Museo Etnografico Romagnolo "Benedetto Pergoli" - Forlì

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Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Museo Etnografico Romagnolo B. Pergoli, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 47.

Tozzi Fontana M., Museo Etnografico Romagnolo “B. Pergoli”, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 175, n. 19.

Foschi M., Prati L., Formazione, distribuzione e stato delle raccolte comunali, in Piraccini O., Musei: il caso Forlì, inserto di <IBC Informazioni>, n.5, 1988.

Viroli G., Per un modello di cultura figurativa. Forlì, città e museo, Bologna, 1980.

Gambi L., Il museo etnografico di Forlì, <Lares>, 1, 1942, pp. 18-19.
Palazzo Merenda
Corso della Repubblica, 72
47121 Forlì (FC)
Tel: 0543 712 609
Fax: 0543 712 618
Etnografia e antropologia
Arti e tradizioni popolari
Etnologia/Etnografia
TEMPORANEAMENTE CHIUSO
E' tra i più antichi musei italiani nel campo della cultura materiale. Le sue origini risalgono alle Esposizioni Romagnole Riunite allestite a Forlì nel 1921. In quella occasione Aldo Spallicci, Emilio Rosetti e Benedetto Pergoli realizzarono la Mostra Etnografica Romagnola, che costituì di fatto il primo nucleo del museo, inaugurato ufficialmente nell'aprile 1922 all'interno di Palazzo Merenda. Inizialmente incentrato sui settori artigianali tradizionali (dall'ebanisteria, alla ceramica, alle tele stampate) e sui vecchi mestieri, nel dopoguerra il museo si è notevolmente sviluppato con una crescente presenza di strumenti e oggetti legati agli usi ed al lavoro contadini. Nel 1964 viene aperta, infatti, una nuova sezione museale all'interno di Palazzo Gaddi con macchine e attrezzi agricoli di grandi dimensioni. A seguito dell'inizio dei lavori di restauro nel Palazzo, dal 2004 i materiali attinenti al lavoro contadino sono conservati in un deposito del museo.

Il museo si articola in due ampi settori espositivi. Il primo si sviluppa all'interno di Palazzo Merenda e comprende consistenti collezioni di mobili, ceramiche e suppellettili varie con le ricostruzioni degli ambienti domestici della tipica casa colonica e di quella cittadina. Si succedono poi le botteghe tradizionali, quelle dello stampatore di tessuti a ruggine, del vasaio, del fabbro, del liutaio, del ciabattino, del cappellaio, e, infine, la caratteristica osteria romagnola. Tra gli arredi figura l'interessante serie pittorica dell'artista cesenate Giordano Severi, dedicata alle Rocche e ai castelli di Romagna (1928-30). A Palazzo Gaddi, oltre alle macchine ed agli strumenti connessi ai vari cicli lavorativi nella campagna romagnola, si propongono le ricostruzioni di altre botteghe artigiane: quelle del barbiere, del droghiere, del fabbricante di caramelle, del tabaccaio, del cordaio, del sellaio, del maniscalco, del corniciaio, del falegname. Una sezione è dedicata alle attività marinare in Romagna, con modellini di imbarcazioni e riproduzioni delle vele della flotta peschereccia, ed alle saline di Cervia.

It is one of the oldest Italian museums in its field. Its origins date back to the Esposizioni Romagnole Riunite fair held in Forlì in 1921. On that occasion Aldo Spallicci, Emilio Rosetti, and Benedetto Pergoli staged an exhibition on ethnography in Romagna, the Mostra Etnografica Romagnola, which formed the initial core of the Museum. The Museum itself was officially inaugurated in April 1922 in Palazzo Merenda. It initially focused on traditional artisanal sectors (from woodworking to ceramics and printing) and ancient trades, and grew rapidly in the post-war period with a growing collection of instruments and objects used for farming. In 1964, a new section of the Museum was opened in Palazzo Gaddi, focusing on large agricultural tools and machinery. Since restoration efforts began at Palazzo Gaddi in 2004, the agricultural collections are stored in the Museum’s deposit.

The Museum includes two main sections. The first is in Palazzo Merenda and includes significant collections of furniture, pottery, and various domestic objects, arranged to re-recreate the typical interiors of a farmstead and a city home. Other exhibits include traditional workshops, such as those of textile makers working with the “ruggine” technique (which imitated the embroidered textiles worn by the nobility), vase makers, blacksmiths, luthiers, shoemakers, hatters, and finally, a characteristic Romagna tavern. Decorations include an interesting series of paintings (1928-1930) of Romagna’s castles and fortresses by the Cesena-born artist Giordano Severi. Along with the agricultural machinery and tools used in Romagna’s countryside, Palazzo Gaddi also features reconstructions of other artisanal workshops, such as those of barbers, grocers, candy makers, tobacconists, rope-makers, saddle-makers, farriers, picture framers, and carpenters. There is a section dedicated to nautical activities in Romagna, with model ships and copies of sails from the fishing fleet, as well as a section on the Cervia saltpans.

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