via Le valli 2
Collecchio (PR)
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Situata sul primo colle a monte dell’abitato, la tranquilla area verde si sviluppa intorno a un bel villino ottocentesco acquisito dal Comune di Collecchio negli anni ’70 del secolo scorso per adibirlo a scuola elementare. Dopo il trasferimento della scuola, lo storico edificio è divenuto sede del Centro Culturale “Villa Soragna”, che promuove attività e manifestazioni pubbliche sia nella villa che all’esterno. Nel parco spiccano grandi alberature legate al giardino ornamentale ottocentesco e sono presenti spazi per bambini con giochi e animali domestici; una curiosità è la presenza, davvero insolita, di una popolazione libera di conigli nani. Il parco e le zone circostanti sono l’ultima propaggine settentrionale dell’area contigua che si sviluppa intorno al Parco Regionale Boschi di Carrega (il primo a essere istituito nella nostra regione).

L’area verde, intitolata a Fortunato Nevicati (un antifascista parmense morto in Spagna nel 1936), è delimitata sui lati a ovest e a sud dalla via Le Valli (o Strada delle Valli), mentre il solco del rio Manubiola funge da confine lungo quasi tutto il restante perimetro. Una fascia di vegetazione mista più o meno ampia segna il bordo esterno del parco. Verso la strada si mescolano bagolari, aceri campestri, tigli, querce, frassini, biancospini e altre specie, mentre a sud, oltre l’ingresso secondario che conduceva agli edifici di servizio della villa, si sviluppa un filare di vecchi olmi. Sulla sponda sinistra del rio la fascia è più larga, con un folto sottobosco di specie spontanee: si incontrano grandi querce (con diametri intorno ai 70 cm), olmi, frassini meridionali e robinie, macchie di sambuco e salcerella sulla riva, ma anche esemplari ornamentali ben sviluppati (ippocastani e platani con diametri intorno agli 80 cm).
Dall’accesso principale un viale pavimentato in calcestre conduce sul retro della villa. A sinistra dell’ingresso prevalgono i sempreverdi: una macchia di tre tassi a portamento policormico e un gruppo piuttosto fitto di una decina di cedri dell’Himalaya (con diametri di 80-100 cm). Sul lato opposto un gruppo di ippocastani precede un’area giochi per bambini, vicino alla quale si erge un’imponente farnia (diametro 114 cm), con vistose radici affioranti. Grandi farnie, in qualche caso con evidenti problemi fitosanitari, fiancheggiano anche l’altro lato del vialetto e le ampie chiome di altre querce spiccano in fondo al pendio erboso che scende verso il confine.
La villa, a pianta quadrata, è caratterizzata dalla presenza di un loggiato con piccole colonne e ampio terrazzo e di una slanciata torretta con vetrate nella parte sommitale. La facciata principale è rivolta verso sud e domina un ampio spazio prativo un tempo occupato dalla piscina pubblica. Subito a est si trova l’edificio più basso, adibito a bar, e poco oltre sono presenti un’area di sosta ombreggiata da due esemplari di quercia rossa e un paio di recinti: uno ospita esemplari di asino romagnolo, capretta tibetana, mucca jersey e pony francese, l’altro pavoni e altri animali da cortile. Piccoli conigli neri o dalla colorazione varia si affacciano ogni tanto dalle macchie di vegetazione o scorrazzano liberi nelle aree prative. A breve distanza, sul margine del bosco e di un altro pendio erboso, si trova un piccolo specchio d’acqua con tife, ninfee e altre erbe palustri.
Nei pressi dei recinti il vialetto si divide e una parte del percorso scende nel boschetto di aspetto più naturale che si sviluppa sino al rio e raggiunge l’accesso di via Turati. Il vialetto principale prosegue, invece, in quota e, superati un paio di ex fabbricati rurali, si dirige, accompagnato da una doppia siepe di acero campestre, verso l’ingresso meridionale del parco.

La villa, fatta costruire dalla famiglia Tarchioni agli inizi dell’Ottocento, dopo il 1865 passò ai loro parenti Viola (Eudo Viola, che vi abitò, fu sindaco di Collecchio dal 1909 al 1914). Nel 1900 la villa e il parco furono venduti al marchese Guido Maria Meli Lupi di Soragna, che fece eseguire vari lavori di restauro con il probabile intervento dell’architetto milanese Antonio Citterio (in quel periodo impegnato anche nella non lontana Villa Magnani a Mamiano di Traversetolo e nella Villa Soragna a Vigatto). Requisita dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale, la villa rimase dei marchesi sino alla morte di Guido, nipote di Guido Maria, avvenuta nel 1963. Nel 1972 il Comune di Collecchio acquistò la villa per adibirla a scuola elementare; il resto dell’area divenne un parco pubblico e nel prato antistante l’edificio fu costruita la piscina comunale. Dopo la chiusura della piscina e il trasferimento della scuola, l’amministrazione comunale ha avviato nel 1997 la riorganizzazione complessiva dell’area e l’anno seguente la villa è divenuta sede del centro culturale e della biblioteca comunale.