Casa Morandi, via Fondazza, esterno. Foto di Luca Bacciocchi.
Casa Morandi, via Fondazza, interno. Foto di Luca Bacciocchi.
Casa Morandi, via Fondazza, interno. Foto di Luca Bacciocchi.
CSI
CSID Artisti
Bologna

Casa Morandi

Orari e Tariffe
Per orari di visita e costi del biglietto consultare il sito web o contattare telefonicamente.
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Le strade di Bologna. Una guida alfabetica alla storia, ai segreti, all'arte, al folclore (ecc.), a cura di Fabio e Filippo Raffaelli e Athos Vianelli, Roma, Newton periodici, 1988-1989, vol. 2.

Renzo Renzi, La città di Morandi, 1890-1990. Cent'anni di storia bolognese attraverso la vicenda di un grande pittore, Bologna, Cappelli, 1989

Renzo Renzi, La città sentimentale, Bologna, Edizioni della provincia di Bologna, 2005

M. Pasquali, "Morandi: due studi, due storie" in "IBC" a. XVII, 2009

Carlo Zucchini, Simone Sbarbati, Una straordinaria normalità. Cucina e ricette in casa Morandi, Corraini editore, 2017
Via Fondazza, 36
Bologna (BO)
Tel: 051 300150
Appartamento
Arte
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Incisione
Morandi Giorgio (1890/ 1964)

Casa Morandi fu la dimora dell’artista Giorgio Morandi e della sua famiglia dal 1933 fino alla sua morte, avvenuta nel 1964. All'interno degli ambienti della casa, tra cui la famosa stanza sul cortile, si trovano ancora oggi i vasi, le bottiglie, le conchiglie e i modelli di studio del pittore. Accanto al mobilio, ai suppellettili di famiglia e a parte della collezione di opere di arte antica appartenuta a Morandi, rivive la cospicua donazione che Carlo Zucchini, garante della casa museo, ha generosamente donato alla città. Casa Morandi risponde alla casistica dell’art. 10 comma 3 letta d) [dichiarato di interesse particolarmente importante come “Casa della Fondazza - Casa Morandi (decreto 11/07/1995)”

Nella casa museo è stato allestito un interessante percorso - costruito attraverso un'accurata selezione di fotografie, libri e documenti di vario genere - che racconta i principali momenti della vita del maestro, i rapporti con la famiglia, la formazione artistica e gli incontri con personalità del mondo del cinema e dell'arte. Contribuiscono ad approfondire l'artista bolognese le istallazioni audio-video organizzate nelle sale, una biblioteca con più di 600 volumi e una sala polivalente dedicata a incontri, seminari e attività culturali.
Nella seconda metà degli anni Trenta lo studio di Morandi in via Fondazza divenne meta di un ristretto cerchio di intellettuali, letterati, critici, quali Giuseppe Raimondi, Francesco Arcangeli, Cesare Gnudi, Cesare Brandi, Roberto Longhi, Carlo Ludovico Ragghianti oltre a Mario Luzi, Pierpaolo Pasolini e Giorgio Bassani.
La storia della casa si può leggere:
"Quello di via Fondazza, a Bologna, ha accompagnato per trent'anni l'artista, ha visto nascere la maggior parte delle sue opere ed è stato testimone, unico, del processo creativo, delle scoperte, dei ripensamenti, delle conquiste che fanno della sua arte quel capolavoro sfaccettato, complesso e abbacinante che tutti conosciamo. Come mi ha raccontato Maria Teresa Morandi, ultima sorella dell'artista, in un nostro colloquio del 5 marzo 1992, la famiglia si trasferisce al numero 34 (l'attuale 38) di via Fondazza nel 1910, alla morte del padre Andrea; la stanza riservata a Giorgio come camera da letto e studio ha la finestra sulla piazzetta ove inizia via del Piombo ed è 'più comoda' perché ha la porta proprio di fronte all'ingresso: 'Chi veniva a trovarlo' - mi disse Maria Teresa - 'andava direttamente da lui e noi spesso non lo vedevamo neppure'. Poi, nel 1933, con la costruzione di alcune case più alte, la luce nello studio cambia radicalmente e l'artista convince i padroni di casa ad affittare alla famiglia Morandi un altro appartamento, sempre nello stesso palazzo ma con l'entrata al numero 32 (oggi 36) e soprattutto con una stanza tranquilla tutta per lui, uno spazio interno con la finestra sul giardino, silenzioso e pieno di quella luce chiara che scende dai colli vicini." [...] L'appartamento di via Fondazza non era di proprietà della famiglia Morandi e perciò Maria Teresa - che pure ha fatto del Comune il suo principale erede, prima donando nel 1991 tutte le opere, gli arredi, i libri e i documenti che hanno dato vita al Museo Morandi, e poi legando a questo, per volontà testamentaria, ancora molte opere del fratello, per un totale complessivo di ben 166!4 - non ha potuto affidare alla Città anche la casa; ha però responsabilmente indicato, tra le clausole della sua donazione modale, anche il trasferimento di tutti gli oggetti e gli arredi dello studio da via Fondazza al Museo Morandi. E questo non solo per salvarli, ma anche per garantirne una corretta lettura da parte del pubblico tutto, studiosi e semplici visitatori: che cosa ci può essere infatti di più avvincente e istruttivo che poter vedere vicini e poter confrontare i 'modelli' morandiani e le opere d'arte che ne rappresentano la trasposizione, la reinvenzione poetica?
Qualche anno più tardi, l'appartamento di via Fondazza è stato venduto a privati che purtroppo ne hanno iniziato la ristrutturazione prima che, grazie a un estremo e benemerito intervento del soprintendente Elio Garzillo, ogni intervento venisse bloccato e il Comune di Bologna decidesse l'acquisizione alla cosa pubblica di un luogo così carico di memoria e di valore culturale. Poi tutto è rimasto fermo per anni in una ridda di non sempre esaltanti proposte di utilizzo dei locali, fino a che la Giunta Cofferati e la presidenza dell'Istituzione GAM - Galleria d'arte moderna, di cui il Museo Morandi fa parte, non hanno deciso tre anni fa di procedere finalmente al restauro della vecchia abitazione, stabilendo nel contempo di riportare in via Fondazza oggetti e arredi per ricostruire in situ lo studio. I lavori sono in corso e la riapertura della casa-studio è annunciata per il settembre 2009". (M. Pasquali, "Morandi: due studi, due storie" in "IBC" a. XVII, 2009)

