Museo della Repubblica Partigiana - Montefiorino

Orari e Tariffe
Il museo è TEMPORANEAMENTE CHIUSO per lavori di ristrutturazione Intero 2 € Barriere architettoniche
Servizi
Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi

Silingardi C., Una provincia partigiana. Guerra e Resistenza a Modena 1940-1945, Milano, Angeli, 1998.


Roversi R. (a cura di), Siamo andati sui monti più alti, Modena 1995.


Remaggi A., Silingardi C., Teodoro C.F., Le montagne della libertà. Immagini per la storia della Repubblica partigiana di Montefiorino, Modena, Artestampa, 1994.


Franzini G., Storia della Resistenza reggiana, Reggio Emilia, Anpi,1966.


Gorrieri E. , La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza in Emilia, Bologna, Il Mulino, 1966.

Silingardi C. (a cura di), Museo della Repubblica partigiana di Montefiorino: guida storica, Modena, Artestampa, 2005.

Museo della Repubblica Partigiana di Montefiorino, in i luoghi delle idee. Musei e Raccolte della provincia di Modena, Modena, Provincia, 2005, pp. 84-85.


Guida storica al Museo, Modena, Artestampa 2003.

Tamassia P., Museo della Repubblica Partigiana di Montefiorino, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, pp. 74-75, n. 39.


Dal Museo di Montefiorino al Parco di S. Giulia - Provincia di Modena, itinerari della Resistenza, Modena, 1995?
Via Rocca, 1 (c/o Rocca Medievale)
41015 Montefiorino (MO)
Tel: 0536 965 139
Fax: 0536 965 535
Storia
Storico monografico
Resistenza e II Guerra Mondiale
Il Museo documenta la vicenda della Repubblica Partigiana di Montefiorino. Con l'ausilio di testimonianze che appartengono a quel momento storico, è possibile ricostruire gli avvenimenti che, dall'occupazione tedesca, hanno portato alla Resistenza, poi alla Liberazione fino ad arrivare alla nascita della Repubblica stessa.

I temi sviluppati dal percorso espositivo - ulteriormente ampliato nel 1996 con l'aggiunta di due sale introduttive dedicate alla Resistenza e alle zone libere - seguono un criterio sia cronologico che tematico. La Resistenza nell'Appennino modenese e reggiano, i partigiani sulla linea gotica, la zona libera di Montefiorino, gli aspetti sociali dell’epoca sono illustrati tramite fotografie, documenti, cimeli, armi, oggetti di equipaggiamento, ritratti, vestiario e accessori, raccordati da brevi testi narrativi. Leggii tematici consentono di approfondire gli argomenti trattati attraverso la riproduzione dei documenti più significativi, insieme a tre punti video che trasmettono le testimonianze dei protagonisti. Un plastico in terracotta riproduce il territorio teatro degli eventi. In località Monchio, già zona libera, sorge il 'Memorial Santa Giulia-Sculture per la Resistenza', un complesso di quattordici giganteschi monoliti d'arenaria disposti ai piedi della salita per la chiesa omonima, eseguiti da scultori italiani e stranieri a ricordo dell'eccidio compiuto nella zona.

The museum documents the history of the Partisan Republic of Montefiorino. Historic documents trace the events that, starting with the German occupation, led to the Resistance, Liberation, and the founding of the Partisan Republic.

The museum’s displays – which were enlarged in 1996 with the addition of two introductory rooms dedicated to the Resistance and to liberated areas – follow both chronological and thematic criteria. The Resistance in the Apennines of Modena and Reggio Emilio provinces, the partisans fighting on the Gothic Line, the Montefiorino liberated zone, and the social issues of the time are illustrated by photographs, documents, mementos, weapons, fighters’ kits, portraits, clothing, and accessories, with brief explanatory texts. Information panels reproducing significant documents provide additional context, while three video screens show testimonies by some of the leading players in the history of the Republic. A terracotta relief map depicts the theatre of events. In the hamlet of Monchio, which was part of the liberated area, stands the 'Santa Giulia Memorial – Sculptures for the Resistance”, with fourteen gigantic sandstone monoliths arranged at the foot of the hill leading up to the Church of Santa Giulia, the work of Italian and foreign sculptors to commemorate the massacre that took place in the area.

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