Museo Civico d'Arte - Modena

Orari e Tariffe
Martedì - venerdì 9-12; sabato, domenica e festivi 10-13 e 16-19. Chiuso lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio e pomeriggi del 24 e 31 dicembre. Gratuito Accessibile
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Museo Civico d'Arte, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-2012, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 61.

Piccinini F., Un dono prezioso e inaspettato: il lascito Carlo Sernicoli al museo civico d’arte di Modena, “Taccuini d’arte”, 3.2008 (2009), pp. 153-156.

Canova M., Piccinini F. ( a cura di), Museo Civico d’Arte: il fondo Giuseppe Graziosi, Modena, Panini, 2007.

Palazzo dei Musei, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, pp. 11.

Piccinini F., Ponzoni L. (a cura di), Guida al Museo Civico d'Arte, Modena, Comune di Modena, Museo Civico d'Arte, 2008

Modena, Museo Civico d'Arte, in i luoghi delle idee. Musei e Raccolte della provincia di Modena, Modena, Provincia di Modena, 2005, p. 12.


Benati D., Peruzzi L. (a cura di), Musei Civici di Modena: i dipinti antichi, Modena, Panini, 2005.

Benati D., Peruzzi L. (a cura di), L'amorevole maniera. Ludovico Lana e la pittura emiliana del primo Seicento, catalogo della mostra, Modena 2003.

Schoenholzer Nichols T., Silvestri I. (a cura di), La Collezione Gandini. Merletti, ricami e galloni dal XVI al XIX secolo, Modena 2002.

Landi E., Museo Civico d’Arte, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 68, n. 20.

Landi E., Gipsoteca Graziosi, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 68, n. 21.

Collezionisti si nasce. La Galleria di Matteo Campori a Modena, Modena 1996.

Pagella E., Le raccolte d'arte del Museo Civico di Modena, Modena 1992.

Canova M., Pagella E. (a cura di), Guida al Museo d'Arte Medievale e Moderna di Modena, Modena 1990.

Guendalini G., Martinelli Braglia G., La Gipsoteca Graziosi, Modena 1984.
Palazzo dei Musei
Viale Vittorio Veneto, 5
41121 Modena (MO)
Tel: 059 203 310 0, 059 203 310 1
Fax: 059 203 311 0
Arte
Arte medievale (XI-XV secolo)
Arte moderna (XVI-XIX secolo)
Arti applicate
Il Museo Civico d'Arte nasce nel 1962 dalla suddivisione del Museo Civico - istituito nel 1871 - in due settori: archeologico-etnologico e storico-artistico. Fondato dopo l'Unità d'Italia, l'istituto trae la sua vocazione primaria dall'essere luogo destinato alla conservazione delle "patrie memorie" e all'affermazione dell'identità civica, ed è in quest'ottica che acquista pieno significato il ricco complesso di raccolte che lo caratterizza. Si tratta di un patrimonio vasto ed eterogeneo comprendente: dipinti, sculture, ceramiche, vetri, strumenti musicali, strumenti scientifici, carte decorate, tessili ecc. riferibili in larga misura alla cultura figurativa e alla produzione artigianale locale. Molte testimonianze provengono dalla donazione di importanti collezioni private o da doni sporadici ai quali si sono aggiunti, nel tempo, acquisizioni e recuperi che contribuiscono sensibilmente a documentare la storia e la cultura del territorio. Il percorso espositivo si snoda in una serie di sale che hanno mantenuto l'assetto ricevuto all'inizio del Novecento e caratterizzato da grandi vetrine a parete.

Fra i nuclei di maggiore rilevanza emergono la collezione tessile, donata dal conte Luigi Alberto Gandini, costituita da oltre duemila frammenti di tessuti, merletti, nastri e ricami databili tra il XII e il XIX secolo, e la Galleria Campori, donata al Comune di Modena nel 1929, nella quale figurano dipinti di Lana, Ferrari, Ceruti, Joli, Manfredi, Regnier, Crespi, Stringa e Cerano.

La sala dell'arte sacra accoglie la grande Madonna di Piazza di Begarelli, frammenti di affreschi dei secoli XIII-XIV strappati dal Duomo, sculture e arredi liturgici dei secoli XII-XV, e vari dipinti di autori modenesi dei secoli XVI-XVIII, tra i quali Stringa, Caula, Consetti e Zoboli, provenienti dal territorio.