Il progetto dell'architetto Iosa Ghini, come lui stesso narra, è partito "dal concept di luogo della narrazione e della memoria dove gli ambienti più significativi dell’esistenza del Maestro sono riportati, ove possibile, in 'vita'; la 'casa d’artista' è anche luogo di divulgazione e di studio con ambienti attrezzati per l’approfondimento di temi specifici e luogo per la consultazione della collezione dei volumi di Morandi aperta a studiosi e ricercatori. Le cromie ocra, i bruni e i grigi della pittura ad olio, i segni del pennino delle incisioni, e la ricerca della luce del Maestro sono le linee guida che lo Studio Iosa Ghini ha seguito nel progetto dell’allestimento museografico e reinterpretato con materiali contemporanei e attrezzature tecnologiche per la valorizzazione delle diverse funzioni degli ambienti.
Il percorso fluido della 'Casa d’artista' vede intercalati gli spazi storici dello Studio-Atelier, dell’Anticamera e del Ripostiglio dei modelli, alle nuove sale espositive dedicate alla biografia del maestro, agli amici artisti e ai fotografi che hanno immortalato la 'camera magica' Studio di Morandi, da noi interpretata tramite un involucro in vetro, una scatola in vetro. Una sala lettura dedicata alla consultazione della biblioteca di Morandi e una sala polivalente, destinata a mostre temporanee, seminari e incontri completano il progetto di recupero. L’allestimento prevede pareti espositive in vetri grafici a tutta altezza con retroilluminazione; le pareti vetrate sono puntualizzate da vetrine dove gli oggetti di casa Morandi sono esposti; le collezioni di foto di tanti fotografi che hanno visitato casa Morandi prima e dopo la morte del maestro sono sospese su una parete in lamiera ossidata e illuminate da faretti sospesi a soffitto; infine installazioni audio-video contribuiranno alla conoscenza del maestro con immagini e documenti storici." (Da http://www.iosaghini.it/interior-design/museums/casa-morandi/)

Paesaggi culturali

Bologna conserva la più completa e significativa collezione dedicata alla sua opera, il Museo Morandi, attualmente ospitato nelle sale dell’Ex Forno del Pane dove si trovano anche le collezioni del MAMbo. All'Accademia di Belle Arti, dove Morandi ha insegnato tecniche d’incisione all'acquaforte fra il 1930 e il 1956 si trova il suo torchio che ancora oggi viene utilizzato dagli studenti; e sulla stessa via è possibile visitare le ricche sale della Pinacoteca Nazionale, dove l’artista amava studiare alcune tele di scuola bolognese del Seicento, soprattutto di Guido Reni. Lungo la strada da via Fondazza all’Accademia, Morandi incrociava la Chiesa dei Servi dove ammirava la Madonna di Cimabue. La sua ultima dimora, nella Certosa di Bologna, è in Campo Carducci lungo il muro di cinta, realizzata nel 1964 da Leone Pancaldi e Giacomo Manzù., Nelle colline dell’Appennino bolognese, a Grizzana Morandi, è aperta e preservata la casa dove Morandi e le sorelle trascorrevano le estati e rivivono gli stessi panorami, le stesse rose che Morandi, osservando, dipingeva

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, propri e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.