Museo Romagnolo del Teatro
Corso Garibaldi, 96
Forlì (FC)
ambito francese
fotografia

carta/ platinotipo (?)
cm 10,5 (la) 16 (a)
cornice 14x19,
immagine 9,5x14
sec. XX (1912 - 1912)
La fotografia è in bianco e nero, montata su cornice di legno dorata. La foto è coperta nella parte inferiore da un biglietto da visita della moglie del compositore, listato in nero a lutto. Il nome di Madame Massenet è stampato, mentre la dedicazione, la data e la firma sono autografe. Il compositore Jules Massenet è ritratto in tarda età, in mezzobusto, orientato di tre quarti, con il capo appoggiato al braccio sinistro, in abito scuro su sfondo scuro. La firma è evidentemente di pochi lettere, ma i caratteri non sono interpretabili in modo chiaro.

Identificando in Louise-Constance de Gressy (1841-1938), detta Ninon, sposa del compositore Jules Massenet, il mittente dell'omaggio fotografico, possiamo avanzare un'ipotesi sul lutto da esso celebrato. E' probabile infatti che si tratti della morte dello stesso Massenet, avvenuta il 13 Agosto 1912, e che la fotografia sia stata inviata in risposta ad un messaggio di condoglianze dello stesso Masini. Lo confermerebbe il testo scritto a penna: "I miei sentiti ringraziamenti". Meno plausibile invece che possa trattarsi della scomparsa dello stesso Masini, avvenuta il 23 Settembre 1926, in occasione della quale la vedova Massenet avrebbe potuto inviare le condoglianze alla famiglia del tenore. Ad ogni modo non compare sul biglietto una data precisa, eccetto i caratteri "9 Nov.".
Sui rapporti tra il Masini ed il compositore Jules Massenet (1842-1912), ricordiamo che nel corso della sua carriera il tenore forlivese ebbe modo di interpretare con successo i ruoli del Cavaliere Des Grieux nell'opera "Manon", e di Aranquil nell'opera "La Navarrese".
Battaglia afferma inoltre che il 1° Giugno 1905, da Vichy, il maestro Massenet fece recapitare ad Angelo Masini un biglietto da visita al Teatro Sarah Bernhardt di Parigi, congratulandosi per la buona riuscita delle recite de "Il Barbiere di Siviglia" di Rossini, cui evidentemente aveva assistito. Scrive: "In viaggio... Tutta la mia ammirazione.". Si tratta dell'ultima interpretazione pubblica del tenore, che già da qualche tempo aveva deciso di abbandonare la carriera di cantante per dedicarsi alle quattro grandi aziende agricole dei numerosi poderi di sua proprietà collocati tra Forlì e Ravenna.