Museo Ebraico
Via Valdonica, 1/5
Bologna (BO)
manifattura italiana (?)
Meghillàt Estèr
pergamena, argento, argento/ filigrana
cm 29 (a) 6 (d)
secc. XVIII/ XIX (1701 - 1800)
Questo esemplare presenta un campo scrittorio di 22 linee vergate in caratteri quadrati italiani. Assai interessante il supporto che incapsula l'intera pergamena in un cilindro elegantemente lavorato a filigrana d'argento.

Il Libro di Ester (in ebraico meghillàt Estèr, letteralmente "rotolo di Ester") è l'unico libro della Bibbia ebraica ad essere rimasto nell'antica forma di rotolo. In esso si narra il tentativo di sterminare tutti gli ebrei compiuto, sotto il re persiano Assuero, dal suo perfido consigliere. Ester, nipote di Mardocheo, viene scelta dal re Assuero come sua sposa. Il consigliere del re Aman, per vendicarsi del fatto che Mardocheo, custode di Ester, non si prostrava al suo passaggio, decide di sterminare con lui tutto il suo popolo e getta la sorte (pur da cui la festa di Purìm) per fissare il momento in cui attuare il suo piano. Ma la regina Ester svela al re le trame malvagie di Aman, che viene impiccato, mentre gli ebrei festeggiano lo scampato sterminio. Nella festa di Purim, gli ebrei rinnovano la gioia per lo scampato pericolo e si mascherano, rievocando i personaggi del racconto di Ester. Per questo essa è stata paragonata a una specie di carnevale ebraico, ma sempre con un significato religioso. La sera di Purim, e la mattina successiva, in sinagoga il Libro di Esther viene letto ad alta voce: è precetto religioso che le donne assistano alla lettura, ed anche i bambini sono i benvenuti. La lettura della storia di Esther è un vero evento sociale, ed ogni volta che viene pronunciato il nome del malvagio Aman, sinonimo di chiunque voglia recar danno agli Ebrei, tutti i presenti, e specialmente i bambini, cercano di coprire il suo nome scuotendo speciali apparecchi che producono forti rumori.