Museo Romagnolo del Teatro
Corso Garibaldi, 96
Forlì (FC)
Canè Gian Battista
1842/ 1926
disegno

carta/ inchiostro acquerellato
cm 50 (d)
diametro cornice 65,
altezza decorazione lignea della cornice 10
secc. XIX/ XX (1861 - 1926)
Il ritratto è realizzato su carta bianca con china o inchiostro nero in chiaroscuro a tratteggio sovrapposto. La matrice del disegno potrebbe essere una fotografia. In alcuni punti sembra presentare sfumature acquerellate. E' montato su grande cornice rotonda di legno color ciliegio a venature orizzontali. La cornice presenta, nella parte sommitale, un bassorilievo sporgente raffigurante una lira adagiata su racemi vegetali e foglie di lauro. Il ritratto raffigura Gilda Minguzzi Zoli, prima maestra di canto di Angelo Masini, in mezzobusto, orientata di tre quarti, con abito a texture appena accennata, fiocco al collo, strangolino, e capelli raccolti.

Della figura del soprano forlivese Gilda Minguzzi Zoli, prima insegnante di canto del Masini, parla estesamente Battaglia, che afferma: “…già buona interprete, per alcuni anni di lavori in prevalenza belliniani, le cronache riportano i suoi successi giovanili nei ruoli di Norma ed Amina, in alcuni teatri di provincia marchigiani ed emiliani. Poi, improvvisamente, essa si era ritirata dalle scene (…) dopo il matrimonio con l’avv. Emilio Zoli, per le insistenze della famiglia, contraria alla vita raminga dell’artista lirica. (…) Essa era stata un buon soprano d’agilità, uno di quegli ottimi elementi seri e coscienziosi che allora popolavano i teatri di provincia.”. Sul rapporto tra la maestra e l’allievo aggiunge inoltre: “Alla Minguzzi l’allievo dovette moltissimo: essa si dedicò alla sua preparazione con affetto quasi materno (…). Questi conservò per tutta la vita l’indelebile impronta di un certo tipo di formazione e di gusto trasmessogli dall’insegnante. (…) Gli insegnò con amore e dedizione profonda tutti i segreti della tradizione belcantistica che essa aveva avuto l’opportunità di raccogliere e di poter trasmettere. (…) La Minguzzi inoltre non si limitò ad istruire l’allievo prediletto nella tecnica vocale, e nella cultura musicale in genere, ma non smise di seguirlo fino al debutto, avvenuto a Finale Emilia nel 1868.”. Inzaghi sottolinea infatti come fu proprio la Minguzzi, soddisfatta del livello raggiunto dal Masini, a procurargli un contatto con l’impresario Luigi Scalaberni, “il più importante che si trovava sulla piazza di Bologna”, grazie al quale ebbe le sue prime scritture.