Museo Romagnolo del Teatro
Corso Garibaldi, 96
Forlì (FC)
ambito russo
contenitore con coperchio
ad Angelo Masini

argento/ sbalzo/ cesellatura/ doratura
cm 20 (la) 22 (a) 17 (p)
sec. XIX (1882 - 1882)
Si tratta di una riproduzione in metallo di una “isba”, tipica abitazione rurale russa, interamente costruita con tavole di legno e tronchi d’albero. L’oggetto è apribile ed il volume è quello di un parallelepipedo cavo poggiante su di una sottile lastra rettangolare a due gradini. E’ suddiviso in tre parti architettoniche: il basamento, il corpo principale ed il coronamento. Il basamento avvolge il corpo centrale sui quattro lati nella parte inferiore, e presenta le forme di uno steccato ligneo che si interrompe solo in prossimità della gradinata che conduce alla porta d'ingresso. Il corpo principale riproduce quattro facciate di tronchi d’albero incastrate agli spigoli. Sulle due facciate maggiori sono rispettivamente presenti, da una parte tre finestre, dall’altra due finestre ed una porta centrale con cinque gradini d’accesso; delle due facciate minori invece solo una presenta due finestre, mentre l’altra, in corrispondenza della cerniera di apertura della parte sommitale, risulta cieca. Il tetto a falde è di fatto un coperchio apribile incernierato sul lato corto, riccamente decorato a motivi geometrici sui margini degli spioventi, con croce al vertice della facciata principale. Su di una delle falde è presente un comignolo la cui texture ricorda una costruzione in pietra o muratura. Su ciascuno degli spioventi è presente un’iscrizione dedicatoria, come pure sulla parte sommatale del comignolo è inciso il nome di Angelo Masini. La data della dedicazione compare invece sulla lastra di basamento, lungo il lato corto. All’interno il volume è vuoto, con superfici dorate particolarmente brillanti.

La datazione riportata nell'iscrizione fa supporre che la dedicante Principessa Wadbolsky abbia omaggiato il Masini di questo prezioso oggetto in concomitanza delle recite di "Mefistofele" di Arrigo Boito, in scena al Teatro Imperiale di San Pietroburgo proprio nel gennaio 1882, con Durand (soprano), Tremelli (mezzosoprano) e Bouhy (basso), sotto la direzione particolarmente apprezzata di Enrico Bevignani. Inzaghi riporta una cronaca del tempo ove si riferisce del successo raccolto dal direttore d'orchestra e degli omaggi preziosi a lui tributati in quell'occasione: "(...) ebbe diversi regali di valore, fra cui noto: una bacchetta e due corone d'argento, due servizi pure d'argento, un vaso d'argento di fattura artistica, un anello con brillanti, un orologio d'oro etc." (Tschitschatschefkoff, Il Trovatore, 24 febbraio 1882). E' plausibile quindi che anche la compagnia di canto abbia ricevuto il medesimo trattamento, e che questo contenitore d'argento in forma di isba russa appartenesse proprio a questo contesto. Dallo stesso corrispondente infatti il personaggio di Faust, interpretato da Masini, e quelli di Margherita e Mefistofele, vengono definiti "tipici, che non temono rivali". Molti furono i pezzi replicati durante la recite.