Museo Romagnolo del Teatro
Corso Garibaldi, 96
Forlì (FC)
Morelli C.
notizie 1887
ambito faentino (?)
pergamena

carta/ tecnica mista
cornice 44x60.
cm 51 (la) 35,5 (a)
sec. XIX (1887 - 1887)
La pergamena è montata su di una cornice di legno chiaro. Il testo è inserito all’interno di un riquadro dorato con immagini allegoriche, molto ampie specialmente nella parte superiore e sinistra del foglio. in basso la decorazione raffigura un elemento architettonico di basamento su cui poggia un drago alato di colore verde che sovrasta con la zampa uno scudo con lo stemma della città di Faenza, orientato di profilo. Il drago funge da cariatide sostenendo con il collo mezzo arco gotico all’interno del quale emergono una allegoria femminile della musica - con tunica classica di colore rosa, recante in mano una tromba ed una corono d’alloro sporta verso il nome di Angelo Masini nell’intestazione del testo – ed un putto rivolto di spalle, anch’egli con lo sguardo direzionato al testo ed una lira in grembo. Nella parte superiore, all’interno di un medaglione ovale su sfondo azzurro e bianco che ricorda i colori della città, sono raffigurate due mani nell’atto di stringersi intorno ad un’asta coronata in segno di amicizia. Il testo consta di 10 righe, escluse data e firme autografe, separate in due blocchi da 5 ciascuno, con caratteri di stile gotico a inchiostro nero. I capilettera sono miniati.

Dagli studi di Paganelli emergono documenti interessanti attinenti a questa pergamena (come pure ai diari artistici INVN 198 e INVN 127) sull’ammirazione dei faentini per Angelo Masini: “I Faentini lo seguirono con il cuore anche quando egli cantava lontano dalla patria; anzi (…) qualcuno riusciva pure ad accompagnarlo in qualche tournée.” Infatti proprio Antonio Passanti, firmatario della pergamena, scrive in una missiva del 20 Maggio 1889 da Buenos Aires, indirizzata ad Alfredo Oriani, altro ammiratore del tenore: “Terminato lo spettacolo io, Paolo (Gian Paolo Romagnoli), e Magni (Antonio Magni), andammo a casa sua a cenare. Vedi dunque che siamo i prediletti.”, per poi annunciare con entusiasmo in una lettera successiva che il Masini “ricorda spessissimo Faenza, e sempre con grande piacere per la buona accoglienza che ha avuto. E a questo proposito, sere or sono (…) ci disse queste precise parole: non passerà l’anno 1891 che io tornerò a cantare a Faenza. E questa volta canterò a beneficio del Ricovero dei Poveri.”. Se ne deduce che i tre personaggi citati, firmatari della pergamena, si trovassero al seguito di Masini sia nella tournée sudamericana del 1887, sia in quella del 1889. Sottolineiamo infine come siano numerosi gli articoli di giornali conservati sulla serata di gala dedicata al Masini il 17 Agosto 1887 al Teatro Coliseo di Buenos Aires (INV 198). Le cronache riportano particolari ovazioni per l’interpretazione della romanza “Ecco ridente in cielo” da “Il Barbiere di Siviglia” e per il terzetto “Pappataci! Che mai sento!” da “L’Italiana in Algeri” di Gioachino Rossini.