Museo Storico dei Lucchetti "V. Cavalli"
Località Cedogno
43024  Neviano degli Arduini

Sito web
Il nucleo di design anonimo di lucchetti si discosta dalla produzione artigiana e inizia con la produzione industriale di essi. Nel museo di Cavalli, l'ordinamento espositivo è per aree geografiche. Vi sono testimonianze di lucchetti di produzione indiana ad imitazione occidentale, sviluppati nella seconda metà dell'XIX sec. sotto l'influenza della dominazione britannica, in particolare quelli con serratura ideata da Jeremiah Chubb in Inghilterra. Infatti, la rivoluzione industriale inglese e le invenzioni di Chubb, Bramah e dell'americano Linus Yale portò la più larga diffusione a basso costo delle "serrature portatili" a mappa. Solo alla fine del '800 iniziarono ad apparire lucchetti di vario tipo molto robusti, come quelli russi, o "scandinavi" derivari dall'invenzione di Cristoforo Polhamma (Pohlem) nel XVIII sec. In USA si sono sviluppati i maggiori fabbricanti mondiali di serrature e lucchetti, con nomi che rappresentano un punto di riferimento nella produzione di grande serie come Yale, Corbin, Ruswin e Schlage. Anche in Italia sono diffusi dalla metà del XIX sec., soprattutto usati per chiudere le ante delle botteghe, le sbarre di chiusura delle stalle o le chiuse di irrigazione. Una particolare tipologia è quella del lucchetto per bicicletta. Si tratta di un tema che consente l'analisi dello sviluppo dell'oggetto e si collega a una tipologia di veicolo che ha il suo esordio ai primi del '800 e che necessitava di protezione. Ecco perchè mella collezione del Museo Cavalli sono presenti lucchetti sui quali è apposto il marchio di marche di biciclette prodotte in Italia.
Inoltre, proprio come il lucchetto assume un significato simbolico in Oriente, anche nelle culture occidentali la sua valenza simbolica di legame, di appartenenza, è stata trasferita in numerosi oggetti come il pendant a forma di lucchetto di Swarosky, la collana di Tiffany, portaceneri, spille, salvadanai, nel piercing, nei gicattoli della serie Pokémon e termometri.


"La necessità e la volontà di dare a questa collezione una sede permanente ed adeguata, di coniugare industria e cultura"(A. Quintavalla, 2006, p.11) hanno motivato la costituzione e l'organizzazione del Museo storico dei lucchetti. Anche se nella visione più popolare il lucchetto è considerato uno strumento di sicurezza, in realtà ha spesso raggiunto un valore simbolico più complesso presso le più diverse civiltà. I più antichi lucchetti noti sono quelli di origine romana, ma dal I sec. d.C. venivano usati lucchetti con serratura a rotazione, usata ancora oggi per la chiusura di porte e cassetti. Un altra chiusura molto utilizzata è a vite, mentre la più diffusa in medio Oriente è la serratura a barbigli, cui sia ggiunge l'americana di tipo mnemonico. I materiali prevalentemente usati nella realizzazione dei lucchetti sono ferro e ottone, cui si aggiugono ferro e rame per i Tuareg; e inserti di altri materiali come la plastica nel XX secolo. La collezione di oltre 6000 lucchetti di Vittorio Cavalli iniziò oltre 70 anni fa per esprimere riconoscenza postuma a chi, in tempo di guerra, gli prestò un lucchetto. Il museo nacque in seguito all'incontro di Cavalli con Aldo Quintavalla ed inaugurato nel 2001.