via del Castello
Fiorano Modenese (MO) Spezzano
Tel: 0536/833412, 0522/532094
Secoli: XIII - XX
Il castello di Spezzano si erge sulla prima pendice collinare, poco più di un chilometro sopra la pedemontana modenese, la strada statale 467. Preceduto da un folto giardino all’inglese, pochi elementi tradiscono la sua origine castrense: il fossato, elementi del ponte levatoio e una torre angolare. L’aspetto prevalente è quello di una dimora signorile, di compatta forma quadrangolare, con corte porticata rinascimentale. All’interno due importanti cicli pittorici cinquecenteschi rafforzano la dimensione di residenza nobiliare.

Si entra nel castello da un portale munito di ponte levatoio, manufatto però frutto di un intervento settecentesco. Dalla corte, oltrepassato il loggiato a cinque arcate, dal lato di ponente, che fu il primo a essere trasformato in senso residenziale, si accede alla Sala delle Vedute, ove un ciclo di affreschi, opera di Cesare Baglione e risalente agli anni 1595-1596, inscena le varie località – in cinquantasei vedute – appartenenti allo stato dei Pio, che era diviso fra le podesterie di Sassuolo, Spezzano, Formigine, Brandola, Soliera, più i possedimenti nel ferrarese e nella Sabina (Lazio). Il restauro condotto nel 1990 ha rimosso interventi manomissori effettuati intorno alla metà dell’Ottocento e ridato unità estetica e formale al pregevole complesso. Le pitture, volute da Marco Pio come ritratto dei luoghi del proprio dominio, sono disposte sulle pareti su quattro ordini e inquadrate da cartigli, presentano un rilevante interesse documentario, oltre che artistico, costituendo, di fatto, il primo esempio di rappresentazione veristica delle località raffigurate. Al piano nobile si trova la Galleria delle Battaglie, un ambiente decorato da pitture murali emerse dal restauro del 1984 e raffiguranti episodi delle imprese militari di Alfonso I d’Este, fra il 1509 e il 1512. Enea Pio, protetto dal duca ferrarese, fece realizzare i dipinti fra il 1510 e il 1532, soprattutto per ricordare la partecipazione dei Pio a tali fatti d’arme. Le pitture costituiscono un’importante testimonianza degli eventi narrati (in particolare le battaglie di Bastia e Ravenna) e soprattutto per l’innovativo uso dell’artiglieria. L’edificio ospita il Museo della ceramica, aperto dal 1998, che documenta le tecniche di produzione della ceramica nel corso del tempo, dal neolitico all’età contemporanea. Ogni sala tratta un’epoca mediante reperti originali, modelli di archeologia sperimentale, ricostruzioni di fornaci e strumentazione di lavorazione. Nella Sezione Attuale si raccontano, attraverso il prodotto piastrella, lo sviluppo tecnologico e l'evoluzione del design e del made in Italy nel distretto della ceramica. Nel sotterraneo restaurato del castello la sezione MANODOPERA, la terra, il lavoro, la Manodopera e il mondo; un allestimento multimediale consente un percorso esperienziale che da voce ai lavoratori delle fabbriche mediante la kinect e schermi touch, un viaggio nel tempo fra i macchinari del processo produttivo. Un museo da toccare, da cui spedire testi e immagini via e-mail per portarsi a casa i contenuti del museo.
In occasione delle opere di restauro, è stata messa in luce un'area archeologica all'aperto, sono visibili le strutture murarie di una cisterna per l'acqua probabilmente associata all'antica torre crollata in seguito al terremoto del 1503.