Museo Civico "Mons. Domenico Mambrini" - Galeata

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Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi

Lenzi F. (a cura di), Museo civico Mambrini, Galeata (FC): Piano museale 2002, Regione Emilia-Romagna, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali, Bologna, Centro regionale per il catalogo e la documentazione, 2002.


Lenzi F. (a cura di), Museo civico Mambrini, Galeata (FC): Piano museale 2001, Regione Emilia-Romagna, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali, Bologna, Centro regionale per il catalogo e la documentazione, 2001.

Museo Civico Mons. Domenico Mambrini, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 49.

Museo Civico "Mons. Domenico Mambrini", in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 20.

Mazzeo Saracino L. (a cura di), Il Museo Civico "Mons. Domenico Mambrini" di Galeata : guida breve alla visita. Bologna, Ante Quem, 2005.

De Maria S., Nuove ricerche e scavi nell'area della villa di Teoderico a Galeata, Atti della giornata di studi (Ravenna - 2002). Bologna, Ante Quem, 2004.

Maioli M.G., Mevaniola, in Marini Calvani M. (a cura di), Aemilia. La cultura romana in Emilia Romagna dal III secolo a.C. all’età costantiniana. Venezia, Marsilio, 2000, pp. 552-555.

Lenzi F., Museo Civico “Monsignor Domenico Mambrini”, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 177, n. 24.

Mambrini C., Storia antica in val Bidente: l'ultima stagione, Atti del Convegno di studi (Galeata - 18 giugno 1994). Ravenna, Edizioni Essegi, 1994.

Bolzani P., Teodorico e Galeata : un'antologia critica. Ravenna, Essegi, 1994.

Cultura epigrafica dell'Appennino: Sarsina, Mevaniola e altri studi. Faenza, Lega, 1985.


Galeata. I monumenti, il museo, gli scavi di Mevaniola, Bologna, 1983.

Susini G., Fonti mevaniolensi, in "Studi Romagnoli", X, 1959, pp. 25-58.


Monti P., I materiali preromani del Museo Mambrini di Galeata, in "Studi Romagnoli", X, 1959, pp. 13-23.
Convento dei Padri Minori Conventuali
Via Zanetti, 14 - loc. Pianetto
loc. Pianetto
47010 Galeata (FC)
Tel: 0543 975 428, 0543 981 854
Fax: 0543 981 021
Arte e Archeologia
Archeologia classica
Archeologia postclassica
Archeologia medievale
Arte moderna (XVI-XIX secolo)
Arte medievale (XI-XV secolo)
Arte sacra
Arti applicate
Istituito nel 1945 nell'antico Palazzo Pretorio e trasferito poi nel 2001 presso il Convento dei Padri Minori di Pianetto, il museo ha origine dalla collezione di antichità di Monsignor Domenico Mambrini (1879-1944) che a lungo profuse il suo impegno per la conservazione e il recupero delle memorie della città di Galeata e del territorio circostante. Alle originarie raccolte nel tempo si sono uniti i materiali del municipio romano di Mevaniola e ingenti nuclei di beni storico-artistici di diversa natura e provenienza collezionistica.
Due sono le sezioni che compongono il percorso museale. Nella prima si conservano opere storico-artistiche di derivazione eterogenea, fra le quali sono da segnalare due Vanitas della fine del Seicento, uno stemma nobiliare in pietra serena attribuito a Desiderio da Settignano, gli affreschi della Chiesa di S. Maria del Pantano, opere pittoriche della collezione Mambrini, insieme a quadri della Galleria degli Uffizi.
La sezione archeologica raccoglie reperti di varie epoche che documentano la ricchezza di testimonianze presenti nel territorio di Galeata: le vestigia romane di Mevaniola, i ruderi del cosiddetto Palazzo di caccia di Teodorico, i materiali paleocristiani e altomedievali dell'abbazia di Sant'Ellero, il castello di Pianetto.



Manufatti in pietra di tradizione neolitica ed eneolitica, bronzi votivi di età arcaica, reperti dell'orizzonte villanoviano, etrusco e e umbro documentano il popolamento pre-protostorico della vallata bidentina, che fu certamente assai frequentata anche prima della fondazione di Mevaniola.

Quest'ultima, identificata da Mambrini nel 1934 nel borgo di Pianetto, è stata un importante municipio romano che Augusto volle includere nella Regio VI Umbria e che ha preceduto la Galeata attuale fino al V secolo d.C. Le esplorazioni hanno riportato parzialmente in luce alcuni edifici - il foro, le terme, il teatro a cavea semicircolare- risalenti al I sec. a.C., quando si dette avvio ad un programma di monumentalizzazione urbana per dotare delle necessarie strutture pubbliche la città, nel frattempo divenuta appunto municipio. Alla rilevanza raggiunta da questo centro, si riconnette simbolicamente l'interessante chiave in ferro con impugnatura enea cinomorfa rinvenuta nel foro e riferibile alla porta urbica.

