via Roma 3
Montefiore Conca (RN)
Tel: 0541 980179, 3342701232
Secoli: XII - XXI
La possente stereometria del castello di Montefiore si staglia sul fronte collinare della media valle del Conca dominando una vista amplissima. Di origine medievale, ma modellato verso la metà del Trecento dai Malatesta, si caratterizza per il gigantismo del mastio a pianta poligonale irregolare di nove lati, iscritto in un perimetro fortificato di pochi metri più largo. Un torricino con l’orologio si eleva dal piano dei coperti.

Si entra nel castello traversando il primo recinto murario da una porta ad arco a sesto acuto, sormontato da una torre quadrata che mostra ancora le corsie per lo scorrimento della saracinesca. Varcata una seconda porta, si sale la scala che accede al cortile, dove si trova una cisterna con vera marmorea decorata da rilievi. All’interno, nella Sala detta del Trono, ambiente con volta a crociera, si vedono pitture della seconda metà del Trecento, attribuite al pittore bolognese Jacopo Avanzi. Nella Sala detta dell’Imperatore, che doveva avere il soffitto azzurro e trapunto di stelle, si vedono altri frammenti di pittura murale con scene ispirate all’Eneide.
Scavi archeologici intrapresi dal 2006 hanno rivelato le antiche strutture e ambienti voltati con aperture per lo smaltimento dei rifiuti, che hanno visto l’affioramento di svariati reperti, maioliche, vetri, monete, attrezzi, armi, preziose testimonianze della vita del castello.

Una citazione in un documento del 1170 ricorda il fortilizio come soggetto alla Chiesa riminese. Nel 1233 è possesso del Comune di Rimini, al quale poi si ribella nel 1302. Nel 1332 è preso dopo un assedio da Galeotto Malatesti. Lo stesso promuove la costruzione della rocca che nel 1437 deve essere già funzionante per ospitare in quell’anno il re e la regina d’Ungheria. È tenuto dai Malatesta fino al 1458 quando è conquistato da Federico di Montefeltro. Immediatamente ripreso da Sigismondo Malatesta, nel 1462 è ancora riconquistato da Federico di Montefeltro per conto della Santa Sede, che in seguito lo cede a Giovanni Francesco Guidi di Bagno. Nel 1471 ritorna allo stato ecclesiastico, poi passa al Comune di Rimini, ai Borgia fra 1500 e 1503, e nel 1504 è preso da Venezia che l’anno seguente lo cede definitivamente alla Santa Sede. Decaduta la sua funzione militare, per totale mancanza di manutenzione subisce i primi crolli già nel XVII secolo e divenuto cava di materiali edili, nella prima metà dell’Ottocento è ricordato privo di pavimenti e coperti. Nel 1918 è seriamente danneggiato da un terremoto. Restauri e addirittura rifacimenti operati negli anni Sessanta del secolo scorso hanno in parte appiattito la percezione e la lettura del monumento mimetizzando le fasi costruttive.
Nel 2002 la rocca diviene proprietà comunale e negli anni seguenti una campagna di restauro ha consolidato l’intera struttura permettendone una più ampia fruizione, anche in ambienti prima non raggiungibili.

Montefiore Conca si raggiunge (km 14,2) dal casello Cattolica – S. Giovanni in Marignano – Gabicce dell’autostrada A14. A Montefiore si visita il pittoresco centro storico addossato sotto allo spalto della rocca, cui si accede dalla porta Curina adorna di stemmi rinascimentali; nell’abitato si vede la chiesa di S. Paolo con portale Trecentesco in Pietra. Verso ovest si può raggiungere (km 8) la Riserva Naturale Orientata di Onferno, estesa per 274 ettari nel Comune di Gemmano e che è caratterizzata da formazioni di gesso selenico e da grotte abitate da diverse specie di chirotteri. Verso est si perviene (km 14) a Saludecio, interessante centro storico a forma di fuso ancora all’interno del circuito difensivo rinascimentale. Non distante (km 2) si trova Mondaino, con la caratteristica piazza mercatale ottocentesca a semianello porticato, addossato al castello malatestiano, evidente frutto di ampi restauri novecenteschi. Poco oltre (km 1,2) c’è Montegridolfo, piccolo centro storico chiuso da fortificazioni malatestiane. Qui si può visitare il Museo della Linea dei Goti con documentazione fotografica e cimeli della linea gotica (1943-44). Scendendo verso la costa si arriva (km 12,2) a S. Giovanni in Marignano, dal centro storico d’impianto medievale a maglia ortogonale. Da qui (km 5,6) si può raggiungere il borgo di Gradara, chiuso da mura trecentesche e con la possente rocca malatestiana a pianta quadrilatera, ampiamente restaurata anche con rifacimenti nel 1923, ma ugualmente di grande suggestione.