Via Luigi Breventani, 22
Bologna (BO)
Il piccolo giardino (0,7 ettari) è un tranquillo angolo di verde tra gli edifici in fondo a via Breventani, residuo del giardino ornamentale di una villa nelle immediate vicinanze. Al centro spicca una grande sequoia della California. Una particolarità, lungo il confine occidentale, è il corso del torrente Ravone, coperto nel 1970 ma segnalato da un sentiero sopraelevato che corre sul vecchio argine.

Il giardino, grazie alla sua origine, offre un’inconsueta ricchezza di specie arboree e qualche singolare testimonianza delle passate funzioni produttive e ornamentali. Non ci sono più tracce del frutteto e del vigneto di un tempo, ma sparse nell’area verde si riconoscono ancora varie piante da frutto: piccoli alberi aggraziati (kaki, rusticani, un albicocco), grandi cedui di fico, alcuni mandorli e susini. La parte di giardino più vicina alla vecchia villa è dominata dai sempreverdi: oltre alla sequoia, spiccano alcuni cedri e cipressi, qualche pino, un notevole esemplare di tasso, diversi lecci e arbusti di alloro, laurotino, lauroceraso, bosso. Non mancano specie ornamentali a foglia caduca (ginkgo, albizia, sofora); sull’argine del Ravone sono stati piantati un gruppetto di tigli e uno di bagolari.

Il giardino, legato alla villa della famiglia Melloni (costruita nello stile alpino in voga a Bologna verso la fine dell’Ottocento), è una testimonianza delle trasformazioni avvenute in questo settore urbano, rimasto in prevalenza agricolo sino quasi alle soglie del Novecento e poi teatro di una delle prime espansioni della città oltre la cerchia delle mura. Nel 1938 solo pochi terreni intorno alla villa Melloni erano ancora coltivati. L’attività edilizia proseguì nel dopoguerra e nel corso degli anni ’70 il Comune di Bologna stipulò con Vittorio Melloni, un anziano colonnello d’aviazione, un accordo per l’acquisizione della villa e del giardino, solo in parte perfezionato dopo la sua morte. Il giardino venne aperto al pubblico nel 1984.