Sono inoltre da segnalare la raccolta di strumenti scientifici, ceduta dal Gabinetto di Fisica dell'Università e ricca di apparecchi costruiti nell'officina dell'ateneo, quella di strumenti musicali, donata da Luigi Francesco Valdrighi - nella quale si evidenziano il Cembalo di Pietro Termanini (1741) e gli ottoni di Antonio Apparuti (prima metà del XIX secolo) - e quella di armi, frutto della donazione di Paolo Coccapani Imperiali.

Altre raccolte sono dedicate ai calchi, alle ceramiche, con graffiti emiliani ed esemplari della produzione sassolese dei secoli XIII-XIX, ai vetri, alle carte decorate documentanti svariate tecniche, ai cuoi impressi e dorati, alle terrecotte architettoniche recuperate dal territorio, ai pesi e alle misure modenesi, ai sigilli, ai timbri ecc..

La cultura figurativa modenese dall'Ottocento alla prima metà del Novecento è rappresentata da opere di Malatesta, Muzzioli, Cappelli, Cavazza, Bellei, Valli ed altri artisti formatisi all'Accademia di Belle Arti, attualmente esposte, per mancanza di spazio, nelle sale di rappresentanza del Palazzo Comunale.

Appartiene al Museo anche il ricco Fondo Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro 1879- Firenze 1942). La fortunata carriera artistica dell'artista è documentata da terrecotte, gessi originali, bronzi, dipinti e un fondo grafico - comprendente disegni, incisioni e litografie - esposti nella Gipsoteca situata al piano terra del Palazzo dei Musei, mentre e l'archivio fotografico donato dagli eredi tra il 1975 e il 1999 è consultabile via internet nel sito del Museo.

The Civic Art Museum was founded in 1962 after the subdivision of the Civic Museum – which dates back to 1871 - into two sectors: archaeological/ethnological and historical/artistic. The primary purpose of the Museum, which was founded after Italian unification, is to preserve “national memories” and affirm civic identity: the significance of its rich collections is best understood through this prism. This vast and varied patrimony includes paintings, sculptures, pottery, musical instruments, scientific tools, decorated maps, textiles, and other items, most of which were produced by local artisans and were inspired by figurative culture. Many items come from sporadic donations and large private collections that were bequeathed to the Museum; over time, the collection was augmented by acquisitions and recovered material which improve our documentation of local history and culture. The exhibition, which maintains its original early 20th century arrangement, features a series of halls with full-sized glass wall cabinets.

Some of the Museum’s most important material includes the textile collection, donated by Count Luigi Alberto Gandini, made up of over two thousand fragments of textiles, lace, ribbon, and embroideries from the 12th to the 19th centuries, and the Campori Gallery, donated to the municipality of Modena in 1929, which features paintings by Lana, Ferrari, Ceruti, Joli, Manfredi, Regnier, Crespi, Stringa, and Cerano. The sacred arts hall features Bergarelli’s large sculpture titled Madonna di Piazza, fragments of 13th and 14th century frescoes from the Duomo, sculptures and liturgical furnishings from the 12th to 15th centuries, and various paintings by Modenese authors from the 16th and 17th centuries, including Stringa, Caula, Consetti, and Zoboli, all acquired locally. Also noteworthy are the rich collection of scientific tools, which was donated by the University’s Physics Department and includes many object built in the university’s workshop; that of musical instruments, donated by Luigi Francesco Valdrighi and highlighted by Pietro Termanini’s cymbal (1741) and Antonio Apparuti’s brass instruments (first half of the 19th century); and the arms collection, donated by Paolo Coccapani Imperiali. Other collections focus on casts, pottery – including Emilian pottery decorated with the graffito technique and examples of pottery made in Sassuolo between the 13th and 19th centuries - glassworks, decorated papers documenting numerous different techniques, gilded and embossed leather, architectural terracotta items found locally, Modenese weights and measures, seals, stamps, etc. Modena’s figurative culture from the 1800s and the first half of the 1900s is represented by works by Malatesta, Muzzioli, Cappelli, Cavazza, Bellei, Valli, and other artists trained by the local Academy of Fine Arts. Due to the lack of space in the Museum, these works are currently on display in the foyer of Palazzo Comunale. The rich Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro 1879- Firenze 1942) collection also belongs to the Museum. This artist’s successful career is documented by terracotta, chalk, and bronze pieces, paintings and a graphic collection – including drawings, engravings, and lithographs – on display in the Gypsotheque on the ground floor of Palazzo dei Musei, while the photographic archive donated by his heirs between 1975 and 1999 is available online on the Museum’s website.

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