Teatro Cinema Giuseppe Sarti - Faenza

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta ellittica con gallerie
350 posti
Pubblicazioni e Cataloghi
La casa del Popolo di Faenza: 1905-2005: un secolo di vita, un pezzo di storia della casa, del suo primo teatro G. Sarti e delle associazioni cattoliche ospitate, a cura di Salvatore Banzola, Faenza 2007
Via Carlo Cesare Scaletta, 10
48018 Faenza (RA)

opera di inaugurazione:
conferenza e concerto
Fondazione: prima metà sec. XX
La costruzione di questo teatro viene avviata nel novembre del 1907 per volontà della Società Anonima Cooperativa “Casa del Popolo” di Faenza che intende avvalersi delle arti sceniche per diffondere tra la gente i principi della religione cristiana e al tempo stesso: “[…] informare i costumi coll’onesto diletto, al vero, al buono e al bello […]” (La Casa …, 2007, p. 37-38). Con questo intento nel 1906 la cooperativa acquista un immobile in via Scaletta fino ad allora destinato a stallatico per i cavalli della corriera per Modigliana, in un’area che anticamente era stata occupata dalla chiesa e dal convento dei Celestini.
Autore del progetto è l’architetto Vincenzo Pritelli cui subentra l’ingegner Enrico Camangi cui spetta il compito di portare a termine il teatro.
L’inaugurazione ha luogo il 29 maggio 1910, la serata prevede una conferenza sul musicista faentino Giuseppe Sarti, cui il teatro è dedicato, tenuta dal professor Andrea d’Angeli del Liceo Rossini di Pesaro, intercalata da brani musicali per voce e piano, seguono i cori della Società Orfeonica bolognese che intepretano brani di Schumann, Beethoven e Mendelssohn.
Posto in pieno centro storico in una via secondaria ma a poca distanza da piazza del Popolo, esternamente il Sarti non presenta alcuna caratteristica particolare.
Da un piccolo ingresso biglietteria si accede ad un’ampia sala che funge da foyer, caratterizzata da lesene e sovrastante cornicione che corre lungo tutto il perimetro. Accanto vi è un piccolo ambiente adibito a caffetteria.
La sala teatrale si caratterizza per la forma a emiciclo con due ordini di gallerie sostenute da eleganti colonne con capitelli in gesso, più robuste al piano terra si assottigliano nei due ordini successivi, le balconate dei palchi sono a fascia, lisce e con un morbido profilo mistilineo.
Il secondo ordine si caratterizza per un gioco di arcate e vele. Su sette ampie arcate a sesto ribassato, sostenute dalle colonne che qui hanno curiosi capitelli tondeggianti decorati con foglie d’acanto, poggia la cupola del soffitto dalla forma schiacciata al cui centro si apre un ampio lucernaio rotondo ora chiuso da una grata ma che un tempo era utilizzato nei trattenimenti diurni. L’arcoscenico ha profilo ellittico ed è ornato sulla sommità da motivi che richiamano le valve delle conchiglie, alle estremità è decorato dai classici mascheroni teatrali, tragico da un lato comico dall’altro.
L’intera struttura è stata al tempo realizzata in cemento armato fornito dalla ditta dell’ingegner Lambertini di Bologna.
Priva di decorazioni pittoriche l’intera sala è tinteggiata e presenta tre coloriture, bianco il soffitto e i capitelli, rosso bordeaux per pareti e colonne, mentre in grigio sono le fasce delle balaustre e i motivi a conchiglia del boccascena.
Benché da tempo non sia più utilizzabile, in quanto notevolmente ridotto per l’installazione dello schermo cinematografico, è ancora presente e in discrete condizioni il palcoscenico originale nella sua interezza. Da un accesso sul retro sono tuttora visibili una parte delle graticciate, le scale e i ballatoi lignei tuttora in loco che hanno servito un palco di tutto rispetto.
Lo schermo per le proiezioni cinematografiche posto sul palco ha tuttavia lasciato uno spazio utilizzabile per conferenze e spettacoli che non necessitano di spazio e complesse scenografie.
Fin dal 1913 la “Casa del Popolo” stipulò un contratto con un privato per la realizzazione di spettacoli cinematografici in questa sala. Nel dicembre del 1933 in teatro fu installata una moderna macchina cinematografica e nella nuova veste il locale fu definito "il Re dei cinematografi".
Dall'inizio degli anni sessanta la programmazione del Sarti ha tenuto in particolare riguardo il cinema di qualità fino a diventare un punto di riferimento per la cinematografia d’essai. Iscritto alla F.I.C.E. il Sarti è inserito nel circuito "Schermi di Qualità" che sostiene il cinema di buon livello qualitativo italiano ed europeo.
Nel giugno del 2000 il teatro cinema Giuseppe Sarti è stato acquistato dal Comune.
(Lidia Bortolotti)



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