Via Contessa Matilde 10
Valsamoggia (BO) Bazzano
Tel: 051 836442, 339 7612628
Secoli: VIII - XVI
La rocca sorge sull’acrocoro ove era il nucleo medievale originario dell’abitato, ancora parzialmente cinto da mura, affiancata dall’antica pieve di S. Stefano. È a pianta rettangolare, coi lati più lunghi, a nord e a sud, inframmezzati da torri e con coronamento di merli a coda di rondine. La roccaforte di ascendenza altomedievale mantiene una solida compattezza, me le finestre ogivali denotano un rimaneggiamento ormai rinascimentale.

Da nord si accede al recinto esterno del castello da un doppio sistema di porte delle quali la più interna è affiancata da una torre trecentesca che reca un orologio in facciata. Questo primo impianto difensivo costituiva di fatto un primo arroccamento a sé stante, congiunto da mura al fortilizio maggiore, formato essenzialmente dall’attuale corpo di fabbrica posto a sud, con al centro il mastio, cioè la torre più alta di quella che sovrasta l’ingresso. Superata la chiesa plebana, si entra da un portale sovrastato dalle feritoie serventi il ponte levatoio che anticamente varcava il fossato. Dalla corte, aperta a doppio loggiato sul lato ovest, si accede alle sale del piano terreno, dove si vedono alle pareti stemmi dipinti con l’emblema dei Bentivoglio (la sega rossa a sette denti) e quello milanese degli Sforza, in quanto Giovanni II aveva sposato Ginevra Sforza. La Sala dei Giganti, la più grande, reca alle pareti una partitura pittorica fatta di colonne che inquadrano paesaggi; nell’Ottocento ospitò un teatro e ancora oggi accoglie eventi teatrali. Da notare la Sala del Camino, la Sala dei Ghepardi, col motivo del ghepardo in cornice di melograno, e la Sala delle Ghirlande, ancora con l’intreccio fra gli stemmi Bentivoglio e Sforza. Nelle sale del primo piano si trova il Museo Civico Archeologico Arsenio Crespellani, nato nel 1873, che conserva reperti provenienti dalla valle del Samoggia, del Lavino e del Reno, in un arco cronologico dal Mesolitico al Rinascimento.