museo Archeologico Anbientale, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 136.

Pancaldi P., Marvelli S., Marchesini M. (a cura di), Museo Archeologico Ambientale. Guida, s.l., 2003.

Viveve nel Medioevo: un villaggio fortificato del X secolo nella pianura padana, S. Giovanni in Persiceto 2003.

Marvelli S., Pancaldi P. (a cura di), Dallo scavo alla mostra. Le indagini sul sito altomedievale di S. Agata Bolognese, S. Giovanni in Persiceto, 2000.

Guermandi M.P., Museo Archeologico Documentario Liutprando, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 115, n. 63.

Marchesini M., Marvelli S., Pancaldi P. (a cura di), La vite maritata. Storia, cultura, coltivazione ed ecologia della piantata nella Pianura Padana, S. Giovanni in Persiceto, 1999.

Gelichi S. (a cura di), S. Giovanni in Persiceto e la ceramica graffita in Emilia-Romagna nel 1500, Firenze, 1986.
Cassero di Porta Garibaldi
Corso Italia, 163
40017 San Giovanni in Persiceto (BO)
Tel: 051 687 175 7
Fax: 051 823 305
Archeologia
Archeologia protostorica
Archeologia classica
Archeologia postclassica
Archeologia medievale
Il museo, ospitato nel cassero dell'ottocentesca Porta Garibaldi, propone nel percorso di visita i principali ritrovamenti del territorio persicetano dall’età del Ferro fino al periodo rinascimentale. Le raccolte rappresentano il risultato di altrettanti momenti di ricerca. Un primo nucleo è costituito da un interessante serie di ceramiche rinascimentali riferibili ad un quartiere artigianale venuto in luce nel centro storico a partire dal 1981. Vi sono poi i materiali recuperati nel corso di alcune campagne di ricognizione archeologica di superficie, che hanno interessato nei primi anni Novanta la zona centuriata compresa tra San Giovanni e Sant'Agata Bolognese, e quelli provenienti dalle indagini nel villaggio fortificato o castrum altomedioevale della Nuova Geovis nel territorio di Sant'Agata. Recentemente l'excursus cronologico della storia persicetana ha visto aggiungersi un nuovo tassello con lo scavo di emergenza di via Imbiani, ove sono emerse tre sepolture di epoca villanoviana, con le collegate suppellettili funebri.
Arricchiscono i reperti archeologici numerosi pannelli con immagini, ricostruzioni, disegni e testi esplicativi che accompagnano il visitatore nell'itinerario espositivo. Notevole importanza viene conferita agli aspetti ambientali che permettono di comprendere il rapporto uomo-ambiente-territorio nel corso dei secoli.

Oggetto sin dall'età del Bronzo di un'intensa frequentazione antropica che si è concentrata lungo il corso del torrente Samoggia, coagulandosi in una serie di importanti abitati fra cui appunto quello di S. Giovanni in Persiceto, anche durante l'età del Ferro il territorio persicetano è stato teatro di una densa rete di piccoli insediamenti le cui importanti tracce messe in luce nell'Ottocento hanno trovato nuova conferma nel recente recupero del piccolo sepolcreto di via Imbiani. Si tratta di tre tombe a cremazione risalenti al Villanoviano III (seconda metà VIII-inizi VII sec. a.C.) il cui corredo comprende vasellame ceramico, oggetti di ornamento personale in bronzo e ambra, elementi di bardatura equina in bronzo e appliques in corno con incisioni lineari.

Ben rappresentata è anche l'età romana sin dagli esordi del dominio sul territorio che, accatastato e ripartito fra coloni con il metodo della centuriazione, risulta fittamente popolato, come attesta la cinquantina di piccoli insediamenti rurali identificati e corrispondenti a singole abitazioni agricole con le relative pertinenze. Ne illustrano la quotidianità e le principali occupazioni produttive svariati reperti che vanno da elementi di carattere edilizio (soprattutto laterizi e pavimentazioni) a numerosi esempi di vasellame da mensa e da trasporto (ceramica fine, dolii, anfore) e a un'ampia campionatura di oggetti minuti: balsamari, lucerne, pesi, piccoli manufatti metallici.

