Museo Internazionale e Biblioteca della Musica - Bologna

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Accessibile
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 13.

Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.


Museo della Musica, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 29.

Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. Guida al percorso espositivo, Bologna, 2004.

Van der Meer J.H., Strumenti musicali europei del Museo Civico Medievale di Bologna con Appendici dei Fondi strumentali delle Collezioni Comunali d’Arte, del Museo Davia Bargellini e del Civico Museo bibliografico musicale, Bologna, 1993.
Progetti IBC
Palazzo Sanguinetti
Strada Maggiore, 34
40121 Bologna (BO)
Tel: 051 275 771 1
Fax: 051 275 772 8
Specializzato
Arti dello spettacolo (cinema, danza, musica, lirica, teatro di figura, teatro di prosa)
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte figurativa
Il Museo internazionale e biblioteca della musica ha sede nel centro storico di Bologna all'interno del prestigioso Palazzo Sanguinetti. L'edificio è stato riaperto al pubblico dopo un lungo e attento restauro, che ha riportato all'originario splendore gli affreschi interni realizzati tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento. Il piano nobile del Palazzo ospita le nove sale del percorso espositivo, che ripercorrono circa sei secoli di storia della musica europea con oltre un centinaio di dipinti di illustri musicisti, più di ottanta strumenti musicali antichi ed un'ampia selezione di documenti storici di grande valore: trattati, volumi, libretti d'opera, lettere, manoscritti, partiture autografe, provenienti dal lascito di Padre Giambattista Martini. Il museo ospita inoltre, al piano terra, la fedele ricostruzione del laboratorio del famoso liutaio bolognese Otello Bignami, donato dagli eredi.

Il percorso museale si apre tra le "lussureggianti" decorazioni della sala detta Boschereccia, con alcune opere simboliche che servono da prologo al visitatore che si appresta a compiere il viaggio all'interno dell'universo musicale. Le sale 2 e 3 sono dedicate al padre spirituale del nuovo museo, ritratto in un ovale di Angelo Crescimbeni: quel Giambattista Martini, il cui prezioso lascito morale, intellettuale e materiale, viene qui celebrato e fatto conoscere al grande pubblico. In particolare nella sala 3 si illustrano i rapporti tra Padre Martini e le personalità di spicco del mondo musicale dell'epoca quali il giovane Mozart o Johann Christian Bach, raffigurato in un celebre ritratto di Gainsborough. Nella stessa sala è possibile ammirare anche i famosi Sportelli di libreria musicale di Giuseppe Maria Crespi.Si prosegue, quindi, nella sala 4 ("L'idea della Musica") dedicata ai teorici musicali dal '400 al '600, con importanti esempi di trattati musicali, con i ritratti dei rispettivi autori e alcuni strumenti musicali di grande importanza come il clavicembalo omnitonum (un pezzo unico) di Vito Trasuntino (Venezia 1606). Alcuni tra i pezzi più rilevanti sono esposti nella successiva Sala delle Arti (sala 5) dedicata ai "Libri per musica e strumenti dei secoli XVI e XVII". Custoditi dentro modernissime vetrine circolari, collocate al centro della stanza ad assecondare il ricco decoro della pavimentazione, si possono ammirare testi rarissimi di fine Quattrocento fino ad arrivare al famoso Harmonice musices Odhecaton A., primo libro musicale a stampa, realizzato da Ottaviano Petrucci. Quindi gli strumenti: i liuti; l'armonia di flauti di Manfredo Settala del 1650, che rappresenta un vero e proprio unicum; le pochette, piccoli violini utilizzati come strumento dai maestri da ballo; e poi le ghironde, i serpentoni e la serie straordinaria di corni e cornetti del XVI e XVII secolo; infine uno strumento di scena singolarissimo, come la Tiorba in forma di khitára. L'opera italiana diventa protagonista nelle sale successive. Dapprima il Settecento nella sala 6, dedicata al celebre cantante Carlo Broschi detto Farinelli: il suo bellissimo ritratto dipinto da Corrado Giaquinto domina la sala, assieme ai ritratti di castrati di varie epoche e di compositori del tempo, tra tutti Antonio Vivaldi e Domenico Cimarosa. Nella sala 7 l'Ottocento e Gioachino Rossini, il cui nome è indissolubilmente legato a Bologna: ritratti, busti, libretti delle prime recite di Isabella Colbran, cantante e sua prima moglie, la partitura autografa de Il Barbiere di Siviglia, ma anche effetti personali curiosi, come la vestaglia da camera o il parrucchino, nonché il pianoforte a coda realizzato nel 1844 da Camille Pleyel, che gli appartenne. Il percorso prosegue, attraverso i secoli, gli usi e le mode musicali, nella sala 8 dedicata ai "Libri per musica e strumenti nei secoli XVIII e XIX": viole d'amore e flauti traversi affiancati alle partiture composte da Torelli, Vivaldi, Bertoni, ecc. e poi i clarinetti e il bellissimo Buccin realizzato a Lione da Jean Baptiste Tabard (1812-1845).

