Teatro Eden - Bologna

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta rettangolare con balconata
90 posti
2004 - 2007
Pubblicazioni e Cataloghi
A.M. Nalini Setti, Storie, fatti d’arte, costume a Bologna nella prima metà del secolo, in: Futurismo in Emilia Romagna, a cura di A. M. Nalini, Modena 1990;
C. Benedetti Zaffagnini, I teatri perduti, in: Bologna Novecento: un secolo di vita della città, a cura di M. L. Bramante Tinarelli, Castelmaggiore 1998, p. 73-74;
A. Vianelli. Bologna in controluce. Storie e curiosità fra un secolo e l’altro, Bologna 2001, p. 108-110;
D. Sicari, I luoghi dello spettacolo a Bologna, una città di teatri, Bologna 2003, p. 59-61;
M. B. Bettazzi – P. Lipparini, Attilio Muggia, una storia per gli ingegneri, Bologna 2010;
A. Brini, Palazzo Maccaferri, in: A. Brini – M. Brunelli – A. Zanotti, Il torrente sconosciuto. Il percorso completo dell’Aposa e delle sue pertinenze dalle sorgenti sino al ventre della città e oltre, San Giovanni in Persiceto 2012, p. 28-35 .
Hotel I Portici ex Palazzo Maccaferri
Via Indipendenza, 69
40121 Bologna (BO)

Fondazione: XIX (1800-1899)
Per lungo tempo di questo elegante teatro si erano perse le tracce. Denominato in origine Eden Kursaal, primo café – chantant di Bologna, era stato realizzato all’interno di Palazzo Maccaferri, edificio progettato da Attilio Muggia in stile neo rinascimentale posto all’inizio di via Indipendenza sul fianco della Montagnola. Il palazzo, notevole e innovativo, fu realizzato con l’impiego di moderne tecniche costruttive, il primo a Bologna a vedere l’uso del cemento armato. Inoltre fu completamente elettrificato e dotato di un sistema di riscaldamento d’avanguardia. L’illuminazione era stata affidata alla ditta tedesca Ganz, mentre il riscaldamento a vapore avveniva grazie ai primi termosifoni fino ad allora sconosciuti a Bologna.
La famiglia Maccaferri cedette l’intero immobile all’ente per l’energia elettrica, Società Elettrica prima ed Enel poi, che nel secondo dopoguerra trasformò questi spazi nella sede dei propri uffici con l’ausilio di tramezzi in cartongesso e in muratura. In parte le pannellature protessero i decori e le colonne in ghisa in seguito recuperati.
I restauri che in tempi recenti hanno infatti interessato l’intero edificio, trasformando gli ex uffici ENEL nell’hotel di lusso I Portici, hanno sorprendentemente riportato alla luce il Teatro Eden, altri ambienti liberty e l'antica ghiacciaia del Castello di Galliera (sec. XIV) .
Dal Capodanno 1899, quando fu inaugurato dall’allora sindaco Dallolio, fino al 1923, il teatro Eden fu il locale più alla moda della città, frequentato soprattutto dai tiratardi bolognesi, detti in dialetto biassanot, amanti del bel vivere dal portafogli ben fornito.
Il locale era costituito da un’ampia sala platea posta al piano terra destinata al caffè concerto, e a salone ristorante, sulle pareti grandi specchi consentivano agli spettatori di godere lo spettacolo senza necessariamente volgere lo sguardo alla scena. Al piano nobile, sopra al teatro vi era un ampio salone adibito a sala gioco, birreria e fumoir con decorazioni in stile floreale, cui erano collegati una serie di piccoli salotti e l’affaccio su un’ampia terrazza collegata al Parco della Montagnola.
Come scrive Anna Brini, gli spazi del teatro, seppure in parte modificati sono ben leggibili (Brini, 2012, p. 30), se ne conservano il profilo, le belle colonne in ghisa decorate e policrome, il boccascena, la copertura con quattro ampie specchiature decorate con le allegorie della danza, della musica, della poesia e dello sport, realizzate da Dante Trebbi. L’arcoscenico riportato alla luce dal restauro conserva la decorazione pittorica originale con all’apice delicati decori in stucco con amorini musicanti. La balconata di sinistra conserva pannelli decorativi con strumenti musicali alternati a quelli floreali e le colonne con capitelli policromi. Esiste ancora il ballatoio che corre lungo il perimetro della sala teatrale ma è andato perduto il fastoso parapetto in ferro battuto con il motivo ‘a lira’ e le scale in pendant che conducevano al primo piano. Le decorazioni a tempera, gli affreschi, i lampadari e i ferri battuti, solo in parte presenti, espressione di gusto squisitamente liberty, furono ideati da Sante Mingazzi (1867-1922), poliedrico artigiano bolognese, nato a Ravenna, membro di Aemilia Ars.
Su questo palcoscenico si sono esibiti grandi protagonisti del varietà del primo Novecento, dalla bella Otero a Ettore Petrolini. Nel 1921 vi si registra la presenza del Teatro Futurista della Sorpresa, con la compagnia di Rodolfo De Angelis. Riferiscono le cronache che l'esibizione non mancò di scatenare una violenta rissa ch'ebbe luogo dopo lo spettacolo tra i sostenitori e gli avversari di questo innovativo teatro, sintetico e alogico, decisamente fuori dagli schemi. La rappresentazione prevedeva che anziché una commedia suddivisa in vari atti, se ne rappresentassero trenta che non potevano durare più di tre minuti ed erano messe in scena una di seguito all’altra. Il suggeritore era sostituito dal ‘dimenticatore’ che disturbava gli attori durante la recitazione, mentre il commento musicale era costituito da rumori di eliche e macchine, ossia musica futurista. Anche la disposizione del pubblico usciva dal canone: il pubblico elegante si accomodava in loggione mentre studenti in maniche di camicia sedevano in platea vociando e lanciando improperi. All’Eden vennero rappresentate tre sintesi: L’ora precisa e Luce di Cangiullo e La spudorata di Carlo Bruno.
Incalzato dalla concorrenza di altri spazi teatrali aperti sulla via Indipendenza nel 1923 l’Eden cessò la programmazione di spettacoli teatrali, mantenendo la ristorazione e destinando l’ampio spazio della platea a sala da ballo. Attualmente è l’elegante sala colazione dell’Hotel I Portici e saltuariamente spazio per intrattenimenti musicali.
(Lidia Bortolotti)



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