Galleria Civica
Corso Canalgrande, 103
Modena (MO)
Fondo:
Ghirri Luigi
1943/ 1992
stampa cromogenica/ carta
mm 398 (a) 302 (l)
XX (1970 - 1970)
In primo piano uno specchio che riflette la spiaggia e il mare di Marina di Ravenna. Sul lato sinistro una porzione di spiaggia e pineta, su quello destro la parete rossa (con il riflesso di un raggio di sole) dello stabilimento balneare.
Ghirri attraverso il suo lavoro fotografico cerca di dimostrare come sia possibile desiderare e quindi rappresentare un percorso di conoscenza, che porti alla capacità di distinguere la precisa identità dell'uomo, delle cose e della vita, dalla mera immagine di essi. L'opera catalogata appartiene alla prima ricerca di Ghirri "Paesaggi di cartone" (1971-74), poi confluito in Kodachrome (1978). Il fotografo all'inizio della sua carriera, oltre a concentrarsi su luoghi e persone colti nella loro normalità "realizza anche immagini con soggetti inanimati, in cui è assai frequente il ricorso al ready-made o l’attenzione per l’objet trouvé, sviluppando così una prima ricerca a cui dà il titolo Paesaggi di cartone. Manifesti, insegne, oggetti e ritratti dentro alle vetrine, frammenti trovati casualmente per strada [...]. Su invito di Lanfranco Colombo presenta Paesaggi di cartone presso la galleria Il Diaframma di Milano, con catalogo a cura di Massimo Mussini" (Archivio Luigi Ghirri, http://www.archivioluigighirri.it/biografia-fotografia-paesaggio/). In occasione della pubblicazione di "Kodachrome", Ghirri descrive così le inquadrature dei suoi soggetti: "La cancellazione dello spazio che circonda la parte inquadrata è per me importante quanto il rappresentato ed è grazie a questa cancellazione che l'immagine assume senso diventando misurabile. Contemporaneamente l'immagine continua nel visibile della cancellazione, e ci invita a vedere il resto del reale non rappresentato. Questo duplice aspetto di rappresentare e cancellare, non tende soltanto ad evocare l'assenza di limiti, escludendo ogni idea di completezza o di finito, ma ci indica qualcosa che non può essere delimitato e cioè il reale" (Ghirri L. 1978, p. 12).