corso Porta Mare 9
Ferrara (FE)
Tel: 0532 244949
Parco Massari, il più grande e noto parco pubblico di Ferrara entro le mura, occupa il quadrilatero delimitato dalle vie Guarini, Borso, Corso Ercole I d’Este e Corso Porta Mare. Progettato verso la fine del ’700 dall’architetto ferrarese Luigi Bertelli per il marchese Camillo Bevilacqua Cantelli, era ornato di numerose sculture, caratterizzato da una grande varietà di piante e circondato da un muro di cinta sul quale aprivano sette magnifici ingressi (uno è ancora riconoscibile, lungo corso Ercole I d’Este, nella curiosa struttura della cosiddetta “Coffee House”, simile a un tempio neoclassico). A metà dell’Ottocento i conti Massari acquisirono il palazzo e trasformarono il giardino in un parco all’inglese.

Il parco racchiude numerosi elementi di grande valore storico, paesaggistico e naturalistico, che lo rendono, insieme ai vari giardini lungo le mura, lo spazio verde pubblico più importante della città. L’assetto attuale è frutto dell’impianto di fine Ottocento, ispirato ai parchi romantici inglesi. L’ingresso principale del parco, circondato sui quattro lati da un muro di cinta in mattoni, si apre su corso Porta Mare; la cancellata di ferro è dominata da monumentali cedri del Libano. Una fontana con vasca circolare, delimitata da un vialetto e da un’aiuola di rose, accoglie i visitatori; intorno si notano un gruppo di betulle, un gruppo di tuie e altri sempreverdi. Sul sentiero di destra spicca un busto di Giuseppe Verdi e in quello di sinistra i busti di Cesare Battisti e Dante Alighieri (collocato nel 2000). Nel complesso il parco è caratterizzato da una grande ricchezza di alberi, con alcune essenze arboree di pregio. La parte centrale del parco è divisa in tre porzioni da due sentieri dall’andamento curvilineo che delimitano zone prative ben curate con numerosi sempreverdi (cedri, tassi, pini e tuie), alcune magnolie e una notevole varietà di specie a foglia caduca (bagolari, farnie, ippocastani, noci, platani, ginkgo, ecc.). Accanto si trovano un’area con giochi per bambini e un bar con tavolini all’aperto. In prossimità del muro di cinta su via Guarini alcune sopraelevazioni del terreno contribuiscono a creare la parvenza di un piccolo bosco, con ippocastani, robinie, sofore, bagolari, abeti, tassi, qualche magnolia e qualche ailanto. Completano la notevole varietà di specie giovani esemplari di carpino bianco e acero campestre. Nella porzione orientale del parco dominano begli esemplari di tasso, ippocastano e farnia, mentre nella porzione occidentale spiccano gruppi di pioppi, spini di Giuda, tigli, farnie e magnolie. I vialetti del parco, in parte asfaltati oppure lastricati di porfido e sterrati, sono a tratti fiancheggiati da siepi di bosso e laurotino, che delimitano lembi ombreggiati da alberi di notevoli dimensioni. Nel parco, illuminato da piccoli lampioni in ghisa a forma di lanterna, sono distribuite numerose panchine e sedute in pietra; una fontanella con testa di leone si trova presso l’ingresso principale.

Nel ’700 l’odierno parco era una grande area a orti estesa circa quattro ettari, che sul finire del secolo il marchese Bevilacqua decise di trasformare in un giardino formale a decoro della sua residenza in città. L’impianto settecentesco era scandito da aiuole di vario disegno, giochi d’acqua, un teatro vegetale dove venivano rappresentati momenti della vita di palazzo, sculture raffiguranti personaggi mitologici, archi e tempietti, le terme, un’aranciera per il ricovero delle piante nei mesi invernali e un orto botanico. Il palazzo a cui il giardino è legato fu l’ultimo edificio importante costruito in epoca estense, in una zona della città nata a partire dal ’400 secondo il progetto il progetto di ampliamento urbano noto come “addizione erculea”. L’edificio, costruito a partire dal 1590 per volontà del conte Onofrio Bevilacqua, ha una solenne facciata con grandi finestre ed è affiancato da una costruzione più bassa, risalente al ’700, chiamata Palazzina dei Cavalieri di Malta. Verso la metà dell’Ottocento i conti Massari acquisirono il palazzo e il giardino dei Bevilacqua, modificando tutto il complesso secondo il gusto dell’epoca. Il giardino fu risistemato come parco all’inglese, con percorsi sinuosi e nuovi impianti arborei, che sostituirono le regolari aiuole del disegno precedente. Il piccolo giardino annesso confina col parco pubblico e ospita alcune originali sculture. Dal 1936 il Parco Massari è di proprietà del Comune di Ferrara. L’ingresso del parco venne utilizzato da Vittorio De Sica per rappresentare l’ingresso del giardino della famiglia ebrea ferrarese protagonista del film Il giardino dei Finzi-Contini, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani e girato nel 1970.