Via del Castello 4
Agazzano (PC)

Secoli: XIII - XVIII
Il complesso formato dal castello, o rocca, e dall’adiacente palazzo settecentesco, edifici saldati da secoli da un’unica proprietà, delimita a oriente il borgo di Agazzano, formando un insieme architettonico che pur duale per stile e funzioni, rappresenta tuttavia un unicum per l’equilibrio delle geometrie e delle volumetrie espresse. Il castello, rettangolare con torri angolari cilindriche dal lato sud, e due rivellini d’accesso opposti, risale al Duecento ma è frutto di una ricostruzione del 1475; il palazzo, originariamente fortificato, deriva da un rifacimento settecentesco, con pianta a U rivolta a occidente, verso l’abitato.

II castello emerge dallo spazio prativo del fossato da un lato e dal giardino dall’altro, a oriente. Il paramento murario esterno si presenta a scarpa, delimitata da un cordolo che scorre lungo tutto il perimetro. In alto, sotto il filo di gronda scorrono le aperture ad arco ribassato che si sono sostituite alla merlatura originaria. Si accede dal rivellino meridionale, un tempo munito di ponte levatoio, e si oltrepassa un ponte di pietra raggiungendo l’ingresso, sottostante a una torre quadrata. Nella corte scorre in alto, su tre lati, una loggia ad archi raggiungibile da due opposte rampe di scale, inusualmente aperte del tutto sul cortile, con pilastri reggenti le colonne della loggia superiore. Un pozzo mostra gli stemmi di Giovanni Maria Scotti e della consorte Luigia Gonzaga di Novellara. A piano terra si nota la cucina con un forno cinquecentesco e all’interno di una torre c’è il vano di una prigione. Al piano superiore c’è una sala di rappresentanza e gli spazi di due giardini pensili, rivolti dal lato sovrastante il fossato che un tempo separava la rocca dal palazzo residenziale. Quest’ultimo, detto anche castello per essere stato comunque un fabbricato all’origine fortificato, consiste in una ricostruzione operata nel secondo Settecento, e si mostra con l’ampia corte rettangolare aperta a occidente e delimitata da una cancellata. L’interno è completamente arredato, con mobilia prevalentemente settecentesca. Notevole il salone affrescato “a paese”, con paesaggi e svettanti alberature. Fra le pitture va menzionato un Apollo e Marsia del 1565, del genovese Luca Cambiaso.