Maioliche Faentine - Faenza

Dati Storici
Caratteristiche produttive
produzione di pavimenti ceramici
produzione di rivestimenti ceramici
produzione di corredi ceramici a terzo fuoco per piastrelle

Bicottura
Loghi e Marchi
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Bibliografia
Piastrelle italiane
Piastrelle italiane di ceramica. Elementi di cronologia 1900-2012
2014
pp. 248-249


Ceramica italiana
Interni. La rivista dell'arredamento
La ceramica italiana. La ceramica come rivestimento murale 2.
1981
pp. 45-47


Via Pana
48018 Faenza (RA)

Fondazione: 12/09/1972
Nel 1972 sorge Maioliche Faentine, una delle prime realtà produttrici di ceramica industriale della città di Faenza. Il fondatore era una notorietà nel mondo del ciclismo agonistico, il forlivese Ercole Baldini, figlio degli anni Trenta, sposato con una discendente della nota famiglia modenese Beccari, attiva da diversi anni nell’settore delle piastrelle di Sassuolo. La coppia decise di seguire le tracce trasmesse, introducendosi nel mondo della produzione di superfici ceramiche fondando un’impresa nella zona periferica di Faenza. Al fine di facilitare la distribuzione commerciale, decisero di collocare lo stabilimento operativo nel terreno adiacente all’uscita dell’autostrada. Al suo avvio, si affidarono alla consulenza di alcuni tecnici provenienti dal marchio produttivo Ceramiche Corallo. Essendo molto presenti all’interno delle Maioliche Faentine si integrarono nella produzione fino ad acquisirne parte delle azioni rendendo Corallo l’azienda controllante. Si producevano superfici ceramiche che andavano a comporre prevalentemente i rivestimenti, frutto della manodopera di 170 dipendenti. Il supporto biscottato, identificato come Semigres, proveniva da I.R.I.S.Ceramica, sul quale si applicavano smalti decorativi servendosi di impianti serigrafici a rulli denominati Rocket che in seguito vennero sostituiti da una tecnologia piana. In questi anni si visse il passaggio da una concezione piana a una elaborazione a rulli. Nel reparto specializzato in decalcomania, le applicazioni decorative si eseguivano in linea con la grande abilità e precisione manuale di un personale prevalentemente femminile. Per donare un’ulteriore preziosità ornamentale, ci si affidava alla maestria del Direttore Gianfranco Morini per la ricerca e sviluppo e Amedeo Palli, abile nella terza cottura. Si disponeva di diversi forni continui e uno dedicato a intermittenza. Nel corso degli anni Settanta, una produzione che diede molto risalto al nome dell’azienda, fu la riproduzione del noto pavimento in stile rinascimentale della Cappella Vaselli di San Petronio (Bologna), una fondamentale fonte d’ispirazione che vide due noti ceramisti all’opera; Alfonso Leoni, per i motivi floreali delle note piastrelle nel formato a esagono e Bianco Ghini, per la riproduzione dei moduli seguendo uno stile geometrico. Senza perdere di vista la tradizione della maiolica faentina, questi artisti ebbero opportunità di sperimentare ad ampio raggio. Emblematiche furono due creazioni, la piastrella "Scalea" di Bianco Ghini partecipò al 32° Concorso Internazionale della Ceramica di Faenza del 1974 e vinse la medaglia d'oro del Presidente della Repubblica mentre per Alfonso Leoni fu messa in produzione una serie di piastrelle di contenuti artistici concettuali con il solo retro smaltato

Dati raccolti da intervista a Gianfranco Morini effettuata in data 20.02.2018



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