via Savonarola 9
Ferrara (FE)
Tel: 0532 293111
Parco Pareschi appare più come un giardino, la ridotta superficie, poco più di 3000 mq, fa assomigliare l’area a un giardino più che a un parco vero e proprio. un’isola di verde circondata da alte mura nel centro della città, poco distante dalla Palazzina Marfisa D’Este e da Palazzo Schifanoia.

L’imponente cancello in ferro battuto si apre tra le alte mura merlate (intonacate all’esterno, mentre sul lato interno sono ben visibili i mattoni rossi e gli speroni di consolidamento in muratura). La parte centrale del parco è occupata da due piccole aree in parte boscate, che ospitano in prevalenza aceri di varie specie (americano, montano, riccio) e robinie, ma anche pini, tassi, un cedro del Libano e una magnolia; il corredo vegetale è arricchito da arbusti di agrifoglio e nespolo. A partire dall’ingresso principale, lungo il perimetro del muro di cinta sono presenti alcuni lecci e, a seguire, superato l’ingresso secondario, alcuni tigli, begli esemplari di ippocastano e qualche bagolaro. Il percorso lungo l’altro lato della recinzione è segnato da qualche tiglio, numerosi ippocastani, gruppi di giovani bagolari su un riporto di terra in forma di collinetta e, soprattutto, un bell’esemplare di spino di Giuda. Di fronte alla loggia del palazzo si estende una superficie prativa di forma ovale, con due aiuole coltivate a rosmarino e lavanda, che è impreziosita da un bell’esemplare di tiglio. Un sinuoso vialetto, fiancheggiato da alcune panchine e, in alcuni punti, da modeste siepi di bosso, percorre l’intero giardino, che include una piccola area giochi e una fontanella.

L’odierno parco era in origine il giardino del Palazzo di San Francesco, di proprietà degli Estensi, costruito nella seconda metà del ’400 da Pietro Benvenuto dagli Ordini e in seguito ampliato da Biagio Rossetti. A metà del secolo successivo, il palazzo e il giardino subirono nuove modifiche per volontà del cardinale Ippolito II d’Este e il muro di cinta del complesso venne ornato da merlature dipinte. L’edificio è chiamato Palazzo di Renata di Francia, perché dal 1537 al 1554 vi venne relegata la moglie del duca Ercole II d’Este, fervente calvinista. L’attuale aspetto del muro di cinta e del portale d’ingresso del parco, come pure la facciata, lo scalone e le decorazioni del piano nobile del palazzo, si devono alle modifiche settecentesche commissionate dai proprietari, i marchesi Gavassini, a Girolamo del Pozzo. Verso la metà dell’Ottocento il complesso passò alla famiglia Pareschi, che modificò il giardino secondo il gusto dell’epoca, conferendogli l’odierna impronta all’inglese. Nel 1942 l’ultimo proprietario, conte Vittorio Cini, donò la proprietà al Comune di Ferrara che nel 1963 ne fece la nuova sede dell’antica università ferrarese.