Pinacoteca "G. Stuard"
Via Borgo Parmigianino, 2
Parma (PR)
Carmignani Guido
1838/ 1909
dipinto

tavola/ pittura a olio
cm 18,5 (la) 14 (a)
sec. XIX (1858 - 1858)
Guido Carmignani figlio di Giulio, dopo un inizio a Parma con l’insegnamento del padre e di Giuseppe Boccaccio, maturava di compiere un soggiorno a Parigi. Vi si trova tra il 1857 e il 1858; la capitale francese non è ancora quella dei grandi salons degli impressionisti. E il periodo in cui le novità provengono dai pittori raccolti nei centri attorno alla foresta di Fontainebleau, innanzitutto i paesaggisti della scuola di Barbizon.
Attorno a essi stanno rinvigorendo la propria vena poetica Serafino De Tivoli, i Palizzi, Filippo e Giuseppe, Alberto Pasini, che è un conterraneo di Guido, presente e attivo presso Marlotte ove si trovava l’abitazione di Cicéri. A Parigi il giovane Carmignani trova anche l’arte del paesaggio di Corot e di Courbet.
Ne nasce un impasto nel quale non è assente l’attenzione agli italiani che egli frequenta, e principalmente il Pasini. Di questo autore, poco prima della partenza per l’Oriente - ricorda Roberto Tassi (1980) - il giovane Carmignani assimila innanzi tutto il gusto del paesaggio, così come del de Tivoli le prove che questi dalla Francia inviava alla Società di incoraggiamento di Torino.
E' quanto affiora in questo crepuscolare paesaggio sulla Senna, che è del 1858, poco prima della partenza e del suo ritorno a Parma dopo i dieci mesi del soggiorno parigino. Qui l’insegnamento del padre Giulio per il paesaggio, ripreso ripreso in controluce, e le ardite soluzioni crepuscolari o lunari, che erano state anche della prima giovinezza, s’aggiunge a una sperimentazione sul vivo della materia cromatico-luminosa, dove i pensieri della stagione di Corot, legata ai souvenirs di Vill-d’Avray si allungano sino al cauto presentimento delle prove dei primi autori di dipinti di impressions, tra Monet, Sisley e Pissarro. Ma Guido farà mostra di non seguire pedissequamente questa strada, ripiegando. dopo la veduta di Bougival (Melzo, Collezione E. Carmignani) dello stesso dello stesso anno, verso un più rassicurante realismo pittorico che già il dipinto con Rive della senna. Effetto del Mattino del Museo glauco Lombardi di Parma sembra preconizzare e nel quale si pone l’esemplare di collezione privata di Milano (Copertini, 1971, ill. p. 98).La relazione tra questi due dipinti, che pure è necessario evocare, per identità di luogo, di soggetto e di azione,consente di registrare i termini di un ripensamento, di quel dubbio formale che terrà Guido di ritorno da parigi sul difficile discrimen tra la sfida che gli veniva dall’esperienza d’oltralpe e il più rassicurante panorama parmense e italiano (ma poteva trovare nuove pezze d’appoggio innovatrici tra i macchiaioli). Per questo il bozzetto Stuard è importante e rappresenta il parametro pittorico di certi disegni sperimentali che Carmignani firmava in quegli anni, come il Paesaggio con fiume (Melzo, collezione E. Carmignani).
Il rientro a Parma nel corso dello stesso anno coincide con l’apertura a un rinnovato tentativo di reinterpretazione del paesaggio, nel quale l’esperienza parigina resta una eco lontana, anche se riaffiorante, come nell’applicazione del reportage fotografico per l’alluvione del 1868, con toni pieni di una loro drammatica suggestione. Il presente dipinto può ritenersi il bozzetto per il quadro presentato all’esposizione della Società Promotrice di Torino nel 1870 (Alessandri, 1913, P 50).
Il dipinto fu oggetto di donazione alla Congregazione da parte di romeo Vinci, con lettera del 6 maggio 1927 (Archivio Pinacoteca Stuard, carpetta B).
L’opera è firmata.