Teatro Auditorium Manzoni - Bologna

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta rettangolare con galleria e balconate
posti 1.234
2002-2005
Pubblicazioni e Cataloghi
Davide Sicari, I luoghi dello spettacolo a Bologna. Una città di teatri, Bologna 2003, p. 75-101.
Via De' Monari, 1/2
40121 Bologna (BO)

Fondazione: prima metà sec. XX
Il Manzoni viene inaugurato il 15 aprile 1933. Si trattava in origine di una grande e capiente sala, con platea, profonda galleria centrale e snelle balconate laterali, che poteva contenere fino a tremila spettatori. Realizzata in pieno centro storico a poca distanza da via Indipendenza, prevedeva una funzionalità mista, adatta sia alle proiezioni cinematografiche che agli spettacoli teatrali. L’opera venne progettata dall’ingegnere Ildebrando Tabarroni, in quegli anni insigne personalità bolognese del settore. Il progettista ricercando nella morfologia della sala una equilibrata mediazione tra due funzioni poneva tuttavia maggiore attenzione ai problemi delle rappresentazioni teatrali. Il teatro era infatti dotato di un ampio golfo mistico, capace di contenere una grande orchestra e di un palcoscenico imponente, dotato di sofisticati accorgimenti tecnici per la messa in scena di spettacoli sia lirici che di prosa o di varietà. L’edificio fu realizzato in mattoni e ferro, nelle coperture e nelle strutture interne Tabarroni adottò soluzioni ardite e, per l’epoca, innovative, in particolare gli elementi della copertura, realizzati dalle storiche Officine Calzoni di Bologna, ne erano il maggior vanto. L’impiantistica del teatro inoltre fu pensata affinché si potesse garantire modernità e confort, con un impianto di climatizzazione d’avanguardia, riscaldamento in inverno e di raffreddamento in estate, quest’ultimo rappresentava davvero una novità.
Stilisticamente l’edificio presenta elementi che richiamano ancora il Liberty, specialmente nella facciata esterna, mentre all’interno la sala presenta un soffitto decorato (l’attribuzione vuole sia opera del bolognese Ruggero Frazzoni), che propone forme geometriche, i cui vivaci contrasti cromatici rimandano ad un piacevole effetto caleidoscopio che risponde al gusto art déco.
Dal dopoguerra il teatro è utilizzato come cinema per vari decenni fino alla chiusura nel 1999. Nel 2002 è acquisito dal Comune di Bologna e viene completamente restaurato e riaperto come Auditorium nel 2003 sotto la direzione del Maestro Giorgio Zagnoni. Fil rouge del progetto è stato l’intento di realizzare uno spazio simile all’interno di uno strumento musicale, una sorta di enorme cassa armonica lignea. Le modifiche apportate non hanno tuttavia snaturato l’impianto originale. Ora questo spazio è la ‘dimora della musica’ nelle molteplicità delle sue numerose espressioni classica, etnica, jazz e moderna dove antico e moderno, colto e popolare si alternano e si mescolano. Al contempo vi è spazio per la danza, le arti visive, il teatro in musica fruibile tutto l’anno, grazie ad una completa climatizzazione estate/inverno. (Lidia Bortolotti)



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