Musei Civici di Arte Antica - Palazzo Schifanoia - Ferrara

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Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi

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Rosenberg C.M., Courtly Decorations and the Decorum of interior space, in Giuseppe Papagno e Amedeo Quondam, a cura di, La corte e lo spazio: Ferrara estense, Roma, Bulzoni, 1982, pp. 529-544

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Venturi A. (trad. da F.Harck), Gli affreschi del Palazzo di Schifanoia in Ferrara, Ferrara, Taddei, 1886
Via Scandiana, 23
44121 Ferrara (FE)
Tel: 0532 244949
Arte e Archeologia
Arte moderna (XVI-XIX secolo)
Arte medievale (XI-XV secolo)
Archeologia classica
Medaglistica
Numismatica
Arte sacra
Archeologia medievale
Il museo ha sede dal 1898 in Palazzo Schifanoia, comprende una serie di collezioni che testimoniano la storia cittadina. Le sue origini risalgono al XVIII secolo, quando furono istituiti il Museo Pubblico, la Biblioteca e l'Accademia del Disegno in Palazzo Paradiso, sede dell'Università. Attualmente le raccolte, presentate in modo parziale o a rotazione, sono sistemate nelle sale del Quattrocento e nell'ala trecentesca del palazzo. Il primo nucleo, costituito dalla raccolta lapidaria, venne formato nel 1735 a Palazzo Paradiso. Fu però l'acquisto del fondo numismatico Bellini a sancire nel 1758 la costituzione del museo.

Incrementato da copiose donazioni, il Medagliere, tra i principali in ambito regionale, conta più di 22.000 pezzi; oltre al nucleo di monete italiane, medioevali e moderne, comprende le sezioni greca, romana, punica, una raccolta di conii e punzoni della zecca di Ferrara e una serie di medaglie eseguite da grandi artisti del rinascimento: Pisanello, Matteo dè Pasti, Sperandio da Mantova. Le raccolte archeologiche, accresciute nel corso del Settecento, ebbero origine dall'accorpamento di ceramiche greche, etrusche e romane, vetri, lucerne e bronzetti, cui si aggiunse nel XIX secolo la collezione egizia. Dal cardinal Riminaldi furono poi donati il gruppo delle gemme incise e il nucleo principale della collezione dei bronzi, con opere del Giambologna e dell'Algardi. E' poi visibile a rotazione una selezione di corali certosini e olivetani di qualità straordinaria: si segnalano inoltre la Bibbia commissionata da Borso d'Este per il monastero di San Cristoforo miniata da Guglielmo Giraldi e l'incunabolo Decretum Gratiani miniato da maestranze del tempo di Ercole I. Tra le raccolte minori, la collezione degli avori vanta pezzi eterogenei di grande interesse, tra i quali placchette con scene cortesi. Nel 1935 fu acquisita la collezione Pasetti delle ceramiche graffite; nel secondo dopoguerra, in seguito alla soppressione delle Opere Pie, giunse un ingente numero di arredi sacri e un gruppo di dipinti ferraresi del Sei e Settecento, con quadri di Bononi, Zola, Scarsellino. Nell'ala trecentesca sono esposte opere di eccezionale valore, come il polittico in alabastro dello scultore di Nottingham, degli inizi del XV secolo, la Madonna con Bambino, terracotta policroma di Domenico di Paris e parte del coro ligneo di Sant'Andrea, intarsiato nel XV secolo dalla bottega dei Lendinara.

Since 1989, the Museum has been housed in Palazzo Schifanoia. It features a series of collections that document Ferrara’s history. Its origins date back to the 18th century, when a public museum, library, and art academy were established in Palazzo Paradiso, which also housed the university. Currently the collections are housed in the 15th century halls and 14th century wing of the building, and are displayed only partially or on rotation. The museum’s first core collection, the lapidarium, was established in 1735 in Palazzo Paradiso. However, it wasn’t until 1758, when the Bellini numismatic collection was purchased, that the Museum was founded.

Thanks to copious donations, the coin collection, one of the largest in the region, has over 22,000 items. Along with the core collection of medieval and modern Italian coins, it also has Greek, Roman, and Punic sections, a collection of dies and stamps from the Ferrara mint, and a series of medals designed by leading Renaissance artists such as Pisanello, Matteo dè Pasti, and Sperandio da Mantova. The archaeological collections, which grew over the course of the 18th century, began with a series of Greek, Etruscan, and Roman pottery, along with glasswork, lamps, and bronze statuettes, and were augmented by the Ancient Egyptian collection in the 19th century. Cardinal Riminaldi donated the engraved gems and most of the bronze sculpture collection, with pieces by Giambologna and Algardi. A selection of Carthusian and Olivetan songbooks of extraordinary quality is displayed on rotation; additionally, the museum features a Bible commissioned by Borso d’Este for the San Cristoforo monastery and illustrated by Guglielmo Giraldi, and the Decretum Gratiani incunable illustrated by craftsmen from Ercole I’s time. Turning to minor collections, the ivory collection boasts heterogeneous pieces of great interest, including small plaques illustrated with scenes of life at court. In 1935 the museum purchased the Pasetti collection of graffite pottery; after World Word Two, following the suppression of the Opere Pie religious charity, the museum acquired a large number of vestments and a group of 17th and 18th century paintings from the Ferrara school, including works by Bononi, Zola, and Scarsellino. The 14th century wing displays items of exceptional value, such as the early 15th century alabaster polyptych by a Nottingham-based sculptor, the terracotta polychrome Madonna with Child by Domenico di Paris, and part of the Sant’Andrea wooden choir, inlaid in the 15th century by craftsmen from the Lendinara workshop.

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