Museo del Risorgimento - Ravenna

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Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Museo del Risorgimento, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 21.

Giuliani C., Il Museo del Risorgimento della Biblioteca Classense di Ravenna, in Museo informa: rivista quadrimestrale della Provincia di Ravenna: notiziario del Sistema museale provinciale, 2003.18, p. 9.

Tamassia P., Museo del Risorgimento, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 158, n. 27.

Giuliani C. (a cura di), Garibaldi e Ravenna: tra storia e mito (1848-49): verso il museo del Risorgimento, Ravenna, Comune di Ravenna, 1997.
ex Chiesa di San Romualdo
Via Baccarini, 3 (c/o ex Chiesa di San Romualdo)
48121 Ravenna (RA)
Tel: 0544 482 150
Fax: 0544 482 104
Storia
Risorgimento
La collezione, oggi riordinata nell’ex chiesa di San Romualdo, nacque dalla volontà di documentare la grande e sentita partecipazione, l'ammirazione e la devozione del popolo ravennate verso le patriottiche battaglie, ma anche per assolvere ad un compito di educazione politica alla nuova identità nazionale. I Ravennati che avevano partecipato ai moti, alle guerre d'indipendenza, nonché alle vicende garibaldine fecero dono all'amministrazione comunale dei ricordi in loro possesso, fossero essi armi, divise, buffetteria, opere grafiche e dipinti o carteggi e documenti personali, testimonianze tutte di sentita partecipazione popolare, a cui si aggiunsero col tempo documentazioni, per lo più cartacee, raccolte dai quei "tutori" delle memorie documentarie ravennati, quali furono Primo Uccellini prima e Silvio Bernicoli poi.

E’ stato allestito nel 1997 con i cimeli risorgimentali ravennati presentati all'esposizione Regionale Romagnola del 1904, per la maggior parte documenti, bandi, lettere, disegni e stampe utilizzati originariamente soltanto in occasione di importanti celebrazioni, come nel caso del 50° anniversario (1932) della morte di Garibaldi e del centenario dell'annessione al Piemonte (1959). L'odierno ordinamento rappresenta dunque la prima, stabile sistemazione della collezione, integrata dall'apertura di una sezione dedicata a "Garibaldi e Ravenna - tra Storia e Mito" (1848-1849) nella quale si conservano le armi e il mantello dell'Eroe dei due mondi, i presunti stivali di Anita, lo sgabello utilizzato da Pio IX.

The collection, which has now been moved to the former church of San Romualdo, was born of the desire to document the people of Ravenna’s intense and heartfelt participation, admiration, and devotion to the battles of Italian Unification, and to prepare the people politically to their new national identity. The people of Ravenna who had taken part in the uprisings, wars of independence, and Garibaldi’s campaigns donated to the municipal administration many of their personal belongings from these events, including uniforms, weapons, leather accessories, paintings and illustrations, letters, and personal documents testifying to their heartfelt participation. Over time, the collections were augmented by documents – mostly printed material – collected by the two main ‘keepers’ of Ravenna’s historical memories, Primo Uccellini and, later, Silvio Bernicoli.

The museum itself was established in 1997, with the Italian Unification memorabilia from Romagna that had first been exhibited at the 1904 Romagna Regional Fairs, which mostly comprised documents, announcements, letters, drawings, and prints that were originally used only during major celebrations, such as the 50th anniversary of Garibaldi’s death in 1932, or the centenary of the annexation of Piedmont in 1959. The current museum is thus the first stable home for the collection, which has been augmented by a section titled “Garibaldi and Ravenna: History and Legend (1848-1849)”, which features the weapons and the mantle of the “Hero of the Two Worlds”, boots thought to belong to his wife Anita, and a stool used by Pius IX.

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