Il museo espone poi gli importanti risultati degli scavi condotti nel castrum medievale di Sant'Agata Bolognese che si crede corrispondente al castello di Pontelongo più volte citato dalle fonti. L'imponente mole di reperti e di dati storici, archivistici, e paleoambientali acquisiti consente di ricomporre un quadro esauriente dei modi di vita, dei costumi e delle attività che avevano luogo nell'antico borgo: dalle tecniche agricole, con i relativi attrezzi, agli scambi commerciali, dall'alimentazione alle stoviglie e agli utensili in uso sulla tavola e nella cucina, dalla filatura alla molinatura e alla metallurgia.

Il percorso museale si chiude con un'analisi delle trasformazioni del territorio e dello sviluppo del centro urbano di S. Giovanni in Persiceto tra XV e XVI sec., rivisitati attraverso numerosi ritrovamenti effettuati nei contesti storici cittadini in occasione di lavori e di ristrutturazioni architettoniche. Emblematica è la serie di ceramiche, soprattutto nelle categorie della graffita e della maiolica, che riportano ad un'intensa attività di manifatture e botteghe operanti in uno degli spazi centrali della città.
Tipologie formali, repertori decorativi, singoli elementi figurativi offrono una rilevante opportunità per cogliere aspetti e stili di vita che caratterizzarono i diversi ceti sociali in seno alla comunità persicetana in epoca rinascimentale.



The Museum, housed in the quarterdeck of the 19th century Porta Garibaldi, displays the main archaeological finds from the Persiceto area from the Iron Age until the Renaissance. The collections reflect numerous research efforts that took place over time. One lot is made up of an interesting series of Renaissance pottery from an artisans’ neighbourhood, unearthed in the city centre starting in 1981. There is also material found during some surveys carried out in the early 1990s in the centuria between San Giovanni and Sant'Agata Bolognese, and material from digs in the fortified village or upper Medieval castrum of Nuova Geovis near Sant'Agata. Recently, new light has been shed on Persiceto’s history thanks to the emergency dig in Via Imbiani, which unearthed three burial sites from the Villanovan area, along with their grave goods. The display of archaeological items is enhanced by numerous panels featuring images, reconstructions, drawings, and text to help inform the Museum’s visitors. The relationship between man and the local environment over the centuries is given ample attention.

The Persiceto area has been densely populated ever since the Bronze Age, when settlements – including some large ones such as S. Giovanni in Persiceto - were concentrated along the Samoggia stream. The area was home to a network of small settlements in the Iron Age as well: important evidence of this emerged in the 19th century, and was confirmed by the recent finding of the small burial site in Via Imbriani. These three cremation tombs date back to the Villanovan III era (second half of the 8th century – beginning of the 7th century B.C.), and their grave goods include pottery, bronze and amber personal ornaments, bronze horse harnesses and iron appliqués with linear incisions.
The Roman era is well represented as well, ever since its beginnings. The area was parcelled out to settlers through the centuria method, and it was densely populated, as proven by the fifty or so small rural farmsteads identified so far. The daily lives and productive activities of these settlements are illustrated by numerous archaeological finds, including building materials (especially Roman bricks and floors), numerous examples of transport and table items (fine pottery, dolia, amphorae), and a wide variety of small objects: balsamariums, lanterns, weights, small metal objects.
The Museum also displays the important findings from the digs carried out in the medieval castrum of Sant'Agata Bolognese, which is believed to be the Pontelongo castle mentioned numerous times in the literature. The impressive amount of historical, archival, and paleo-environmental items and data acquired during the digs paints an exhaustive portrait of the lifestyle, customs, and activities of the ancient town: from farming techniques, with relative tools, to trade, diet, kitchen utensils, and tools used for spinning wool, milling, and metallurgy.
The exhibition ends with an analysis of environmental changes and the development of the town of S. Giovanni in Persiceto between the 15th and 16th centuries, as evidenced by the many findings that emerged in the city centre during architectural restoration efforts. One such example is a collection of ceramics, especially graffita and majolica pottery, which testifies to intensive artisanal activities in one of the town’s most central areas. Formal styles, decorations, and individual figurative items shed important light on the lifestyles and characteristics of the different social strata in Persiceto during the Renaissance.

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