Museo Civico di Belriguardo - Voghiera

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Accessibile
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Parisini S. (a cura di), Per antiche vie: guida al Parco Archeologico dell'Alto Adriatico, Bologna, Editrice Compositori, 2014, pp. 183-184

Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.

Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.


Museo civico di Belriguardo, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 18.

Pagliani M.L., Landi E., Museo Archeologico di Belriguardo, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 139, n. 41.

Scardino L. (a cura di), Sculture di Giuseppe Virgili. Museo di Belriguardo, Ferrara, Liberty House, 1989.

Baldoni D., Una collezione archeologica nel Museo di Belriguardo, Ferrara, Liberty house, 1989.

Voghiera, Guida turistica, Voghiera 1987.

Cornelio Cassai C., Voghenza: Antiquarium, "Annali dell'Istituto Italiano di Numismatica", 1979, pp. 223-226.
Delizia di Belriguardo
Via Provinciale, 274/a
44019 Voghiera (FE)
Tel: 0532 328 511
Fax: 0532 818 030
Archeologia
Archeologia classica
Archeologia medievale
Lapidaria
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte figurativa
Allestito nella ex delizia estense di Belriguardo, il museo è ripartito in tre sezioni: Archeologica, Rinascimentale e Arte Moderna, integrate da spazi didattici al servizio delle scuole. Il primo nucleo di materiali esposto nel 1979 a Voghenza era prevalentemente costituito da reperti archeologici provenienti dal territorio e dalla chiesa di San Leo. In seguito la raccolta fu arricchita, soprattutto grazie ai reperti emersi dagli scavi della necropoli romana. Nel 1994 si ebbe il trasferimento nei restaurati locali presso la torre del castello di Belriguardo e nel 2001 venne istituito ufficialmente il Museo Civico.
Nel 2015 la sezione archeologica è stata rinnovata e riallestita all’interno del restaurato corpo centrale della Delizia, sotto la cosiddetta “sala delle Bifore”. Nell'occasione, il patrimonio presentato al pubblico si è arricchito di numerosi altri reperti compresi in un arco temporale fra l'età etrusca a quella bizantina. Fra essi spiccano i materiali recuperati grazie allo scavo del cosiddetto Fondo Tesoro, ove sono stati individuati i resti una villa romana di epoca imperiale e di una necropoli alto medievale di VI-VII sec. d.C.



Il nuovo allestimento della sezione archeologica consente al visitatore di compiere un lungo excursus temporale, a cominciare da un piccolo nucleo di materiali etruschi per poi passare all'occupazione romana del territorio. In questo contesto viene ampiamente presentata la villa romana di Fondo Tesoro da cui provengono un'autentica rarità archeologica - il diploma militare di bronzo, databile al 100 d.C., rilasciato da Traiano a fine servizio servizio a un ausiliario della flotta imperiale di Ravenna di origini dalmate, Lucio Bennio Beuza, insignito con i suoi discendenti della cittadinanza romana - e una serie di preziosi reperti bronzei tra cui spicca, ugualmente unico, uno strumento a fiato probilmente di uso militare.
E' poi la volta dei corredi funerari della necropoli di Voghenza, con le tombe disposte secondo un criterio cronologico insieme agli oggetti di corredo (coppe in ceramica fine, anfore, vetri, balsamari, monili in oro e ambra) e alle relative relative stele funerarie esposte a parete. Chiude il percorso la necropoli alto medievale rinvenuta nello stesso Fondo al di sopra della villa romana.
Sotto il torrione di Belriguardo si conserva, infine, il sarcofago di Claudia Januaria proveniente dalla vicina villa Massari Mazza.
Nella cinquecentesca Sala della Vigna, interamente affrescata, la sezione rinascimentale ospita una ricca collezione di ceramiche ferraresi databili dal XIV al XVII secolo; vi sono inoltre documentazioni su Belriguardo e un grande plastico che ne ricostruisce i grandi giardini all'italiana.
Nel torrione d'ingresso al terzo piano è allestita una sala dedicata alle sculture dello scultore locale Giuseppe Virgili (1894-1968), artista figurativo di poetica verista, che ha realizzato le sue opere prevalentemente in gesso o terracotta; il suo Monumento ai Caduti si trova nella Chiesa di Voghiera. Gli spazi hanno ospitato anche la personale ‘Le ceramiche di Alberto Lanteri’.

Located in the former Este residence known as the Delizia di Belriguardo, the museum has three different sections: Archaeology, Renaissance Art, and Modern Art, along with educational facilities used for school visits. The initial collection displayed in the museum in 1979 mostly comprised archaeological material from the Church of San Leo and other local sites. The collection was subsequently augmented, in large part by findings from the archaeological digs at the Roma necropolis. In 1994 the collection was transferred to newly-restored premises in the tower of the Castle of Belriguardo, and the Civic Museum was officially instituted in 2001.

The archaeological section displays material from the Roman necropolis of Voghenza (I-III sec AD) and from elsewhere in the local area. The most common objects found among the grave goods include fine ceramic cups, amphorae, glass objects, ointment jars, gold jewels, and funerary steles. The archaeological digs conducted at Voghenza are also documented. The fully frescoed, 16th century Sala della Vigna hosts the Renaissance section, with an extensive collection of 14th to 17th century pottery from Ferrara, along with documentation on Belriguardo and a large relief map of its Italian-style garden.
The third floor of the entrance tower hosts a room dedicated to the work of the local sculptor Giuseppe Virgili (1894-1968), a figurative artist in the Verista tradition, whose sculptures are mostly fashioned out of chalk or terracotta. Voghiera’s church houses his Memorial to War Dead. These premises also hosted the personal exhibition Le ceramiche di Alberto Lanteri [The ceramics of Alberto Lantieri].

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