loc. Monte Bibele
Monterenzio
insediamento
insediamento etrusco-celtico
ambito culturale etrusco celtico
età etrusco celtica
ll massiccio di Monte Bibele è situato fra le Valli dell’Idice e dello Zena e gli scavi archeologici condotti sin dagli anni '70 dall'Università di Bologna hanno portato al rinvenimento di una necropoli, una stipe votiva e un abitato. Le tre cime principali sono Monte Bibele, che dà il nome a tutto il massiccio, Monte Tamburino, dove sono state rinvenute la necropoli con circa 170 tombe e il deposito votivo, e Monte Savino, il cui fianco orientale - detto “Pianella di Monte Savino”- è sede di un antico abitato etrusco-celtico. La fase più consistente dell'insediamento si colloca tra l'inizio del IV e l'inizio del II sec. a.C., quando la Pianura Padana era coinvolta nelle massicce migrazioni di tribù celtiche dall’Europa Centrale, attirate in Italia dalla fertilità della nostra penisola, nota a loro per le relazioni e i contatti da tempo stabiliti con vari popoli italici, fra cui gli Etruschi.
Dalla stipe votiva provengono circa 195 statuette di bronzo e migliaia di ceramiche, in grande parte miniaturistiche.
Nella zona di abitato, oggi l'unica interamente visitabile e restaurata grazie al progetto POR-FESR 2007-2013, vennero costruiti dagli abitanti della Seconda Età del Ferro, dei terrazzamenti costituiti da piattaforme di terra sostenute da muri di pietra. Gli isolati così ottenuti ospitavano sia le strutture abitative (da 40 a 50) sia quelle di uso collettivo (vari magazzini per conservare i cereali e una grande cisterna/conserva).
La viabilità interna al villaggio era assicurata da un sistema di strade e rampe, che collegava i vari isolati; in particolare, le strade, lastricate con ciottoli, grazie alla loro costante pendenza di circa 4°, costituivano anche un funzionale sistema di scorrimento delle acque piovane verso i settori non edificati ai margini del villaggio, fino a confluire per lo più in un grande inghiottitoio naturale (la “tana del tasso”), che ancora oggi assorbe la maggior parte delle acque correnti, essendo posto alla convergenza delle principali linee di pendenza dell’abitato.


Le tombe più antiche della necropoli di Monte Tamburino appartengono a genti etrusche, quelle più recenti a genti celtiche ed etrusche. La comparsa di Celti nella comunità di Monte Bibele si ha circa intorno al 380 a.C