Museo Civico Archeologico - Verucchio

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Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi

Von Eles P., Museo Civico Archeologico: guida catalogo, Rimini, Provincia di Rimini, 1995.


Forte M., (a cura di), Il dono delle Eliadi. Ambre e oreficerie dei principi etruschi di Verucchio, catalogo della mostra, Rimini 1994.

Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.

Museo Civico Archeologico, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 109.

Tamburini-Müller M.E., La necropoli Campo del Tesoro-Lavatoio di Verucchio (RN), Bologna, 2006.

Von Eles P., Verucchio: aristocrazia, rango e ruoli in una comunità dell'età del Ferro, in Guerrieri Principi ed Eroi. Fra il Danubio e il Po. Dalla Preistoria all'Alto Medioevo, Catalogo della mostra, Trento, 2004, pp. 259-262

Von Eles P. ( a cura di), Guerriero e sacerdote. Autorità e comunità nell'età del ferro a Verucchio. La tomba del trono, Firenze, 2002

Gentili G.V., Verucchio villanoviana. Le tombe del sepolcreto in località Le Pegge e della necropoli al piede della rocca Malatestiana, Roma, 2003

Lenzi F., Museo Civico Archeologico, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, pp. 197-198, n. 23.

Von Eles P., Museo civico archeologico: Verucchio: guida alla visita, 2 ed. rivisitata, Rimini, Provincia di Rimini, 1998.

Sassatelli G., Verucchio, centro etrusco di frontiera, in "Ocnus. Quaderni della Scuola di Specializzazione in Archeologia", IV, 1996, pp.247-268

Forte M., (a cura di), Il dono delle Eliadi. Ambre e oreficerie dei principi etruschi di Verucchio, Catalogo della mostra, Rimini, 1994.

Gentili G.V., Verucchio, in G. Bermond Montanari (a cura di), La formazione della città in Emilia-Romagna, Catalogo della mostra, Bologna, 1987, pp. 207-219; 223-257.

Gentili G.V., Il Villanoviano della Romagna orientale con epicentro Verucchio, in Romagna protostorica, Atti del convegno, S. Giovanni in Galilea, 1985, Viserba, 1987, pp. 7-36.

Gentili G.V., L'età del Ferro a Verucchio: cronologia degli scavi e scoperte ed evoluzione della letteratura archeologica, in Studi e documenti di Archeologia, II, 1986, pp. 1-41.
Via Sant'Agostino
47826 Verucchio (RN)
Tel: 0541 670 280, 0541 670 222 (per prenotazioni)
Fax: 0541 679 570
Archeologia
Archeologia classica
Archeologia protostorica
Il museo ha sede dal 1985 nell'ex monastero di Sant'Agostino. A partire dal 1995 sono iniziati radicali lavori di riordinamento del museo e di ampliamento delle sezioni espositive, in grado di assicurare una nuova e più aggiornata rappresentazione della civiltà verucchiese, anche grazie ad un esauriente apparato documentario e didattico e ad accorgimenti allestitivi che consentono una percezione davvero completa di questa articolata e complessa realtà archeologica. Anche se le primissime notizie di rinvenimenti archeologici nell'area verucchiese risalgono al XVII secolo, è dalla seconda metà del secolo scorso che le scoperte relative all'antico insediamento villanoviano si moltiplicano, aprendo i primi squarci su questa straordinaria realtà locale dell'età del Ferro. I materiali rinvenuti già a quel tempo e quelli riportati alla luce in diverse altre occasioni, in seguito a scoperte fortuite o nel corso di più recenti campagne di scavo, trovano oggi posto nel museo.

Durante la prima età del Ferro, nell'arco temporale racchiuso fra gli inizi del IX sec. a.C. e il pieno VII sec. a.C., Verucchio è stata il centro principale dei gruppi culturali villanoviani stanziati saldamente nel cuore dell'entroterra romagnolo, sede di un abitato presumibilmente capannicolo che occupava la sommità dello sperone roccioso dominante sul corso del fiume Marecchia. Il sito era caratteristicamente circondato da una serie di necropoli costituite da centinaia di tombe sistemate lungo i declivi del colle, in corrispondenza di antiche strade che uscendo dall'abitato lo mettevano in comunicazione con il territorio circostante.

Ubicato in posizione privilegiata, in stretta contiguità topografica con la direttrice naturale rappresentata dalla Val Marecchia e dalla Val Tiberina, vero crocevia per il controllo dei traffici commerciali dall'area tosco-laziale verso il nord e viceversa, il centro villanoviano ha finito per estendere ampiamente la sua influenza sul territorio circostante dal mare sino all'area collinare, dotandosi anche di una forte organizzazione urbana e sociale.

Testimoni di un assetto comunitario ben definito e della presenza di esponenti di alto rango sociale sono le numerose tombe con i relativi corredi funerari scoperte alle falde colle. Nella generale ricchezza delle sepolture, prova evidente di un benessere diffuso, fanno spicco alcuni corredi 'principeschi', composti da oggetti d'eccezionale valore (armi, scudi, ornamenti personali, oreficerie, ambre, monili, mobili, vasellame).