The International Music Museum and Library is housed in the prestigious Palazzo Sanguinetti in the historic centre of Bologna. The building was re-opened to the public after lengthy and painstaking restoration efforts, which restored the building’s late 18th century and early 19th frescos to their former splendour. The building’s piano nobile houses the exhibition, which re-traces six centuries of European music in nine halls, and features over 100 paintings of illustrious musicians, over 80 musical instruments, and a wide selection of highly valuable historical documents: treatises, books, opera librettos, letters, manuscripts, and autographed sheet music, bequeathed by Father Giambattista Martini. The Museum’s ground floor features a faithful replica of the workshop of the famous Bolognese luthier Otello Bignami, donated by his heirs.

The exhibition begins amidst the lush decorations of the Boschereccia hall, with some symbolic works serving as an introduction for visitors who are about to embark on a voyage through the musical universe. The second and third halls are dedicated to the Museum’s spiritual father, depicted in an oval by Angelo Crescimbeni: Giambattista Martini, whose moral, intellectual, and material legacy is here celebrated and introduced to the public. The third hall focuses on the relationship between Father Martini and the famous musicians of his time, such as a young Mozart or Johann Christian Bach, depicted in Gainsborough’s famous portrait. The same hall also displays Giuseppe Maria Crespi’s famous music bookcase doors. The fourth hall (“The idea of music”) is dedicated to musical scholars from the 15th to 17th centuries, with important examples of musical treatises, portraits of their authors, and some very valuable musical instruments such as Vito Trasuntino ‘s Clavemusicum Omnitonum harpsichord (Venice 1606), a unique piece. Some of the Museum’s most important items are displayed in the next hall (“The hall of art”), which is dedicated to 16th and 17th century instruments and books of music. Modern circular glass display cases, placed in the centre of the room to highlight its richly decorated floor, display very rare texts from the late 15th century along with Ottaviano Petrucci’s famous Harmonice musices Odhecaton A., the first book of music ever to be printed using movable type. Then come the instruments: lutes; Manfredo Settala’s 1650 harmony of flutes, a unique piece; pochette fiddles, tiny violins used by dance masters in royal courts; hurdy gurdies; serpents; and an extraordinary series of horns and cornetts from the 16th and 17th centuries; and finally, a most unusual instrument: a khitara-shaped theorbo. The following halls are dedicated to Italian opera. Hall 6 focuses on the 18th century and is dedicated to the famous singer Carlo Broschi, also known as Farinelli: his beautiful portrait by Corrado Giaquinto dominates the hall, along with portraits of castratos from various eras and 18th century composers, Antonio Vivaldi and Domenico Cimarosa foremost among them. Hall 7 focuses on the 19th century and Gioachino Rossini, whose name is inextricably linked to Bologna. It displays portraits, busts, librettos from the first performances by his first wife, the singer Isabella Colbran, the original score to The Barber of Seville, and assorted personal belongings such as his night gown and wig, and the grand piano built by Camille Peyel in 1844 which once belonged to him. The journey through the centuries and musical fashions continues in Hall 8, which is dedicated to books of music and instruments in the 18th and 19th centuries: violas d’amore and Western concert flutes along with original scores by Torelli, Vivaldi, Bertoni, and others; and finally clarinets and the beautiful buccin trombone made in Lyon by Jean Baptiste Tabard (1812-1845).

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