Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana
Via Rocca, 1 (c/o Rocca Medievale)
Montefiorino (MO)
produzione della Gran Bretagna
mortaio

acciaio
cm
calibro 76 mm, lunghezza canna 100,1
sec. XX (1915 - 1945)
Mortaio inglese Stoke con tubo di lancio in acciaio ad anima liscia, viene caricato dalla volata, mentre la culatta è chiusa da un tappo di culatta, all'interno del quale è fissato il percussore, che sporge all'interno della canna. La superficie semisferica del tappo di culatta poggia direttamente su uno dei tre incavi sulla piastra in acciaio, di forma rettangolare, la quale distribuisce l'energia di rinculo su una superficie maggiore di terreno. Il cavalletto di sostegno anteriore è formato da due gambe d'acciaio arpionate e pieghevoli, connesse ad un tubo cavo centrale che ospita il sistema di elevazione. Questo è formato da un vitone terminante con una forcella, azionato da una manovella posta sul tubo centrale. Il sistema di direzione o brandeggio è formato invece da un manicotto, solidale alla volata tramite un collare metallico, che scorre su un perno filettato trasversale, connesso alla manovella di direzione. Questa, inserita nella forcella ed attraverso il perno, funge quindi anche da chiavistello di unione tra tubo di lancio e cavalletto.

Lo Stokes è stato il progenitore dei mortai moderni, segnando un cambiamento notevole nella progettazione di queste armi. Sir Wilfred Stokes realizzò il prototipo del suo mortaio nel 1915; a differenza delle armi precedenti e dei coevi mortai da assedio e "Minenwerfer" tedeschi, era un'arma leggera e semplice, con una canna liscia e corta, che poteva essere mossa al passo della fanteria e offriva un discreto livello di flessibilità, nonostante la gittata limitata a soli 700 metri. Per questa invenzione Stokes ricevette il cavalierato dell'Ordine dell'Impero Britannico (KBE) ed una royalty di 1 sterlina per ogni mortaio prodotto.
Lo Stokes entrò in servizio nel British Army nel 1915 e fu sostituito negli anni 1930 dal Ordnance ML 3 inch. Presso i paesi del Commonwealth rimase in servizio più a lungo. Durante la Grande Guerra fu fornito alla Polonia, al Corpo Expedicionário Português (CEP) ed al American Expeditionary Forces (EF).
Nel 1917, nell'ambito delle forniture straniere per rimpiazzare i materiali persi nella ritirata di Caporetto, il Regno Unito fornì il mortaio anche al Regio Esercito italiano, presso il quale fu denominato Lanciabombe da 76 mm "Stokes". L'organico del battaglione di fanteria italiana dal 1917 fino al 1928, anno della radiazione, prevedeva un plotone con 4 mortai. La squadra addetta al pezzo era formata da 6 elementi, ovvero un graduato di truppa caposquadra, un soldato caricatore, due porgi-bomba e due preparatori. Nel 1943 lo ebbe in dotazione l'Esercito Cobelligerante Italiano.