IsArt- Liceo Artistico Arcangeli
Via Marchetti, 22
Bologna (BO)
brocca

ceramica/ ingobbiatura,
argilla,
vernice piombica,
verde ramina
cm 37.5 (a) 12 (d)
Circonferenza nel punto di ampiezza maggiore: 59, Beccuccio: 11,3 x 16.2 x 9.8
secc. XX/ XXI (1875 - 1925)
La ceramica è una Faenza propriamente detta, ingobbiata e verniciata. Lo si evince dal colore rosso del biscotto, dato dalla forte presenza di ossido di ferro, una caratteristica tipica dell’argilla faentina.
Brocca a profilo continuo con corpo rotondo espanso nella parte inferiore. Nella parte superiore presenta un collo stretto e allungato, con beccuccio ad imboccatura sottile ed un’ansa a nastro intrecciato che termina nel passaggio tra collo e spalla. Il piede, mediamente ampio, poggia su un sottile basamento.Sulla superficie cinque rilievi ceramici floreali a stampo, fissati con barbottina, tre dei quali collocati lungo l’asse mediano che collega il beccuccio al piede. In prossimità del collo, appena sotto il beccuccio, è un fiore di dimensione medio piccola analogo a quello con stelo posto a metà altezza della pancia. Fra i due si colloca un fiore di dimensioni più piccole, del tutto similare invece ad altri due rilievi laterali posti sui quarti della circonferenza tracciata a partire dal fiore con stelo centrale. Sul beccuccio ornamento a rilievo che cinge la parte alta.
La brocca, verniciata con cristallina piombica e verde ramina, presenta il caratteristico colore verde dato dalla reazione chimica che avviene in cottura tra piombo e ossido di rame. (Se il fondente utilizzato nella vernice fosse stato di natura alcalina, la colorazione dell’oggetto sarebbe invece risultata celeste). L’oggetto presenta un ampio motivo floreale in smalto rosso nella parte alta e centrale della pancia. Sono presenti inoltre altre decorazioni in smalto rosso nella parte alta del collo e sui lati dello stesso. La decorazione si conclude con una bordatura smaltata rossa del beccuccio e alcuni particolari sul rilievo al di sopra di esso.



Quasi sicuramente non è opera della sezione di ceramica dell’istituto d’arte. Potrebbe essere un’acquisizione, una cessione da parte di terzi o un lascito. La brocca ricorda vagamente la forma dell’epichysis, quindi, probabilmente, si rifà alla tradizione della ceramica italiota del sud-italia. L’assenza del piedino, dovuta alla rifinitura grossolana, fa supporre che la datazione possa collocarsi intorno alla fine del XIX secolo per le caratteristiche da forgiatura al grezzo.
Facendo parte del patrimonio dell’ex Istituto d’arte, l’oggetto è stato traslocato dalla vecchia sede Isab in via Cartoleria alla nuova in via Marchetti nel 2004.