Pinacoteca "G. Stuard"
Via Borgo Parmigianino, 2
Parma (PR)
Carmignani Guido
1838/ 1909

dipinto
tavola/ pittura a olio
cm 35 (la) 26,5 (a)
sec. XIX (1860 - 1866)
Insieme ad altri esemplari, alla veduta della Città di Cuneo, a quella di Bellagio sul lago di Como, a paesaggi dell’Appennino parmense tra il 1860 ed il 1866, questo dipinto fiorisce entro un’antologia di misurata sperimentazione delle memorie e delle tecniche affinate in Francia e ancora assai presenti nell’esercizio grafico di questi anni. Vi ricorre una convinta ricerca sul naturalismo paesistico che non era sfuggito a Guido quando si trovava a contatto con le opere di Rousseau, Corot o Daubigny. Lo stesso Lavandaie a Bougival, che è un olio su tela, fatto di memoria e assai più tardo rispetto al presente (1868), lo sta a ricordare. Qui la scelta di un andamento compendiario della pennellata, che ritroviamo essere tecnica all’artista consueta in questo lustro di attività, come nella strada dell’ Appennino del 1861-63 ovvero Al Borghetto degli stessi anni, entrambi in collezioni private di Parma, risente dell’attualità inquieta di una ricerca cromoluminare, che nel dipinto Al Ponte Dattaro presso Parma (cfr. scheda nctn 00000205), pare già essere superata a favore di una definizione figurativa nuova che s’accompagna a ricerche di orientamento più peninsulare (influenza dei Macchiaioli).
Per questo quadretto che viaggia in pendant con il Paesaggio sul lago di Como (cfr. scheda nctn 00000203) valgono, dunque, le medesime considerazioni fatte in quella scheda, inclusa la indicazione cronologica alta riferibile agli inizi del settimo decennio dell’Ottocento.
Il dipinto entrò nella collezione della Congregazione a seguito del lascito Carlotta Agazzotti Gasparotti. Curioso l’equivoco sulla titolazione, poiché nella lettera inviata da Gasparotti al presidente della Congregazione il primo aprile 1927 risulta la donazione per lascito di “Due paesaggi a simmetria (vedute) del Lago di Como di Guido Carmignani” (Archivio Pinacoteca Stuard, carpetta B). Per ragioni di catalogo e biografici si ritiene più corretta l’originaria titolazione.

Guido Carmignani figlio di Giulio, dopo un inizio a Parma con l’insegnamento del padre e di Giuseppe Boccaccio, maturava di compiere un soggiorno a Parigi. Vi si trova tra il 1857 e il 1858; la capitale francese non è ancora quella dei grandi salons degli impressionisti. E il periodo in cui le novità provengono dai pittori raccolti nei centri attorno alla foresta di Fontainebleau, innanzitutto i paesaggisti della scuola di Barbizon. Attorno a essi stanno rinvigorendo la propria vena poetica Serafino De Tivoli, i Palizzi, Filippo e Giuseppe, Alberto Pasini, che è un conterraneo di Guido, presente e attivo presso Marlotte ove si trovava l’abitazione di Cicéri. A Parigi il giovane Carmignani trova anche l’arte del paesaggio di Corot e di Courbet. Ne nasce un impasto nel quale non è assente l’attenzione agli italiani che egli frequenta, e principalmente il Pasini. Di questo autore, poco prima della partenza per l’Oriente - ricorda Roberto Tassi (1980) - il giovane Carmignani assimila innanzi tutto il gusto del paesaggio, così come del de Tivoli le prove che questi dalla Francia inviava alla Società di incoraggiamento di Torino.