I corredi sono esposti in ordine cronologico e integralmente per alcuni di essi è stato ricostruito anche il contesto tombale di provenienza, rispettando forma e dimensioni della sua originaria struttura e, dove possibile, la disposizione degli oggetti al suo interno.

Di rilievo assoluto e di estrema rarità, nella ricchissima messe di testimonianze che le tombe verucchiesi hanno restituito, sono i materiali organici di vario tipo (cibi ed offerte alimentari, tessuti, oggetti in vimini, manufatti in legno) la cui preservazione si deve alla particolare qualità dei sedimenti in cui i reperti legati alla sfera funebre sono stati sepolti. Fra questi vanno menzionati gli arredi lignei (tavolini, sgabelli, troni, poggiapiedi, casse e scatole di ogni tipo). Proveniente dalla tomba 'Lippi 89' è un rarissimo e prezioso trono, intagliato con scene figurate.

Per la loro unicità vanno pure segnalati i tessuti in lana, fra i quali una toga di grandi dimensioni, e la massiccia quantità di ornamenti in ambra, materia prima molto ambita e commerciata nell'antichità, che aveva in Verucchio uno dei principali centri di smistamento.

Dal 2005 sono riprese le campagne di ricerca nella necropoli Lippi, che ha restituito oltre una cinquantina di nuove straordinarie
sepolture con relativi corredi, parte dei quali già restaurati sono resi disponibili al pubblico nella recente sala “Nuovi Scavi”, ultima ad essere completata in ordine di tempo.

Altri reperti verucchiesi sono conservati presso il Museo della Città di Rimini e il Museo Civico Archeologico di Bologna, ove, insieme ad oggetti rinvenuti durante gli scavi condotti da Edoardo Brizio sul finire del secolo scorso, si trova pure la ricchissima suppellettile di una tomba del sepolcreto Lippi.

Since 1985, the Museum has been housed in the former monastery of Sant'Agostino. Radical efforts to overhaul the Museum and expand its display space began in 1995 with the goal of providing a new, updated depiction of Verucchio’s civilization, through exhaustive documentation, a sound didactic approach, and exhibits that encourage the full perception of this complex archaeological site. Although the very first news of archaeological finds in the Verucchio date back to the 17th century, it wasn’t until the second half of the 20th century that discoveries about the ancient Villanovan settlement began to grow, providing the first glimpses of this extraordinary local Iron Age culture. The material unearthed back then, along with subsequent discoveries – either chance finds or the results of recent archaeological digs – are now held in the Museum.

During the first Iron Age, between the early 9thcentury B.C. and the mid-7th century B.C., Verucchio was the main settlement for the Villanovan cultural groups that had solidly established themselves in the heart of inland Romagna. The settlement was presumably made up of huts and was located on the summit of the rocky outcrop overlooking the Marecchia river. Characteristically, the site was surrounded by a series of necropoles made up of hundreds of tombs located on the slopes of the hill, next to ancient roads that led away from the settlements and into the surrounding territory.
The Villanovan settlement enjoyed a choice location in topographic continuity with the natural transport route made up by the Marecchia and Tiber valleys, a crossroads for controlling trade between the Tuscany-Latium area and places further north. As such, its influence on the surrounding territory, from the sea to the inland hills, grew significantly, as did its urban and social organization.
The many tombs with grave goods discovered at the foot of the hill testify to the presence of high-ranking members of society and a well-organized community. Among the generally abundant grave goods – evident proof of widespread wealth – several tombs stand out as “fit for a prince” due to the exceptional value of the objects buried therein (arms, shields, personal ornaments, gold objects, amber, jewels, furniture, vases).
The grave goods are displayed in chronological order and in their entirety; for some of them, the tomb where they were found has been re-created, with its original size and shape, and if possible with the exact original placements of the grave goods within it.
Among the outstanding wealth of testimonies provided by Verucchio’s tombs, the various types of organic materials (food and food offerings, textiles, wooden objects, wicker goods) preserved by the particular type of sediment they were buried in are of great importance and extreme rarity. They include wooden furniture (tables, stools, thrones, footrests, crates, and all kinds of boxes). A very rare and precious throne, with carvings of scenes featuring human figures, comes from the tomb known as “Lippi 89”.
Due to their uniqueness, wool clothes – including a large toga – are also worth mentioning, as is the vast quantity of amber ornaments; this material was very valuable and extensively traded at the time, and Verucchio was one of the main trade centres.
In 2005, research efforts began anew in the Lippi necropolis, where over 50 new, extraordinary burial sites and their grave goods were unearthed. Some of them, which have already been restored, are on public display in the “New Digs” hall, the newest hall to have been completed.
Other artefacts from Verucchio are held in the Rimini City Museum and in Bologna’s Civic Archaeological Museum. The latter also holds the very rich grave goods from a tomb in the Lippi necropolis, along with the objects unearthed by the digs conducted by Edoardo Brizio at the end of the last century.

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