Museo Romagnolo del Teatro
Corso Garibaldi, 96
Forlì (FC)
Mirimanian Bagrat
notizie 1895
strumento musicale (?)
ad Angelo Masini

legno,
argento/ traforo
cm 10,5 (d) 30 (lu)
diametro della sezione della sfera alla base 8,5,
manico di legno 19,5,
altezza rostro in argento applicato al manico 4,3
sec. XIX (1895 - 1895)
L'oggetto consta di due volumi principali tra loro connessi, realizzati probabilmente con due tipi differenti di legname: una sfera cava in legno lucidato di colore scuro, sezionata orizzontalmente nella parte inferiore in modo da ottenere una superficie circolare piana che funge da base; un manico dritto in legno lucidato più chiaro, anch'esso cavo, con bocca all'estremità. Il volume del manico è un cono molto allungato, anch'esso sezionato orizzontalmente per l'intera lunghezza in modo da ottenere una faccia piana nella parte inferiore. Si presume che le cavità del manico e della sfera siano comunicanti all'interno. L'oggetto presenta inoltre le seguenti applicazioni in argento riccamente traforato: 1. un rivestimento dell'imboccatura cava del manico; 2. un rostro o uncino fissato ortogonalmente al manico in prossimità della parte sferica; 3. un coronamento circolare del polo della sfera, collegato alla circonferenza della sezione di base da sei paralleli equidistanti: 4. un bordo nella circonferenza della sezione di base della sfera; 5. un circolo centrale all'interno della sezione di base della sfera; 6. tre piccole sfere sporgenti disposte a triangolo, avvitate sul fuso più esterno, che posso fungere da piedistallo per disporre lo strumento in verticale. Sul fuso opposto sono incise su quattro righe l'iscrizione dedicatoria, la data e la firma.

Il nome di Bagrat Moyseyevich Mirimanian risulta presente nella corrispondenza di Pëtr Il'ič Čajkovskij, come proprietario di un negozio di strumenti musicali a Tiflis, ovvero Tbilisi, capitale della Georgia. Questo rende plausibile la definizione dell'oggetto come strumento musicale, probabilmente un omaggio offerto al Masini in occasione della sua stagione lirica in Russia nel 1895. Si tratterebbe forse di uno strumento a percussione della tradizione popolare russa, di tipo idiofono, simile alle maracas: introducendo nella cavità ghiaia o sementi dall'apertura sul manico, il suono si produce per scuotimento. L'orientamento dei caratteri dell'iscrizione e la presenza del rostro d'argento a sostegno dell'impugnatura, ci suggeriscono che l'oggetto doveva essere utilizzato con la parte piana in alto e la sfera cava in basso. Ciò favorisce peraltro il deposito del materiale granulare all'interno della cavità.