Museo Romagnolo del Teatro
Corso Garibaldi, 96
Forlì (FC)
Dal Pozzo Tommaso
1862/ 1906
pergamena

carta/ tecnica mista
cm 50 (la) 63 (a)
cornice 65x80
sec. XIX (1891 - 1891)
La pergamena è montata su di una cornice di velluto rosso panneggiata, con drappi, frange e nappe sporgenti. Il testo è inserito all’interno di un riquadro rettangolare riccamente decorato su tutti e quattro i lati a tinte policrome e oro. I lati lunghi rappresentano due lesene architettoniche al centro delle quali, sotto un cartiglio didascalico dorato che reca le iscrizioni ARTE e CARITA', sono dipinte su fondo azzurro rispettivamente le personificazioni dell’Arte, che regge nelle mani una lira ed una corona d’alloro, e della Carità, raffigurata nell’atto di allattare due neonati. Sotto di esse compaiono maschere decorative e strumenti musicali; sopra di esse grottesche su fondo dorato. I lati corti del riquadro sono ugualmente ricchi di decorazioni policrome ed ospitano nella parte superiore lo stemma della città di Faenza – il leone rosso su fondo bianco a azzurro - e nella parte inferiore un medaglione con due putti alati intenti a scrivere il nome di Masini su di un volume aperto sotto la scritta ARS MAGNA. Altri putti musicanti escono dal riquadro decorativo e si avvicinano alle righe di testo. Il testo consta di 16 righe, escluse le firme autografe, scritte con caratteri d’impronta gotica a inchiostro nero e rosso, a seconda dell’intenzione di evidenziare o meno una parte del testo. L’intestazione ad Angelo Masini presenta lettere maiuscole azzurre, rosse e dorate di dimensioni maggiori. I capilettera A e M sono miniati.

Questa pergamena è riferibile alla presenza di Masini sulle scene del Teatro Comunale di Faenza nell’estate del 1891. In questa occasione infatti il tenore interpretò “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni ed il “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, esibendosi senza percepire alcun compenso: l’incasso dell’intera stagione venne devoluto a beneficio dell’Ospedale degli Infermi della città. La pergamena a firma dei rappresentanti dell’istituto beneficato rappresenta un atto di riconoscenza al tenore. Su “Cavalleria Rusticana” a Faenza, unico approccio del Masini al repertorio verista, Inzaghi riporta una cronaca della recita del 4 giugno: “Continuano i trionfi. (…) I forestieri accorsero da ogni parte di Romagna. (…) L’entusiasmo per il grande artista che qui canta ha raggiunto il grado massimo ed ogni sera Masini è fatto segno a vere ovazioni. Egli, dalle insistenti acclamazioni del pubblico, composto dal fior fiore della nostra regione, è costretto ogni sera a bissare quasi ogni pezzo, non soltanto, ma a ripetere anche un pezzo per tre volte, com’è avvenuto ieri, giovedì, per il brindisi, del quale ha fatto una creazione.” (Il Trovatore, 12 giugno 1891).