Museo Ebraico
Via Valdonica, 1/5
Bologna (BO)
manifattura emilana (?)
Contenitore per Cedro (Etrog)
argento
10
cm 11,5 (la) 12,5 (a)
sec. XIX (1855 - 1855)
Si tratta di un contenitore a forma di secchiello ovale. Reca sul corpo delicate incisioni a volute e l'iscrizione ebraica: 'Bi-refuat Meir me-holyo k(evod) m(aalat) r(abbi) Efrayim Yehiel ha-Kohen aviw nadav baado be-ros senat We- LaQaH. Ha-KoHeN Ha-TeNe Mi-YaDeKa We-HiNNiHo LiFne MiZBeaH. Yhwh Eloheka (Donato, in occasione della guarigione di Meir dalla sua malattia, dal padre di questi, l'egregio rabbi Efrayim Yehiel ha-Kohen, nel capo d'anno 'Allora il sacerdote prenderà il canestro dalla tua mano e lo porrà davanti all'altare del Signore, tuo Dio.
[Deut 26,4] [ = 5615, 1855]). sui lati motivi decorativi floreali con al centro una piccola rosa con tre rami. Sul manico compaiono invece le parole: 'Li-feri (es hadar (Per il frutto del cedro)'. Vi è inoltre impresso un punzone con tridente e aquila e la sigla G.M. Questo tipo di secchiello per etrog, usato durante la festa di Sukkot, sembra essere tipicamente emiliano.

Il cedro (Citrus medica) compare nella Bibbia come pri eitz hadar (פְּרִי עֵץ הָדָר), cioè "un frutto dal bell'albero". Nella religione ebraica rappresenta una delle piante usate per celebrare il Sukkot (Festa delle Capanne). La festa vuole ricordare la permanenza degli ebrei nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù dall'Egitto. Secondo la tradizione è stato Dio, durante l'esodo del popolo ebraico verso la Terra Promessa, a indicare a Mosè il cedro (Etrog) come una delle quattro piante da usare per la festa durante la quale vengono costruite, all'aperto, capanne con dimensioni specifiche e con particolari materiali: sul tetto, per esempio, va disposto fogliame rado, in modo che ci sia più ombra che luce ma che permetta a chi è dentro di vedere le stelle. Oltre alla capanna (sukkà), il secondo elemento che caratterizza la festa è un fascio composto da un ramo di palma (lulav), due di salice(‘aravà), tre di mirto (hadas) e da un cedro (etrog), e si agita ai quattro punti cardinali, in alto e in basso, dopo aver detto la relativa benedizione. Un fascio dal forte significato simbolico: la palma è senza profumo ma il suo frutto è saporito; il salice non ha sapore, né profumo; il mirto ha profumo ma non sapore e, infine, il cedro ha sapore e profumo. Quattro vegetali che simbolicamente rappresentano tutti i tipi di uomo. E il cedro, avendo sapore e odore, rappresenterebbe l'élite del popolo ebraico, l'uomo che opera bene e in coerenza con la Toràh. Per essere adatto alla cerimonia del Sukkòth, il frutto del cedro deve essere privo di imperfezioni: senza rugosità o macchie sulla buccia e con una forma perfetta. Non possono essere usati i cedri secchi o rubati, né quelli - per divieto generale della Kosherut, l'insieme delle regole alimentari ebraiche - colti da piante cresciute da una talea innestata, più giovani di quattro anni o coltivate in una città scomunicata.