A vari aspetti della vita sociale di Mevaniola, dei suoi edifici, degli spazi pubblici, dei costumi funerari riportano i diversi manufatti (laterizi, anfore, lucerne, ceramica d'uso comune e fine da mensa) provenienti dalle campagne di ricerca condotte nel sito e nella necropoli di Pianetto.

All'età teodoriciana risale invece il complesso tardo antico con annessa area termale a nord dell'abitato, meglio noto come villa di Teodorico, luogo che alcuni credono corrispondente alla leggendaria residenza di caccia dell'imperatore. Insieme ad altri materiali coevi e di età bizantina e longobarda testimoniano delle ultime fasi di vita dell'antico centro romano, poi la presenza di Goti o di piccole comunità gotizzate e, infine, l'arrivo di genti di stirpe straniera che diedero vita ad episodici stanziamenti nella valle.

Per tutto il Medioevo il fulcro della vita culturale e religiosa fu l'abbazia di Sant'Ellero (sec. V), che dell'assetto originario conserva il portale maggiore romanico e resti architettonici e scultorei murati. Alle diverse fasi storiche dell'abbazia e alle botteghe di lapicidi impegnati nella sua decorazione risalgono i materiali lapidei della collezione, tra i quali il celebre bassorilievo marmoreo in due lastre, databile al XII secolo, raffigurante due episodi della vita del santo.

Nelle raccolta storico-artistica si annovera una serie composita di opere che vanno da dipinti ad oggetti liturgici e devozionali, da stoffe e paramenti, a monete, medaglie celebrative, ceramiche dal XIII al XX sec., vetri e cristalli, provenienti per lo più da edifici di culto della zona, e da donazioni e lasciti.
Oltre ai materiali già segnalati, sono da menzionare una Natività del Cignani e una Sacra Famiglia attribuita ad Elisabetta Sirani.

Built in 1945 in the historic Palazzo Pretorio, and subsequently transferred to the Monastery of the Order of Friars Minor in Pianetto, the Museum’s origins lie in the antiques collection of Monsignor Domenico Mambrini (1879-1944), who was a longstanding supporter of the promotion and study of the history of the city of Galeata and nearby areas. Over time, the original collection was augmented with material from the Roman municipality of Mevaniola and significant amount of historic and artistic material of many different types and from numerous collections. The Museum has two sections. The first features a rather heterogeneous collection of historic and artistic works, the most notable of which include two late-17th century Vanitas, a coat of arms in pietra serena sandstone attributed to Desiderio da Settignano, frescoes from the church of Santa Maria del Pantano, and paintings from the Mambrini collection and the Uffizi Gallery. The archaeological sections features collections from several different eras, testifying to the wealth of material to be found in the Galeata area: the Roman ruins of Mevaniola, the remnants of Theodoric’s so-called hunting lodge, Paleo-Christian and early medieval material from the abbey of Sant'Ellero, the castle of Pianetto.

Neolithic and Eneolithic stone objects, bronze votive objects from the Archaic age, material from the Villanovan, Etruscan, and Umbrian eras all document the pre-protohistoric populations of the Bidente valley , which was extensively inhabited even before the establishment of Mevaniola.
Mevaniola - which Membrini, in 1934, identified as being located where the hamlet of Pianetto now stands – was an important Roman municipality. It was included by Augustus in Roman Umbria and stood in the place of modern-day Galeata until the 5th century AD. Archaeological digs have partially uncovered several buildings – the forum, the thermal baths, the theatre with its semi-circular cavea – which date back to the 1st century AD, concurrently with an urban monument-building project aiming to endow the city, which by then had become a municipality, with the necessary public infrastructure. The interesting iron key to the city gates that was found in the forum, with a dog-shaped handle, testifies to the high status achieved by the city.
The various items (roman bricks, amphorae, lamps, pottery for everyday use and fine table pottery) from the archaeological digs conducted on-site and in the nearby Pianetto necropolis shed light on various aspects of Mevaniola’s social life, its public spaces, and burial customs.
The Late Antique compound and annexed thermal bats to the north of the main building dates back to the Theodorican age. It is generally known as Theodoric’s villa, and some scholars believe it to be the Emperor’s legendary hunting lodge. Material from the Theodorican, Byzantine, and Lombard eras testify to the final years of the ancient Roman town, and subsequently to the presence of Goths or small Gothicised communities, and finally to the arrival of foreign peoples who occasionally settled in the valley.
Throughout the Middle Ages, the abbey of Sant'Ellero (5th century) was the fulcrum of social and religious life. The abbey still has its original Romanesque main portal as well as some remains of walls and sculptures. The collection’s engraved stone items - including the two famous 12th century marble bas-relief slabs illustrating two episodes of Saint Ellero’s life – come from the workshops of stone carvers and were used in the abbey’s decoration. They reflect the various stages of its history.
The historic and artistic collection includes paintings, liturgical and devotional objects, textiles and vestments, coins, commemorative medals, pottery from the 13th to the 20th century, glassworks, and crystal objects, mostly from local churches, donations, and inheritances. Along with the material listed above, a nativity scene painted by Cignani and a sacred family attributed to Elisabetta Sirani are particularly noteworthy.

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